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Leone XIV alla Sapienza, ovazione degli studenti: “Viva il Papa”. Il Pontefice: “Troppi giovani stanno male, le persone non sono numeri”

Il Pontefice all’Università romana accolto da applausi e cori

Leone XIV alla Sapienza, ovazione degli studenti: “Viva il Papa”. Il Pontefice: “Troppi giovani stanno male, le persone non sono numeri”

Le parole di Papa Leone agli studenti della Sapienza

Papa Leone alla Sapienza ha parlato del malessere dei giovani e delle pressioni prodotte da un sistema che, ha detto, riduce le persone a numeri. “Dell’inquietudine esiste anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Per tutti ci sono stagioni difficili; qualcuno però può avere l’impressione che non finiscano mai. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. È la menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia. Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo”, ha detto il Pontefice, aggiungendo: “noi siamo un desiderio, non un algoritmo!”.

Nel suo intervento Leone ha poi criticato l’aumento della spesa militare. “Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile affinché non de-responsabilizzino le scelte umane”.

Il Papa ha collegato questo tema ai conflitti in corso. “Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran – aggiunge Leone – descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!”.

Leone ha rivolto poi una domanda agli adulti partendo dal disagio giovanile. “A chi è più adulto – dice quindi Leone – il malessere giovanile domanda: ‘Che mondo stiamo lasciando?’. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria”.

Il Pontefice ha richiamato anche la memoria del Novecento e il ripudio della guerra. “In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato – invoca il Papa -. Il grido ‘mai più la guerra!’ dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”.

Bagno di folla tra le transenne: Leone stringe mani, sorride e saluta i ragazzi dell’ateneo

Papa Leone alla Sapienza, accolto da un’ovazione. “Viva il Papa!”: è il coro che ha riempito la Cappella Universitaria “Divina Sapienza” all’ingresso del Pontefice, accompagnato da applausi fragorosi.

Leone è partito dal Vaticano alle 10.00 di questa mattina. All’arrivo, ad accoglierlo davanti alla cappella c’erano la rettrice Antonella Polimeni e il cappellano don Gabriele Vecchione. Prima di entrare, il Papa si è fermato lungo le transenne: ha stretto mani, scambiato qualche parola con gli studenti, si è concesso selfie e foto senza sottrarsi a nessuno.

Dentro la cappella, un breve momento di preghiera silenziosa. Poi le testimonianze di un gruppo di studenti. Leone si sposta quindi in auto al Piazzale Centrale, dove saluterà dalla scalinata monumentale. Il momento più atteso è alle 11.30, quando pronuncerà il suo discorso in Aula Magna davanti a docenti e studenti dell’ateneo.

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