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Olimpiadi Milano-Cortina, indagata la dirigente del Mit Elisabetta Pellegrini

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Olimpiadi Milano-Cortina, indagata la dirigente del Mit Elisabetta Pellegrini
Elisabetta Pellegrini

Olimpiadi Milano-Cortina, indagata la dirigente del Mit Elisabetta Pellegrini

Computer e cellulari sequestrati negli uffici del ministero dei Trasporti. L’inchiesta sulle Olimpiadi Milano-Cortina arriva a Porta Pia e tocca Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione del Mit e considerata il braccio destro di Matteo Salvini.

La dirigente risulta indagata nel filone d’indagine relativo all’appalto per la costruzione della cabinovia di Socrepes a Cortina, lo stesso che vede coinvolto, tra gli altri, il commissario straordinario per le opere olimpiche Fabio Massimo Saldini. Il sequestro dei dispositivi della dirigente è scattato ieri.

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L’inchiesta sulla cabinovia di Socrepes: cosa sappiamo

Al centro del fascicolo, aperto dalla Procura di Belluno, c’è l’affidamento dei lavori per la cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo, inserita tra le opere “imprescindibili” dei Giochi invernali. L’appalto, dal valore di 34,9 milioni di euro, era stato assegnato senza gara con procedure d’urgenza per garantire la consegna prima dell’inizio di Olimpiadi e Paralimpiadi, ma l’impianto non è mai entrato in funzione per il pubblico.

L’ipotesi di reato è turbata libertà di gara: i pm sospettano collusioni per favorire l’azienda bresciana Graffer nell’affidamento diretto deciso da Simico, la Società infrastrutture Milano Cortina controllata dal Mit. L’affidamento era arrivato dopo che i due colossi degli impianti a fune, l’altoatesina Leitner e l’austriaca Doppelmayr, avevano rinunciato a partecipare, ritenendo che i tempi non consentissero di garantire esecuzione e sicurezza dell’opera, costruita su un terreno franoso. Rispetto all’appalto originario, i costi sono lievitati di 14 milioni di euro.

Prima dell’iscrizione di Pellegrini, gli indagati erano tre: Saldini, commissario straordinario di Simico, Angelo Redaelli, rappresentante legale di Graffer, e l’ingegnere Valeria Cepi, responsabile unica del procedimento. Sulla vicenda si muove anche la Corte dei Conti, che ha chiesto a Simico i documenti tecnici e progettuali dell’impianto per accertare un eventuale danno erariale. Saldini, attraverso il suo legale Maurizio Paniz, ha respinto ogni addebito, sostenendo di aver agito in modo ineccepibile in ogni fase della procedura.