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Cronache
Greenpeace cambia nome a quattro ministeri. La protesta contro il PNRR
Lapresse

Clamorosa protesta degli attivisti di Green peace che con un blitz questa mattina in quattro ministeri, cambiando il loor nome, hanno voluto dimostrare il loro dissenso per il piano PNRR appena approvato dal Parlamento. “Abbiamo dato ai Ministeri a Roma i nomi che meritano, apponendo nuove targhe e rinominandoli simbolicamente” si legge in una nota del movimento ambientalista. Il Ministero della Transizione Ecologica di Cingolani è così diventato il Ministero della Finzione Ecologica, il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili di Giovannini il Ministero dei Treni Persi e dell’Immobilità elettrica, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di Patuanelli si è trasformato nel Ministero per gli Allevamenti Intensivi ed Altre Attività Inquinanti e il Ministero dello Sviluppo Economico di Giorgetti  nel Ministero dello Sviluppo che Distrugge il Pianeta.

Per Green peace, infatti, PNRR di Draghi “ ad eccezione di alcuni buoni passaggi come smart grid, accumuli per rinnovabili e solare agrivoltaico – su ambiente e clima è davvero deludente. Nessuna vera priorità per le rinnovabili, briciole alla mobilità urbana sostenibile e per la cura della biodiversità, nessun intervento serio per l’agricoltura ecologica, ma in compenso “una porta spalancata per l’idrogeno blu di ENI (prodotto da gas e usando tecniche rischiose e neppure convenienti come il famoso Carbon Capture and Storage). Nel PNRR insomma della transizione ecologica si vede a malapena l’ombra”. Si legge in un comunicato stampa di Green Peace.

Nei giorni scorsi un report della stessa organizzazione aveva messo in luce l’eccessivo consumo di carne da parte dei cittadini europei e l’eccessiva spesa per la promozione dei prodotti derivanti dalla carne, cosa che aveva chiaramente suscitato le proteste delle principali associazioni del settore, che già devono fare i conti con un considerevole calo dei fatturati a causa della crisi pandemica e dalle conseguenti chiusure di bar e ristoranti. “Il denaro dei contribuenti viene utilizzato - si legge nel report -  non solo per finanziare la sovrapproduzione di carne e latticini, ma viene anche utilizzato per finanziare campagne promozionali con l'obiettivo di aumentare il consumo di prodotti animali europei. Ciò nonostante il 79% degli intervistati in un recente sondaggio Eurobarometro abbia affermato di ritenere che il marketing e la pubblicità che non contribuiscono a diete sane e sostenibili debbano essere limitati”.

Gli esperti di Green peace hanno analizzato tutta la spesa dell'UE per le campagne promozionali dei prodotti agricoli per gli anni 2016-2020 e abbiamo esaminato 146 progetti dettagliati approvati in otto paesi dell'UE nel periodo 2018-20191. Lo squilibrio del finanziamento promozionale a favore dei prodotti animali rivela una priorità di alcune delle produzioni alimentari più dannose per l'ambiente. Molto dure e polemiche, infatti, le parole del sottosegretario all’agricoltura Gian Marco Centinaio che afferma che “Se ridurre la zootecnia significa ricorrere alla carne sintetica diciamo No grazie. Non possiamo correre il rischio di ritrovarci nella stessa situazione in cui ci siamo trovati per quanto riguarda i vaccini: ovvero dipendere da chi detiene i brevetti”.

Adesso questa nuova forma di protesta che mira a puntare il dito contro una carenza di attenzione verso le tematiche green e verdi del piano, che secondo le direttive europee proprio sulla sostenibilità e l’attenzione per l’ambiente dovrebbe essere incentrato. Sempre Centinaio è voluto intervenire per stigmatizzare questa protesta affermando polemico “Quando si dice sputi nel piatto in cui mangi. Cosa hanno mangiato in pieno lockdown gli ambientalisti di Greenpeace che oggi hanno rinominato il Ministero delle Politiche agricole ‘ministero per gli allevamenti intensivi ed altre attività inquinanti’? Forse carne sintetica? Basta trattare l’agricoltura in questo modo. Basta additare questo settore come il maggior inquinante del mondo. Basta con l’ambientalismo da salotto e basta con questi attacchi gratuiti e infondati che offendono chi lavora per portarci il cibo in tavola. Esigiamo rispetto per tutto il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, per il Mipaaf, e per tutte le persone che quotidianamente ci lavorano”.

 

 

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