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Cronache

Nel nostro Paese, da un mese a questa parte, si sta combattendo una “guerra” senza precedenti, un certame che vede opposti da una parte un “Generale” forte, sicuro e con piglio da distribuire a tanti altri colleghi che ne subiscono carenza e dall’altra, tanto per cambiare, una lobby o casta, come dir si voglia.

Il Generale, investito dei pieni poteri conferitigli dallo Stato, non autonomamente attribuitisi, segue gli ordini del Governo che - di questo gli oppositori non parlano mai, sia esso per ignoranza o, ciò che più reputo veritiero, per convenienza - a sua volta ha ricevuto tassative ed insindacabili direttive da chi, nel caso in oggetto l’Unione Europea, non bada a scaramucce interne ma guarda e accetta solamente il risultato finale e cioè, nello specifico, lo smaltimento del carico Processuale. I capricci di questi ultimi giorni parean fondati, nonostante non avessero ragion d’essere ed il popolo imparziale l’ha ben compreso e pesantemente criticato, sulla frase che il Ministro aveva pronunziato sottovoce ad un vicino di tavolo nel mentre del verificarsi di deprecabili episodi di maleducazione espressi nello specifico mediante grida, ululati, belati, latrati ed altri gorgheggi posti in essere con il solo scopo di disturbare l’evento in corso ed irritare, provocare e adirare l’Autorità presente in sala. Nell’insopportabile mescola di parole proferite dall’On. Cancellieri “Vado ad incontrarli così ce li leviamo dai piedi!” non vi sono biasteme, improperi, insulti di sorta o discriminazioni né si usano etimi sconvenienti, allusivi, doppi sensi o che riguardino parti del corpo particolarmente sensibili. Un disturbo provoca fastidio, anche un bambino di pochi giorni, benché ancora retto totalmente dall’istinto viscerale, lo capisce e adotta l’unico mezzo, secondo la sua effimera esperienza, atto a fare comprendere il suo disappunto e la propria sofferenza: il pianto. Agli adulti tutti danno noia le zanzare, i mosconi, le radio, gli allarmi o le urla sguaiate nel silenzio della notte o mentre ascoltano la televisione, ci irritiamo per gli olezzi degli opifici, delle macchine inquinanti, della fragranza del concime naturale o del profumo derivante dall’abluzione dei ricoveri per i porci e, in ogni modo possibile, cerchiamo di risolvere il problema, togliendoci dai piedi il motivo del nocumento olfattivo, uditivo, visivo e tattile; quando è possibile lo si scaccia direttamente, nelle altre ipotesi si crea un ostacolo tra lui e noi (ex. chiudere le finestre).

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (legge fisica) perciò non ci saremmo stupiti troppo se il Ministro li avesse fatti allontanare a forza dal loco come avrebbe fatto per qualsiasi altro disturbatore molesto e maleducato, per il quale nessuno si sarebbe minimamente sconvolto, offeso o risentito ma, poiché trattasi di avvocati, le cose debbono essere, secondo il loro pensiero e credo, diverse perché, come emerge nettamente dai molteplici comunicati stampa di associazioni varie, l’avvocato non è essere umano come le genti del volgo ma, lapalissiano in ogni scritto o dichiarazione, deve essere trattato da signore anche quando si comporti da cialtrone perché godrebbe, sempre a detta d’alcuni - molti colleghi sono rimasti sconcertati e schifati non dalla frase pronunciata dall’Onorevole ma da ciò che vi è stato prima ed ancor più da tutto quello che è emerso dopo - dello status degli unti dal Signore. Il Ministro, pur non essendo tenuto a farlo, andò personalmente ad ascoltarli e poi, nonostante proteste, proclami e minacce di scioperi, azioni varie tra le quali chiederne le dimissioni ecc…, li attendeva per un incontro formale al quale, perché brutalmente offesi, si sono guardati bene dal partecipare (n.d.r.). Concludo con una dichiarazione. Poiché al contrario di quelli sopra (non chiamateli casta o lobby sennò s’offendono), nonostante si abbiano, in qualche caso, più tesserati di loro – molti avvocati non sono d’accordo con il comportamento dei manifestanti né con le polemiche innescatesi successivamente e le pretese avanzate poi - non ci è concessa alcuna replica su quotidiani né, pur avendolo inoltrato diverse volte, è stato pubblicato il nostro comunicato stampa dall’agenzia Ansa che però, forse sempre per questioni di unguenti, lascia ampio spazio a tutti quelli che sbraitano dall’altro lato del campo.

Michele Bottazzi,
Presidente Argo – Associazione Nazionale Mediatori Civili e Commerciali

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trescimmiettecancellieri
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