Massa, il pugno killer sferrato dalla promessa della boxe: il diciassettenne finisce in comunità
È un astro nascente della boxe toscana lo studente diciassettenne fermato, domenica scorsa, dai carabinieri di Massa. Il ragazzo è accusato di concorso in omicidio aggravato da motivi abietti: sarebbe stato lui a scagliare il colpo che ha provocato il crollo fatale di Giacomo Bongiorni. Il carpentiere di 37 anni è spirato davanti alla compagna Sara e al figlio dodicenne nel cuore di piazza Palma.
Il minore è comparso davanti agli inquirenti della Procura di Genova che, al termine del colloquio, hanno disposto il collocamento in una struttura comunitaria. Durante l’esame, il giovane avrebbe sostenuto di aver incassato una “testata sul naso da Bongiorni”. Un dettaglio che i militari stanno verificando con estrema attenzione analizzando le registrazioni degli impianti di sorveglianza che hanno immortalato i momenti della presunta violenza. Per lo stesso reato si trovano attualmente in cella anche il ventitreenne Ionut Alexandru Miron e il diciannovenne Eduardo Alin Carutasu.
Successi sul ring e carriera sportiva
Con i suoi cinquantadue chili di peso, il diciassettenne è considerato una promessa della disciplina: vanta una lunga serie di sfide e numerosi successi. Era riuscito a strappare il pass per le semifinali dei campionati nazionali giovanili. Nel 2023 si era imposto in una competizione di rilievo “dopo un importante match equilibrato e tattico”.
Fino allo scorso anno, il ragazzo faceva parte della Pugilistica Massese. Proprio la società sportiva, tramite la propria bacheca Facebook, ha annunciato la propria adesione alla fiaccolata organizzata martedì sera per commemorare Bongiorni.
Nell’estate del 2022, il giovane aveva inoltre preso parte al memoriale dedicato a Samuele Morabito, l’atleta della Pugilistica Massese stroncato a soli 22 anni da una grave patologia.
La dinamica del pestaggio
Nella notte tra sabato e domenica, il minorenne si trovava insieme ai due giovani di 19 e 23 anni. La scintilla sarebbe scoccata dopo un richiamo di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, che aveva ripreso il gruppo intento a scagliare bicchieri e bottiglie. Ne è nato un diverbio acceso, culminato nel pugno sferrato dal pugile dilettante contro Bongiorni. Dopo la caduta al suolo dell’uomo, si sarebbero susseguiti ulteriori colpi, rivelatisi letali. Infine, il gruppo si è dileguato.
Gli accertamenti investigativi
Grazie all’esame dei video, gli investigatori hanno individuato i sospettati, procedendo a perquisizioni e al ritiro degli indumenti, ritenuti identici a quelli indossati durante l’aggressione.
Sotto analisi è finito anche lo smartphone del ragazzo: gli inquirenti setacciano le conversazioni digitali in cerca di prove schiaccianti. Nelle prossime ore, il giovane dovrà comparire davanti al magistrato del Tribunale dei Minori di Genova per l’udienza di convalida del fermo.

