Caso Domenico Caliendo, il gip sospende due medici del Monaldi: “Falsificate le cartelle cliniche”. Mamma Patrizia: “Sono commossa, un primo atto di verità”
Un anno di interdizione per il primario dell’ospedale Monaldi Guido Oppido e sette mesi per la collega cardiochirurga Emma Bergonzoni. Lo ha disposto il gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto dopo il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre scorso. Secondo la Procura, coordinata con i carabinieri del Nas, i due medici sarebbero responsabili, oltre che di omicidio colposo, anche di falso materiale e ideologico in concorso in relazione alla compilazione della cartella clinica del piccolo paziente. L’accusa riguarda in particolare la ricostruzione di alcuni momenti dell’intervento e della procedura di trapianto.
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I magistrati contestano presunte irregolarità relative alla contemporaneità tra l’avvio della circolazione extracorporea e l’arrivo dell’équipe proveniente da Bolzano, nonché alla tempistica tra l’inizio dell’espianto del cuore del bambino e l’apertura del contenitore con l’organo destinato al trapianto. Secondo gli inquirenti, documenti e testimonianze di personale presente in sala operatoria confermerebbero tali circostanze. Nel registro degli indagati figurano anche altri cinque medici della struttura sanitaria napoletana, chiamati a rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo. I due professionisti destinatari della misura cautelare hanno respinto ogni addebito durante gli interrogatori. I loro difensori hanno annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.
“Sono commossa, è un primo momento di verità”, ha dichiarato la madre di Domenico attraverso il legale della famiglia, l’avvocato Petruzzi. “Il fatto che il giudice abbia applicato la massima durata prevista per questa misura cautelare ci rende fiduciosi anche in vista del Riesame. Per la prima volta in questo procedimento viene riconosciuta l’esistenza di un comportamento doloso”.

