Un drone americano e’ stato intercettato dai russi mentre sorvolava i cieli della Crimea. Lo ha riferito il Rostec, la holding pubblica russa che opera nel settore della difesa. “Il drone volava ad un’altezza di 4.000 metri ed era invisibile da terra e abbiamo interrotto il collegamento di controllo con gli operatori americani”, si legge in un comunicato.
Nulla di fatto dopo il colloquio a Londra tra John Kerry e Serghei Lavrov: il muro contro muro tra Mosca e l’Occidente resta a 48 ore ormai dal referendum che quasi certamente sancira’ la secessione della Crimea dall’Ucraina. Mosca, ha annunciato il ministro degli Esteri russo dopo il colloquio, rispettera’ il risultato del referendum. Le posizioni tra Russia e Occidente, ha detto “restano differenti”. Lavrov ha tirato in ballo anche le passate vicende del Kosovo e delle isole Falkland: la Crimea per noi ha la stessa importanza, anzi, di piu’, ha spiegato. Le sanzioni gia’ varate da Usa e Ue, e quelle che molto probabilmente saranno varate dopo il referendum, ha spiegato il capo della diplomazia del Cremlino, “sono uno strumento controproducente che non giovera’ alle relazioni” tra la Russia e l’Occidente. Lavrov ha poi assicurato che la Russia non invadera’ le regioni sud-orientali dell’Ucraina. Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin ha chiarito al segretario dell’Onu Ban Ki-moon che il referendum non viola il diritto internazionale, come invece sostiene l’Occidente. Kerry aveva presentato a Lavrov varie “opzioni” per risolvere il conflitto e aveva gia’ avvertito che Usa e Ue prenderanno “serie misure” se Mosca dovesse annettersi la penisola di Crimea, attualmente una repubblica autonoma dell’Ucraina.
Intanto, in Crimea, le autorita’ locali hanno elevato le misure di sicurezza in vista del referendum di domenica, quando la popolazione decidera’ se annettere la penisola alla Federazione Russa, a cui appartenne fino al 1954, o lasciarla in Ucraina. La vittoria dei filo-russi e’ scontata e gia’ lunedi’ il Consiglio Ue potrebbe vietare l’ingresso nel suo teritorio ai vertici del potere politico-economico russo. Una misura concordata con gli Stati Uniti e che potrebbe colpire, secondo la Bild, anche l’ad di Gazprom, Alexei Miller, e di Rosneft, Igor Sechin.
Intanto in Russia il Cremlino, oltre a intensificare le manovre militari nelle zone al confine con l’Ucraina, ha stretto il controllo sulle fonti di informazione indipendenti. Da giovedi’ sera, su decisione dell’Authority per il controllo dei media, e’ bloccato l’accesso al blog e dell’oppositore Alexei Navalny su LiveJournal, al sito vicino all’opposizione Ej.ru e al sito dell’ex campione di scacchi e figura anti-Putin, Garry Kasporv (kasparov.ru).

