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Il Vaticano ordina di rimuovere il volto di Meloni dall'affresco. Il restauratore "posseduto" e quello che non torna
Il parroco Daniele Micheletti non intende andarsene: "Per cacciarmi serve un processo canonico"

Affresco con volto simile a quello della Meloni (Foto Lapresse)
L'affresco col volto di Meloni e le varie teorie. Ma il Vaticano ha deciso
Da giorni ormai la chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma è presa d'assalto, non più solo dai fedeli ma anche dai turisti curiosi che vogliono fare una foto all'angelo con il volto della premier Giorgia Meloni. Il Vaticano intanto ha preso la sua decisione, quel disegno va modificato. Tuttavia nessuno più nutre dubbi sul fatto che il volto raffigurato sia quello di Meloni. In un colloquio telefonico, molto schietto, monsignor Micheletti e i tecnici del vicariato - riporta La Repubblica - hanno convenuto sulla necessità "di trovare una via d’uscita, che sarà la modifica del dipinto". Lo racconta il parroco: "Stiamo cercando una soluzione", dice, "non possiamo rimanere incastrati sul viso di un angelo". Quindi si va verso il ripristino dell’opera originale.
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Il parroco non teme di essere rimosso dal suo incarico: "Non c’è nessuna norma che vieta di mettere il volto di qualcuno su un angelo. E per rimuovermi occorre un processo canonico e anche una giusta causa". Comunque sia non è questa la strada da percorrere anche perché Micheletti ha dato la piena disponibilità per modificare il dipinto. Nonostante la bufera, il restauratore Valentinetti, che è anche il sacrestano di San Lorenzo in Lucina, sembra prendersi gioco di tutto ciò che sta avvenendo attorno a lui. Ospite di Fiorello nella puntata de La Pennicanza racconta ridendo: "Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: "Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine; mettigli la mia faccia". La mano andava da sola".
