Tabacco e nicotina, 26 scienziati scrivono alla UE: “Regole basate su evidenze, non su equivalenze”
Un gruppo di 26 scienziati indipendenti ed esperti europei di sanità pubblica ha inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per sollevare preoccupazioni sull’impostazione della futura regolamentazione UE in materia di tabacco e nicotina. Al centro del documento, il rischio che le nuove norme possano fondarsi su un presupposto ritenuto non supportato dalle evidenze scientifiche: l’equiparazione, in termini di rischio per la salute pubblica, tra prodotti profondamente diversi, come le sigarette tradizionali e le alternative senza combustione.
Secondo i firmatari, tra cui medici, epidemiologi e ricercatori provenienti da diversi Paesi europei, questa impostazione rischierebbe di compromettere gli obiettivi dell’Unione nella riduzione del fumo. Non sarebbe infatti scientificamente corretto trattare prodotti molto diversi come equivalenti sotto il profilo del rischio. Gli esperti precisano che prodotti come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato o bustine di nicotina non sono privi di rischi e devono rimanere soggetti a una regolamentazione rigorosa, soprattutto per prevenire l’uso tra i minori. Tuttavia, evidenziano come sia altrettanto scorretto considerarli dannosi quanto le sigarette tradizionali o regolarli come se lo fossero.
Uno dei punti chiave dell’appello riguarda la distinzione tra nicotina e combustione. Secondo gli scienziati, è proprio la combustione del tabacco, e non la nicotina in sé, a essere responsabile della maggior parte delle patologie correlate al fumo, tra cui tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie. Per questo, i firmatari invitano la Commissione a valutare i prodotti alternativi non rispetto al “non uso”, ma in confronto al fumo continuato. Una distinzione considerata cruciale, soprattutto per i fumatori adulti, per i quali l’alternativa reale non è l’astinenza totale, ma il passaggio a prodotti potenzialmente meno dannosi.
Nel documento emerge anche la preoccupazione per una crescente confusione nel dibattito pubblico tra nicotina e fumo, un’equivalenza che rischia di disinformare cittadini e decisori politici, portando a politiche non efficaci. Resta centrale il tema della tutela dei minori, definita una priorità imprescindibile, ma che, sottolineano gli esperti, non può giustificare un approccio normativo non fondato su dati scientifici solidi. Infine, la lettera richiama l’obiettivo europeo di una “generazione libera dal tabacco” entro il 2040, avvertendo che una regolamentazione che non distingua adeguatamente tra i diversi prodotti potrebbe avere un effetto opposto: rischiare di proteggere il mercato delle sigarette invece di ridurlo.
Per questo, gli scienziati chiedono alla Commissione europea di adottare un approccio regolatorio basato sul cosiddetto “continuum di rischio”, distinguendo chiaramente tra prodotti con e senza combustione e allineandosi alle evidenze scientifiche disponibili.

