Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco: tutti i 21 elementi che secondo la Procura incastrano Andrea Sempio

Garlasco: tutti i 21 elementi che secondo la Procura incastrano Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha ricostruito un mosaico accusatorio che va dall’impronta 33 ai soliloqui in auto, passando per le telefonate a casa Poggi, lo scontrino, le ricerche web e presunti comportamenti sospetti. Ecco tutti i punti

Garlasco: tutti i 21 elementi che secondo la Procura incastrano Andrea Sempio

La Procura di Pavia è convinta di avere in mano un quadro accusatorio “convergente” nei confronti di Andrea Sempio. Ventuno elementi, tra prove scientifiche, intercettazioni, ricostruzioni investigative e comportamenti ritenuti sospetti, che secondo gli inquirenti comporrebbero un mosaico capace non solo di sostenere la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, ma persino di aprire la strada alla revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi. Il fascicolo coordinato dal procuratore Fabio Napoleone mette insieme vecchi elementi riletti alla luce delle nuove consulenze e aspetti inediti emersi negli ultimi mesi. Il cuore dell’impianto accusatorio resta scientifico, ma gli investigatori insistono anche su movente, comportamenti e presunte contraddizioni dell’indagato.

Le telefonate a casa Poggi e il presunto interesse per Chiara

Tra gli elementi considerati centrali ci sono le tre telefonate effettuate da Sempio a casa Poggi tra il 7 e l’8 agosto 2007, pochi giorni prima del delitto. Per anni l’indagato ha sostenuto di aver cercato l’amico Marco Poggi senza sapere che fosse già partito per le vacanze. Una versione che oggi la Procura ritiene falsa. Secondo gli investigatori, quelle chiamate sarebbero state in realtà tentativi di contatto diretto con Chiara Poggi. Negli atti si parla di un possibile “approccio” alla ragazza e di una “attrazione non ricambiata” che avrebbe generato “risentimento e astio”.

A rafforzare questa lettura ci sarebbero alcune intercettazioni ambientali captate nell’auto di Sempio. In uno dei soliloqui, registrato il 14 aprile 2025 e riportato dal Corriere della Sera, l’indagato parla da solo di Chiara, di presunti video intimi e di una chiavetta Usb. “L’interesse non era reciproco”, dice a un certo punto. E ancora, imitando una voce femminile: “Non ci voglio parlare con te”. Secondo gli investigatori, quei riferimenti sarebbero particolarmente rilevanti perché riguarderebbero dettagli che, all’epoca delle intercettazioni, non erano mai stati resi pubblici. I pm ritengono che solo chi avrebbe visto quei file sulla pennetta Usb potesse conoscerne l’esistenza.

Il Dna sotto le unghie e la nuova lettura delle tracce

Uno dei pilastri dell’accusa resta il materiale genetico trovato sotto le unghie della vittima. La Procura richiama il Dna ritenuto compatibile con Sempio e incompatibile con Stasi, sostenendo che sarebbe stato lasciato durante il tentativo disperato di difesa della ragazza dall’aggressione. Gli investigatori insistono anche sull’impronta palmare numero 33 trovata sulla parete delle scale della villetta di via Pascoli. Per i pm le misure antropometriche sarebbero compatibili con Sempio e coerenti con la traccia della scarpa insanguinata rilevata sul cosiddetto “gradino zero”.

Secondo la Procura, inoltre, l’impronta non sarebbe stata lasciata da una mano semplicemente sudata ma “bagnata”, dettaglio che gli investigatori considerano significativo anche per la reazione alla ninidrina. Negli atti viene evidenziato che la traccia sarebbe stata visibile già prima degli accertamenti del Ris di Parma.

I pm contestano anche la ricostruzione storica sul bagno della villetta. Nel documento inviato alla Procura generale per sostenere la revisione del processo Stasi, gli investigatori definiscono “francamente incompatibile” la presenza di quattro capelli scuri mai analizzati nel lavandino con l’ipotesi che l’assassino si sia lavato lì dopo il delitto. Viene inoltre sottolineata l’assenza di tracce di emoglobina nel sifone.

Le ricerche online sul Dna e il processo Stasi

Tra i 21 elementi compaiono anche le ricerche effettuate da Sempio sul web tra il 2014 e il 2015, durante le fasi del processo d’appello bis a carico di Stasi. Per gli inquirenti quelle consultazioni dimostrerebbero un interesse anomalo per il Dna trovato sulle mani della vittima e per le analisi genetiche. Una ricerca in particolare sul “Dna mitocondriale” avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori perché coincidente con gli approfondimenti svolti in quel periodo nel procedimento giudiziario. La Procura sottolinea che, all’epoca, Sempio non era indagato e il suo nome non era emerso pubblicamente nell’inchiesta.

Lo scontrino di Vigevano e l’alibi contestato

Altro nodo centrale riguarda lo scontrino del parcheggio di Vigevano utilizzato da Sempio per sostenere il proprio alibi. Secondo i pm, le intercettazioni più recenti avrebbero dimostrato “l’inconsistenza” di quello scontrino per coprire la mattina del 13 agosto 2007. In particolare, una conversazione intercettata tra i genitori dell’indagato viene interpretata dagli investigatori come il segnale di una possibile costruzione dell’alibi.

Negli atti compare anche l’agendina del padre di Sempio, Giuseppe, contenente appunti sulle strategie difensive elaborate durante la prima indagine del 2017. Tra le annotazioni, gli investigatori evidenziano riferimenti alla bicicletta vista in via Pascoli e al fatto che Andrea fosse “a piedi”, versione che contrasterebbe con quanto sostenuto dall’indagato, il quale ha sempre dichiarato di essere andato in auto a Vigevano. Per la Procura, inoltre, Sempio avrebbe avuto “tutto il tempo” per raggiungere la villetta, commettere il delitto e allontanarsi.

I “soliloqui” in auto e gli appunti gettati via

Le intercettazioni ambientali installate nell’auto dell’indagato rappresentano uno degli aspetti più discussi della nuova indagine. Gli investigatori ritengono che nei lunghi monologhi registrati dalla microspia emergano riferimenti diretti al delitto, ai video intimi e persino commenti offensivi nei confronti della vittima a distanza di quasi vent’anni dai fatti. La difesa, al contrario, sostiene che quelle frasi siano state decontestualizzate e che Sempio stesse commentando podcast e ricostruzioni mediatiche sul caso.

Negli atti compare anche un episodio del febbraio 2025: secondo la Procura, l’indagato avrebbe gettato nella spazzatura alcuni appunti “ricollegabili all’omicidio”. Nei giorni successivi, però, è stata fornita una spiegazione alternativa: si sarebbe trattato della scaletta di uno spettacolo.

Il profilo personale delineato dall’accusa: “Ossessionato dal sesso violento”

Nel quadro accusatorio i pm inseriscono anche elementi legati alla personalità dell’indagato. La Procura descrive Sempio come una persona “ossessionata dal sesso violento” e “irrispettosa della dimensione personale femminile”, facendo riferimento a scritti, ricerche web e contenuti sequestrati durante le indagini. Per gli investigatori, questi elementi aiuterebbero a delineare il possibile movente dell’omicidio.

La Procura punta anche alla revisione del processo Stasi

Il nuovo impianto accusatorio ha portato la Procura di Pavia a muoversi anche sul fronte della revisione della condanna di Alberto Stasi. Un passaggio giudiziario estremamente delicato, considerando che il caso rappresenta un unicum: un nuovo indagato per un delitto già coperto da una sentenza definitiva. Secondo i magistrati pavesi, però, la rilettura delle tracce, gli errori nei sopralluoghi iniziali, le nuove consulenze e il materiale emerso dalle intercettazioni sarebbero sufficienti per sostenere una ricostruzione alternativa del delitto di Garlasco. Al momento, tuttavia, si tratta ancora di una tesi investigativa che dovrà essere vagliata nelle sedi giudiziarie. La difesa di Sempio continua infatti a contestare duramente sia il valore delle intercettazioni sia la solidità delle nuove interpretazioni scientifiche.