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Roma, il Papa incontra le famiglie delle vittime di mafia

Roma, il Papa incontra le famiglie delle vittime di mafia
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Papa Francesco è arrivato – con la Ford Focus – alla chiesa di San Gregorio VII per partecipare alla veglia di preghiera promossa dalla fondazione “Libera” nella ricorrenza della XIX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Papa Francesco è arrivato – con la Ford Focus – alla chiesa di San Gregorio VII per partecipare alla veglia di preghiera promossa dalla fondazione “Libera” nella ricorrenza della XIX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Entrando nella chiesa, Papa Francesco ha tenuto per mano don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera. “La speranza di coloro che sono certi che le cose possono cambiare” e’ stata evocata da Stefania Grasso, figlia del commerciante Vincenzo ucciso a Locri il 20 marzo 1989, nel saluto rivolto a Papa Francesco a nome dei 700 familiari delle vittime di mafia radunati questa sera nella chiesa di San Gregorio VII a Roma. “Vogliamo andare avanti – ha detto la giovane – per testimoniare il loro esempio. “La ringraziamo nella certezza che questo di stasera sara’ l’inizio di un percorso”, ha detto ancora a Bergoglio.

 “Non posso finire senza dire una parola ai grandi assenti di oggi, ma protagonisti: uomini e donne di mafia, per favore cambiate vita!”. Con questo portente appello Papa Francesco ha concluso la veglia con i familiari delle vittime di mafia. “Convertitevi, fermate di fare il male! Noi preghiamo per voi: convertitevi ve lo chiedo in ginocchio e’ per il vostro bene”, ha ripetuto. “Questa vita che vivete – ha continuato con voce profonda Francesco – non vi dara’ felicita’, gioia. Potere e denaro che avete adesso da tanti affari sporchi, dai crimini mafiosi sono denaro insanguinato, potere insanguinati, non potrai portarlo all’altra vita”. “Convertitevi – ha insisito – c’e’ tempo per non finire nell’inferno, che e’ qeullo che vi aspetta se non cambiate strada” “Avete avuto un papa’ e una mamma pensate a loro e convertitevi”, ha poi concluso Bergoglio.

Don Ciotti: non sempre Chiesa e’ stata attenta a mafie
“Non sempre la Chiesa ha mostrato attenzione alle vittime delle mafie e al fenomeno della criminalita’ organizzata. Non sono mancati – infatti – eccessi di prudenza e sottovalutazione, ma per fortuna c’e’ stata anche tanta luce: il grido profetico di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi e l’invito di Benedetto XVI a Palermo, quando ci ha chiesto: non cedete alla suggestioni della mafia, che e’ una strada di morte. Ma non basta”. Con queste parole don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, si e’ rivolto a Papa Francesco all’inizio della veglia di preghiera con i familiari delle vittime delle mafie, nella chiesa di San Gregorio VII a Roma.