Maldive, recuperati i primi due corpi degli italiani rimasti bloccati
Sono stati recuperati due dei quattro corpi dei sub italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive. Lo riportano i media locali. A quanto si apprende, i due corpi recuperati oggi alle Maldive sono di Federico Gualtieri e di Monica Montefalcone.
Maldive, via libera al recupero dei corpi
Continuano le polemiche sui cinque sub morti alle Maldive. Ma in contemporanea è anche corsa contro il tempo per recuperare i corpi che si trovano in una grotta alla profondità di 60 metri. Operazione non certo facile, visto che già un soccorritore maldiviano ha perso la vita nel tentativo di raggiungerli. L’Università di Genova, quella in cui lavorava Monica Montefalcone, biologa marina e volto della tv, ha precisato: “Non erano autorizzati a scendere a quella profondità”. Una polemica però da rimandare, ora la priorità è quella di recuperare quei quattro corpi, uno è stato già riportato in superficie nei giorni scorsi, cercando però anche di non mettere a repentaglio la vita dei soccorritori.
“La missione – spiega portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif a Rainews24 – ora si sposta alla fase successiva: ieri i sub sono stati in grado di localizzare i quattro corpi e oggi iniziamo il recupero. Il piano è sperare di recuperare due dei quattro corpi, e gli altri due forse verranno recuperati domani. Come sapete – prosegue Sharif – quando li hanno trovati, i corpi erano tutti insieme e si trovavano nel terzo settore della grotta. Il piano è cercare insieme ai sub finlandesi, alla guardia costiera e alla polizia di portarli in superficie. Esperti di Dan Europe stanno entrando nelle grotte” e li tireranno fuori, “a quel punto i sub della Guardia Costiera li porteranno dai 30 metri ai 7 metri e dopo questa fase ci saranno le ultime operazioni e verranno portati completamente in superficie”. Si tratta quindi di un’operazione di recupero in tre fasi.
“Questa è un’immersione complessa, ormai sappiamo tutti perché ci sono stati tanti articoli. All’interno della grotta la profondità scende ancora e quando si ha a che fare con ambienti ostruiti, buio, possibilità di scarsa visibilità, chiaramente le operazioni diventano complesse” e “per noi la sicurezza è la priorità numero uno, quindi la squadra di soccorsi sa che questa deve essere la priorità anche per loro e non mettersi in pericolo. Siamo fiduciosi – ha concluso Sharif – di aver inviato professionisti altamente qualificati che pensano alla sicurezza dei soccorritori prima di qualsiasi altra cosa”.

