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Renzi, Kyenge, D’Alema… I segreti dell’inchiesta che spaventa il Pd

Renzi, Kyenge, D’Alema… I segreti dell’inchiesta che spaventa il Pd
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L’INCHIESTA CHE FA TREMARE IL CENTROSINISTRA/ La coop rossa, il Pd, la metanizzazione, la camorra, i Servizi, il Vaticano. La ragnatela della cricca scoperta a Ischia ha mille ramificazioni. La sottosegretaria Vicari (Ncd) indicata come referente. Il rapporto con D’Alema, “le mani nella merda” e l’acquisto di libri e bottiglie di vino. “Nessuno sconto se paghiamo voi”. Comprati anche libri di Tremonti. Soldi anche a Sposetti e alla Kyenge per le Europee. I rapporti con i Casalesi svelati dal boss pentito Iovine. L’incontro per il Vaticano con l’uomo di Anemone e Balducci. Gli agganci con gli 007 Pollari e Mancini. Il giallo del telefonino di Renzi. Ora spetta al discusso pm Woodcock tirare le fila dell’inchiesta. TUTTI I NOMI DELL’INDAGINE

La coop rossa, il Pd, le opere di metanizzazione, la camorra, i Servizi, il Vaticano. La ragnatela della cricca scoperta in Campania è vasta e piena di ramificazioni. La sottosegretaria Vicari (Ncd) indicata come referente. I rapporti con i Casalesi e la denuncia di Iovine. Intercettato il telefonino di Renzi. Il nuovo su cui indaga il pm Woodcock.

LA METANIZZAZIONE – Il centro dell’indagine è Ischia, dove il sindaco Pd è stato arrestato con l’accusa di aver intascato 330 mila euro dalla Cpl Concordia, la coop rossa colosso delle opere di metanizzazione. Le tangenti sarebbero state intascate dal sindaco Giosi Ferrandino sugli appalti per portare il metano sull’isola. Il sindaco di Ischia viene descritto come “totalmente asservito” agli interessi della Cpl Concordia. In cambio avrebbe ottenuto una serie di benefici, tra i quali l’assuzione del fratello in veste di consulente, una finta convenzione con l’hotel di famiglia e un viaggio in Tunisia.

LE MANI NELLA MERDA – Nelle carte spunta anche il nome di D’Alema, non indagato, citato in una conversazione tra due dirigenti della Cpl, Simone e Verrini. Franco Simone, ex socialista e craxiano vecchio stampo, tanto da avere ancora ottimi rapporti con Bobo Craxi che lo aveva candidato alle Politiche del 2006. L’obiettivo sarebbe, secondo i pm, quello di ingraziarsi un potente uomo politico. I due distinguono tra i politici che mettono le “mani nella merda”. Nel secondo gruppo viene messo l’ex leader della sinistra Massimo D’Alema. “Bisogna investire negli Italianieuropei dove D’Alema sta per diventare commissario europeo… D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi e ci ha dato delle cose“, si legge nelle intercettazionI. Dieci giorni dopo lo stesso manager Simone parla con un’impiegata della Fondazione “dell’acquisto da parte di Cpl di alcune centinaia di copie dell’ultimo libro del politico nonché di alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da un’azienda agricola riconducibile allo stesso D’Alema”. Interrogato da Woodcock, Simone ha confermato la circostanza, aggiungendo: “Posso rappresentarvi che fu D’Alema in persona in occasione di un incontro casuale a proporre l’acquisto dei suoi vini”. Nell’ordinanza si legge che durante una perquisizione alla Cpl sono stati sequestrati “tre dispositivi di bonifici effettuati da Cpl in favore della Fondazione Italianieuropei ciascuno per l’importo di 20 mila euro nonché un ulteriore bonifico effettuato l’8 luglio 2014 per l’importo di 4800 euro per l’acquisto di 500 libri di D’Alema. Venivano acquisite anche due fatture sull’acquisto da parte della Cpl di due diversi libri scritti dall’ex ministro Giulio Tremonti rispettivamente di 7440 euro e 4464 euro”.

“NIENTE SCONTO SE PAGHIAMO VOI” – A proposito dei libri, appare anche un’intercettazione dove Simone parla con la fondazione Italianieuropei. L’uomo della coop sottolinea come l’acquisto dei libri è una “eccezione” rispetto al business di Cpl. SImone chiede dapprima uno sconto, poi quando scopre che i soldi non vanno all’editore ma alla stessa fondazione si mostra disposto a pagare il prezzo intero.  

D’ALEMA: “MAI RICEVUTO FAVORI, E’ SCANDALOSO” – “Non ho mai ricevuto favori. E’ scandaloso finire negli atti”. Lo dice in una intervista alla Repubblica, Massimo D’Alema a proposito delle presunte intercettazioni in cui si parla di lui nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Ischia. “Chi non ha ruoli istituzionali – spiega – non puo’ essere perseguitato al solo scopo di ferirne l’onorabilita’. E’ incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine della procura di Napoli. Ho gia’ dato mandato agli avvocati”. D’Alema sottolinea che “l’ipotesi che siano state pagate tangenti per il programma di metanizzazione dell’isola di Ischia e’ una vicenda rispetto alla quale sono totalmente estraneo. Non c’e’ alcuna intercettazione fra me e i dirigenti di Cpl con i quali avevo rapporti come li ho con migliaia di persone. Che rapporto c’e’ tra i reati di cui si parla e i miei rapporti con le persone?”. L’ex premier afferma che “il sindaco di Ischia l’ho conosciuto quando era candidato alle elezioni europee. L’ho incontrato una sola volta nella mia vita”. E a chi accosta la sua vicenda a quella dell’ex ministro Lupi, D’Alema risponde:” La vicenda di Lupi non c’entra. Io non sono un ministro che ha vincoli di comportamento derivanti dalla carica. Sono un cittadino qualsiasi senza incarichi istituzionali. Un ministro che riceve un regalo puo’ essere qualcosa di sgradevole. Non sono ministro, non sono deputato, sono in pensione. Massima solidarieta’ a Lupi ma lui era ai lavori pubblici. Io non assegno appalti”.

L’IMPEGNO DELLA SOTTOSEGRETARIA VICARI – Nelle carte spunta anche il nome della sottosegretaria Simona Vicari (Ncd). Compare una mail di Simone inviata ai vertici della Cpl nella quale si spiega che la Vicari sarebbe “la persona che si sarebbe impegnata a fare assegnare 140 milioni di euro (distribuiti in 20 milioni in 7 anni) per il completamento delle opere di metanizzazione dell’Italia del Sud, di cui beneficerà evidentemente anche Cpl”. “Stando a Simone”, si legge nell’ordinanza, “Vicari si sarebbe personalmente impegnata a far rimuovere, durante i vari passaggi parlamentari, le parole “nei limiti” alla cifra di 140 milioni”. 

SOLDI A MEZZO PD – Ma i soldi della Coop Rossa non sarebbero andati solo verso la fondazione di D’Alema. Dal colosso di Modena sarebbero stati staccati altri corposi assegni. Per esempio ha finanziato con 2 mila euro la campagna per le Europee dell”ex ministro Kyenge. 10 mila euro anche per il candidato sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. I finanziamenti non si fermano all’Emilia. Ecco allora anche 10mila euro per Ambrosoli per le Regionali in Lombardia, 10 mila euro per ZIngaretti per le Regionali del Lazio, 10 mila euro al senatore Ugo Sposetti per le elezioni politiche.

IL TELEFONINO DI RENZI – L’inchiesta non sfiora nemmeno i leader Pd, ma intanto in qualche modo avvicina Renzi. Scrive il Fatto Quotidiano: “ci risulta che è stata intercettata dal Noe dei carabinieri  una sua conversazione con un importante generale della Guardia di finanza, Michele Adinolfi. Le conversazioni in questione, comprese quelle del sottosegretario alla presidenza Luca Lotti con il generale, sono state trasferite a Roma in un fascicolo senza ipotesi di reati e senza indagati destinato all’archivio senza nemmeno un’ipotesi di reato contro ignoti”. Ma, aggiunge il Fatto Quotidiano, “in quel fascicolo c’è una notizia giornalistica: il telefonino usato da Renzi era ed è pagato dalla Fondazione Big Bang fondata da Marco Carrai nel febbraio 2012 e che ora ha cambiato il nome nel novembre 2013 trasformandosi in Fondazione Open. Sul caso è arrivata la smentita secca di Alberto Bianchi. “Contrariamente a quanto pubblicato da organi di stampa, e’ totalmente falso che Matteo Renzi abbia in uso cellulari intestati o pagati da Marco Carrai. Ha in uso, viceversa, un cellulare intestato alla Fondazione Open, gia’ Big Bang”. E’ quanto afferma in una nota Alberto Bianchi, che della stessa Fondazione Open e’ presidente. In una distinta nota, stavolta “in nome e per conto di Marco Carrai” e sempre “in relazione alle notizie totalmente false pubblicate da organi di stampa sulla fantomatica intestazione allo stesso Carrai di un cellulare in uso a Matteo Renzi”, l’avvocato Bianchi annuncia che “provvedero’ a presentare querela e/o citazione davanti ai competenti organi giudiziari per il risarcimento di tutti i danni causati allo stesso Carrai da questa ennesima ripetuta falsita’”.

I RAPPORTI CON SERVIZI E VATICANO – La rete di rapporti di Simone e della Cpl non si ferma alla politica ma tocca anche altri ambienti molto potenti. Il gip inserisce nell’ordinanza un’intercettazione ambientale tra Simone, il sindaco Ferrandino e l’imprenditore Massimiliano D’Errico “durante la quale Simone dice che un suo amico che si è appena laureato carabiniere vuole andare ai Servizi”.

Ferrandino: Lo dimo a D’Alema.

Simone: A Minniti?

D’Errico: E facimmo prima. Sennò parliamo con Esposito, il generale Esposito.

Ferrandino: Pollari.

Simone: Qua sotto Pollari e Marco Mancini.

D’Errico: E allora tutti quanti.

Ferrandino: E Fini lo conosci?

D’Errico: No.

Simone: Vi presento Angelo Proietti, il novanta per cento dei lavori che fanno al Vaticano, li fa lui. Era l’uomo di Anemone e Balducci… alla grande, tutti i cardinali adesso hanno messo sotto mano il Bambin Gesù… si è risistemato”.

D’Errico: Tengo questo ragazzo che è il figlio di questo qua… vuole andare… spostare all’Interpol.

L’OMBRA DELLA CAMORRA – Dietro la Cpl si staglia, secondo i pm anche l’ombra della camorra. La coop sarebbe stata pronta a fare affari anche con emissari del clan dei Casalesi. L’inchiesta condotta dal colonnello Sergio De Caprio, il cosiddetto “Capitano Ultimo”, ha messo in luce i rapporti con esponenti della criminalità organizzata casertana e con gli amministratori locali legati a tali ambienti criminali. E’ il caso, secondo i pm, della metanizzazione nell’agro aversano, sui quali i pm della Dda partenopea Sirignano, Maresca e Giordano hanno aperto un altro fascicolo.

LE RIVELAZIONI DI IOVINE – D’altra parte il pentito Antonio Iovine, boss dei Casalesi ha più volte tirato in ballo la Cpl Concordia. “Devo dire che noi abbiamo trovato terreno fertile con le imprese, anche grandi, che venivano da fuori zona e prendevano appalti. Quando ci siamo presentati per esempio a trattare con la Concordia per la realizzazione della rete del gas, abbiamo trovato facilmente un accordo nell’interesse di tutti” ha detto in un interrogatorio del 20 maggio scorso, facendo riferimento ai lavori per il gas in quelle zone. La Cpl Concordia aveva seccamente smentito: “Non abbiamo mai conosciuto né il signor Iovine né i suoi affiliati”. Ora il pm Woodock, quello già di Vallettopoli e Savoiagate, cercherà di fare luce su questo e altri aspetti.