Tra oggi e domani cessa di essere alimentato il cuore delle acciaierie. In bilico centinaia di posti di lavoro. La speranza di sindacati e lavoratori è ancora quella di tirare fino al 30 maggio – data della scadenza della procedura per l’acquisizione del gruppo Lucchini – con l’altoforno ancora in vita, anche con la produzione in bianco. Tenerlo acceso significa coltivare ancora delle piccole speranze per continuare con il ciclo integrato per la produzione dell’acciaio per un periodo indefinito, forse breve, forse lungo. Dipende da chi arriverà alla guida dello stabilimento.
Anche Papa Francesco ha espresso “fraternamente” la sua solidarietà e vicinanza agli operai della Lucchini di Piombino che si sono rivolti a lui con grande dolore davanti alla prospettiva di perdere il proprio lavoro. “A tutti i responsabili chiedo – ha detto all’Udienza Generale di oggi – di compiere ogni sforzo di creativita’ e generosita’ per riaccendere la speranza in questi nostri fratelli e in tutti i disoccupati a causa della crisi e dello spreco: per favore – ha scandito – aprite gli occhi e non rimanete con le mani incrociate”.
Al termine dell’incontro a palazzo Chigi per evitare la chiusura dell’acciaieria, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha rivelato che esiste “una bozza di accordo” per il polo industriale di Piombino. Alle 8.30 Rossi ha convocato sindacati e amministratori locali. “Ci sono grossi passi avanti”, continua il governatore che ringrazia “in modo particolare” il premier Matteo Renzi per il suo impegno sulla questione”.
