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Cronache

Sto seguendo con apprensione la vicenda di due italiani, due servitori dello stato, che sono caduti in disgrazia facendo il proprio dovere Massimo La Torre e Salvatore Girone. Venerdi’ mattina mi stavo recando a Bologna per lavoro, e vedo i titoli che compaiono su tutti i giornali, sono rimasta senza parole. dopo che il Governo, un gruppo di omucoli, che nessuno ha votato, ma che in poco tempo ci hanno distrutti.

Io capisco bene cosa provano i due militari italiani, si trovano a migliaia di chilometri, in balia degli eventi senza alcuna tutela. Nel 1990, io ed il mio futuro marito, per scaricare la tensione e per viziarci un po’ decidiamo di recarci in Turchia. Siccome decidiamo di girare la turchia, in macchina e tenda, ci rechiamo presso la ns. agenzia di assicurazione, un’agenzia di Oleggio in provincia di Novara, per avere delucidazioni, se e’ meglio fare una polizza complementare ecc., ci viene risposto che in Turchia non ci sono problemi. Iniziamo il viaggio, entusiasti della nuova esperienza.

Ci accampiamo in un campeggio di Istanbul, qualche giorno dopo scopriamo che e’ possibile avere un accredito per visitare l’aereoporto militare, il mattino successivo ci prepariamo alla visita con alcuni amici, mentre ci stiamo mettendo in colonna per entrare nel sito militare, veniamo “speronati” da un vecchio camion, di tipo americano, che ci distrugge completamente la parte posteriore dell’auto, e’ stato un inferno, tutti i finestrini sono esplosi e siamo stati sbalzati dall’altra parte della strada. Disperati chiamiamo la ns. assicurazione, per avere indicazioni sul da farsi. Ci viene fornito il numero del Console Generale Barducci. Bene, telefoniamo, e l’unico sostegno che riceviamo, e’ l’invio di un interprete, a ns. spese.

Per il resto siamo stati completamente abbandonati, il mio fidanzato, e’ stato prelevato in campeggio la mattina successiva, e non ho potuto piu’ avere notizie fino in tarda serata, abbiamo passato un giorno intero divisi senza sa- pere che cosa stesse succedendo. Quando ci siamo ritrovati, abbiamo deciso di fuggire da questo paese. Abitando in prossimita’ della Torino- MIlano, abbiamo cercato un camionista: MIchel Bonnet, che con un compenso di 1.600.000.-, ha riportato noi e la macchina a casa. Un viaggio da incubo, abbiamo perfino dormito in un Van che doveva essere appartenuto al Conte Dracula, completamente rivestito di velluto rosso cardinale, mancava solo la bara. E ci e’ andata bene, perche’ non abbiamo avuto grosse complicazioni fisiche, un mare di danni che nessuno ci ha pagato.

Abbiamo incaricato un avvocato di procedere,ma dopo aver sborsato 450.000.-, abbiamo scoperto che avremmo dovuto fare una causa ad Istanbul; ci siamo fermati e siamo rimasti senza macchina per due anni. Pertanto, solo questa semplice vicenda lascia intendere che l’Italia in campo internazionale non esiste, siamo riusciti a tornare a casa solo grazie al ns. impegno ed inventiva, perche’ il consolato italiano, ha fatto zero. Figuriamoci una vicenda cosi’ ingarbugliata come quella dei ns. militari, cosa puo’ fare la diplomazia italiana.......solo una figuraccia irresponsabile e maldestra che sta mettendo in pericolo la liberta’ e vita di due servitori dello Stato.

di Anna Ferraris

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politica esteracommentomaròcosti
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