A Genova si apre l’adunata nazionale degli Alpini, tre giorni di celebrazioni, cortei e iniziative che dall’8 al 10 maggio porteranno in città migliaia di persone. Ma l’evento, ancora prima di cominciare ufficialmente, è stato accompagnato da polemiche e proteste: dalle critiche delle associazioni pacifiste alla chiusura delle scuole, fino alle preoccupazioni per le molestie denunciate in passato durante raduni analoghi.
Il clima, insomma, non è soltanto quello della festa. Accanto alla partecipazione degli Alpini e dei loro sostenitori, c’è una parte di cittadini che contesta la scelta di ospitare una parata militare in un momento segnato dalla guerra e dalle tensioni internazionali.
Le polemiche sulle molestie
Uno dei temi più sensibili riguarda gli episodi di molestie denunciati negli anni precedenti in occasione di altre adunate. Una preoccupazione rilanciata anche da alcuni cittadini genovesi prima dell’arrivo degli Alpini.
Interpellato sul tema, uno dei partecipanti arrivati a Genova ha minimizzato: “A volte passi di fianco a una signora e diciamo ‘ciao bella signora’, non le mettiamo le mani addosso”. Una frase che rischia però di alimentare ulteriormente il dibattito, perché tocca un punto delicato: la differenza tra goliardia, approccio indesiderato e rispetto degli spazi altrui.
Scuole chiuse e città blindata
A far discutere c’è anche la decisione di chiudere le scuole durante l’evento. Una scelta motivata dalla necessità di gestire viabilità, sicurezza e afflusso di persone, ma criticata da chi la considera un disagio imposto alla città per una manifestazione non condivisa da tutti.
Nei giorni dell’adunata, Genova sarà attraversata da cortei, cerimonie e momenti ufficiali, con inevitabili modifiche alla mobilità e alla vita quotidiana dei residenti.
Le contestazioni pacifiste
Una parte delle proteste arriva dalle associazioni pacifiste, contrarie a una grande parata militare in un contesto internazionale segnato da conflitti aperti. La critica non riguarda soltanto gli Alpini come corpo o tradizione, ma il significato pubblico di una manifestazione militare celebrata in una fase storica così tesa.
Per i sostenitori dell’adunata, invece, l’evento resta soprattutto un momento di memoria, identità e comunità, legato alla storia degli Alpini e al loro ruolo anche nelle emergenze civili.
Una festa che divide la città
L’adunata di Genova si muove quindi su un doppio binario: da un lato la partecipazione popolare, il richiamo storico e il senso di appartenenza; dall’altro il disagio di chi teme comportamenti molesti, contesta la militarizzazione simbolica degli spazi pubblici o critica l’impatto sulla città.
