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Italiane fuori da tutto in Europa: i club crollano come la Nazionale. Il calcio che non costruisce paga il conto (e non lo scopriamo oggi)

Italiane fuori da tutte le coppe europee dopo le eliminazioni di Bologna e Fiorentina. Un segnale pesante che riapre il tema della crisi del sistema

Italiane fuori da tutto in Europa: i club crollano come la Nazionale. Il calcio che non costruisce paga il conto (e non lo scopriamo oggi)
Calcio – UEFA Europa League – Aston Villa vs Bologna

Dal terzo Mondiale saltato agli schiaffi nelle coppe

L’Italia resta fuori da tutto anche in Europa. Le eliminazioni di Bologna e Fiorentina chiudono la corsa dei club italiani e lasciano vuoto il tavolo delle semifinali tra Champions, Europa League e Conference. Per ritrovare una stagione senza squadre italiane tra le prime quattro delle tre coppe bisogna tornare al 1986/87.

Oggi il vertice europeo parla soprattutto inglese, spagnolo, tedesco, francese e portoghese. Noi, forse, arriviamo dopo. In Champions League sono rimaste Paris Saint-Germain, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Arsenal. In Europa League ci sono Braga, Friburgo, Nottingham Forest e Aston Villa. In Conference League, invece, sono arrivate Shakhtar Donetsk, Crystal Palace, Rayo Vallecano e Strasburgo. L’Italia guarda da fuori, e non da ieri. Dal 1996 in poi i club italiani hanno vinto appena tre Champions League, mentre in quattro delle ultime sei edizioni si sono fermati agli ottavi.

Il Bologna si è fermato a Birmingham, travolto dall’Aston Villa dopo aver già perso l’andata. La Fiorentina, invece, ha vinto al ritorno contro il Crystal Palace ma non è riuscita a cancellare il passivo accumulato nella prima sfida. Due uscite diverse nella forma, identiche nella sostanza. L’Europa va avanti, la Serie A no.

Il dato diventa ancora più pesante se lo si mette accanto a quello che il calcio italiano ha appena vissuto con la Nazionale. Il terzo Mondiale di fila saltato aveva già aperto una ferita enorme. Adesso arriva anche il verdetto dei club. Messa così, non sembra più una sequenza di episodi isolati. Sembra la stessa crisi che cambia faccia ma resta uguale nella radice.

Leggi l’articolo: Italia, ormai l’abisso è normalità: non c’è due senza tre. Siamo fuori dal Mondiale, lasciati soli da un calcio che non costruisce più

Da una parte c’è un calcio europeo che accelera, verticalizza, attacca, vive di ritmo e di coraggio. Dall’altra c’è un movimento che troppo spesso si rifugia nella gestione, nel controllo, nella prudenza, nel possesso che non punge. Quando il livello si alza davvero, la differenza si vede. Si vede nei duelli, nelle corse, nella qualità delle scelte, nella personalità con cui si giocano le partite che pesano.

Per questo il doppio ko di Bologna e Fiorentina non può essere archiviato come una cattiva settimana. È la fotografia di un sistema che costruisce meno, rischia meno e produce meno di quanto serva per restare tra i migliori. L’Italia non è fuori solo dalle semifinali. È fuori dal centro del calcio europeo, ed è questa la notizia che fa più male.

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