Il caso del delitto di Garlasco torna a infiammare il dibattito televisivo, questa volta nello studio di Ore 14 Sera, dove il confronto tra giornalisti, legali ed esperti si è trasformato in un acceso scontro sulle indagini e sugli errori del passato.
Al centro della discussione, ancora una volta, la posizione di Alberto Stasi e le nuove piste investigative che coinvolgono Andrea Sempio. Ma è un altro elemento a far esplodere la polemica: il computer di Stasi e, in particolare, lo svuotamento del cestino.
A sollevare il caso è il conduttore Milo Infante, che parla apertamente di una possibile anomalia: “Svuotare il cestino del PC fa pensare a un sabotaggio”. Un’accusa pesante, che lascia intendere il sospetto di una manomissione di prove digitali in una fase delicata delle indagini.
La replica arriva immediata da Luciano Garofano, ex comandante dei RIS, che respinge con forza ogni ipotesi di irregolarità: “Difendo il mio lavoro, è un dovere”. Secondo Garofano, le attività investigative vanno contestualizzate nel periodo in cui sono state svolte, quando competenze e protocolli erano diversi rispetto a oggi.
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Il confronto si allarga rapidamente ad altri punti controversi dell’inchiesta. Si parla dell’impronta 33, ormai non più analizzabile perché il materiale sarebbe stato consumato, e dei numerosi presunti errori investigativi segnalati nel tempo. Da una parte c’è chi parla di decine di criticità, dall’altra chi ribadisce che non si tratta di errori ma di valutazioni fatte con gli strumenti disponibili all’epoca.
Nel dibattito emergono anche le questioni legate al DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Un elemento che continua a dividere: per alcuni rappresenta una traccia significativa, per altri non è utilizzabile perché non sufficientemente consolidata dal punto di vista scientifico.
Non meno controverso il tema della presunta corruzione che coinvolgerebbe il padre di Sempio e un ex pubblico ministero, elemento che, secondo alcuni, potrebbe rafforzare l’impianto accusatorio, mentre per altri resta ancora tutto da dimostrare.
Il confronto televisivo mette così in luce tutte le fratture di un caso che, a distanza di anni, continua a essere oggetto di nuove interpretazioni, dubbi e riletture. Tra accuse di errori, sospetti di sabotaggio e difese dell’operato investigativo, il delitto di Garlasco resta uno dei misteri giudiziari più controversi e discussi in Italia.
