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E' di sette vittime accertate il bilancio del rogo di ieri della fabbrica lager cinese di Prato. Quattro sono certamente di sesso machile, mentre delle altre vittime non è possibile identificare il sesso a causa delle condizioni dei corpi.

 

Sono intanto stabili le condizioni dei due feriti nell'incendio. I due uomini, in stato di intossicazione da monossido, sono ricoverati in rianimazione all'ospedale della città toscana. I corpi di quattro delle vittime sono stati trovati solo in tarda mattinata, nella zona in cui si trovavano i dormitori che sono crollati. Uno dei morti aveva tentato di mettersi in salvo rompendo il vetro di una finestra del capannone ma delle sbarre di ferro gli avevano impedito la fuga: il suo corpo è stato trovato con un braccio fuori dalla finestra. Nel capannone lavorava in condizioni degradanti almeno una decina di operai cinesi che dormivano su un soppalco all'interno della stessa struttura, dove si lavoravano capi di abbigliamento. L'allarme è stato dato verso le 7 del mattino di domenica. Ignote al momento le cause dell'incendio, mentre si punta il dito soprattutto sullo sfruttamento dei lavoratori cinesi. Sulla tragedia è intervenuto fra gli altri il ministro per l’integrazione, Cecile Kyenge, via Twitter: "Il mio pensiero è per la tragedia di Prato. Grave la violazione della dignità umana dei lavoratori".


Prato: Cgil, illegalita' responsabilita' di tutti
"Nessuno puo' affermare seriamente di non sapere cosa succede a Prato. Nessuno tra le istituzioni, la politica, le stesse forze sociali. Prato rappresenta probabilmente la piu' grande concentrazione di lavoro nero, ai limite della brutalita' e della schiavitu', che esiste in Europa". A dirlo e' Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, secondo cui "chi dovrebbe vigilare non lo ha mai fatto, chi sapeva non ha mai parlato". "E' questo il motivo per il quale - aggiunge - e' difficile accettare parole di commozione, lacrime di coccodrillo e dotte disquisizioni ex post, come quelle del vice presidente del Senato che, di fronte al fallimento dello Stato a Prato, non trova di meglio che attaccare i sindacati. Anche lei sapeva". Ora il sindacato si aspetta "decisioni immediate".

Incendio Prato: Rossi (Toscana),stop a condizioni di schiavitu'
"Noi non possiamo permette che in Toscana ci siano uomini e donne ridotti in una condizione di schiavitu'. Ce lo gridano alle nostre coscienze quei corpi morti bruciati, quei volti rassegnati e impauriti dei giovani lavoratori cinesi, quel bambino che e' fuggito correndo". Lo scrive il presidente della regione Toscana Enrico Rossi sulla sua pagina Facebook. "Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra dignita' di individui che, nonostante tutto, hanno avuto - conclude - la fortuna di nascere e di vivere in questa regione.

Il presidente ripercorre la giornata di ieri nella quale hanno perso la vita sette persone: "l' odore acre della stoffa bruciata nell' incendio e poi bagnata dagli idranti e ammassata nel cortile, i volti addolorati e rassegnati dei giovani lavoratori cinesi, i bottoni bianchi per terra nell' acqua sporca di cenere. E un vigile del fuoco che ti descrive il soppalco, andato distrutto, in cui vivevano, si fa per dire, e dormivano almeno una decina di persone. Sopra un magazzino tanto pieno di rotoli di stoffe da non consentire forse neppure una normale fuga. Ma un bambino pare che ce l'abbia fatta. Almeno lui, e' corso via in tempo e si e' salvato". E ancora: "il medico legale che parla di corpi straziati, di pezzi sparsi e da ricomporre, di una donna riconosciuta dal marito grazie ad una catenina. Tutto questo in Toscana, nella civile e solidale Toscana, e a Prato la citta' che rivendica giustamente la sua parte nel magnifico Rinascimento". "Nella vicenda del rogo del dormitorio di Prato, come in altre analoghe e come emerge anche da indagini della magistratura, quella sfera, e' abbondantemente violata, oltre lo sfruttamento piu' brutale, e si sconfina nella schiavitu', violando i diritti umani piu' elementari. Molte potrebbero essere le analisi, le autocritiche a cui noi ci sottoponiamo chiedendo agli altri di fare altrettanto, varie e complesse le proposte e le soluzioni, anche se non si parte da zero. Ma un punto solido, centrale, per il nostro impegno deve essere trovato".

Incendio Prato: Chaouki (Pd), dolore per vittime fare chiarezza
"Grande dolore per la tragedia di Prato che ha causato la morte di sette cittadini cinesi, deceduti sul lavoro, che meritano la nostra solidarieta', oltre che la nostra indignazione per le gravi irresponsabilita' che hanno portato a questa ennesima strage". Lo ha dichiarato il deputato Pd Khalid Chaouki, coordinatore intergruppo parlamentare sull'Immigrazione, che ha aggiunto: "L'importante realta' cinese, che trova spazio e lavoro nel cuore della Toscana, a Prato, deve essere recuperata alla legalita'. Oltre alla solidarieta' per i parenti delle vittime, dobbiamo pero', soprattutto da sinistra, condannare con forza e determinazione queste inaccettabili situazioni di riduzione in semi schiavitu' dei lavoratori. "Il Governo - prosegue - si attivi immediatamente per fare chiarezza su cause e responsabilita'".

Prato: Cisl, non tollerare illegalita', piu' prevenzione
"Basta con le tragedie sul lavoro: servono piu' prevenzione e sicurezza, piu' tutele e legalita'". Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, commentando l'incendio accaduto ieri a Prato. Secondo Sbarra la condizione delle aziende a Prato gestite da cinesi "non solo non puo' piu' essere tollerata, ma deve trovare una soluzione che riporti al piu' presto alla totale legalita' queste attivita'".

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E' di sette vittime accertate il bilancio del rogo di ieri della fabbrica lager cinese di Prato. Quattro sono certamente di sesso machile, mentre delle altre vittime non è possibile identificare il sesso a causa delle condizioni dei corpi.

 

Sono intanto stabili le condizioni dei due feriti nell'incendio. I due uomini, in stato di intossicazione da monossido, sono ricoverati in rianimazione all'ospedale della città toscana. I corpi di quattro delle vittime sono stati trovati solo in tarda mattinata, nella zona in cui si trovavano i dormitori che sono crollati. Uno dei morti aveva tentato di mettersi in salvo rompendo il vetro di una finestra del capannone ma delle sbarre di ferro gli avevano impedito la fuga: il suo corpo è stato trovato con un braccio fuori dalla finestra. Nel capannone lavorava in condizioni degradanti almeno una decina di operai cinesi che dormivano su un soppalco all'interno della stessa struttura, dove si lavoravano capi di abbigliamento. L'allarme è stato dato verso le 7 del mattino di domenica. Ignote al momento le cause dell'incendio, mentre si punta il dito soprattutto sullo sfruttamento dei lavoratori cinesi. Sulla tragedia è intervenuto fra gli altri il ministro per l’integrazione, Cecile Kyenge, via Twitter: "Il mio pensiero è per la tragedia di Prato. Grave la violazione della dignità umana dei lavoratori".


Prato: Cgil, illegalita' responsabilita' di tutti
"Nessuno puo' affermare seriamente di non sapere cosa succede a Prato. Nessuno tra le istituzioni, la politica, le stesse forze sociali. Prato rappresenta probabilmente la piu' grande concentrazione di lavoro nero, ai limite della brutalita' e della schiavitu', che esiste in Europa". A dirlo e' Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, secondo cui "chi dovrebbe vigilare non lo ha mai fatto, chi sapeva non ha mai parlato". "E' questo il motivo per il quale - aggiunge - e' difficile accettare parole di commozione, lacrime di coccodrillo e dotte disquisizioni ex post, come quelle del vice presidente del Senato che, di fronte al fallimento dello Stato a Prato, non trova di meglio che attaccare i sindacati. Anche lei sapeva". Ora il sindacato si aspetta "decisioni immediate".

Incendio Prato: Rossi (Toscana),stop a condizioni di schiavitu'
"Noi non possiamo permette che in Toscana ci siano uomini e donne ridotti in una condizione di schiavitu'. Ce lo gridano alle nostre coscienze quei corpi morti bruciati, quei volti rassegnati e impauriti dei giovani lavoratori cinesi, quel bambino che e' fuggito correndo". Lo scrive il presidente della regione Toscana Enrico Rossi sulla sua pagina Facebook. "Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra dignita' di individui che, nonostante tutto, hanno avuto - conclude - la fortuna di nascere e di vivere in questa regione.

Il presidente ripercorre la giornata di ieri nella quale hanno perso la vita sette persone: "l' odore acre della stoffa bruciata nell' incendio e poi bagnata dagli idranti e ammassata nel cortile, i volti addolorati e rassegnati dei giovani lavoratori cinesi, i bottoni bianchi per terra nell' acqua sporca di cenere. E un vigile del fuoco che ti descrive il soppalco, andato distrutto, in cui vivevano, si fa per dire, e dormivano almeno una decina di persone. Sopra un magazzino tanto pieno di rotoli di stoffe da non consentire forse neppure una normale fuga. Ma un bambino pare che ce l'abbia fatta. Almeno lui, e' corso via in tempo e si e' salvato". E ancora: "il medico legale che parla di corpi straziati, di pezzi sparsi e da ricomporre, di una donna riconosciuta dal marito grazie ad una catenina. Tutto questo in Toscana, nella civile e solidale Toscana, e a Prato la citta' che rivendica giustamente la sua parte nel magnifico Rinascimento". "Nella vicenda del rogo del dormitorio di Prato, come in altre analoghe e come emerge anche da indagini della magistratura, quella sfera, e' abbondantemente violata, oltre lo sfruttamento piu' brutale, e si sconfina nella schiavitu', violando i diritti umani piu' elementari. Molte potrebbero essere le analisi, le autocritiche a cui noi ci sottoponiamo chiedendo agli altri di fare altrettanto, varie e complesse le proposte e le soluzioni, anche se non si parte da zero. Ma un punto solido, centrale, per il nostro impegno deve essere trovato".

Incendio Prato: Chaouki (Pd), dolore per vittime fare chiarezza
"Grande dolore per la tragedia di Prato che ha causato la morte di sette cittadini cinesi, deceduti sul lavoro, che meritano la nostra solidarieta', oltre che la nostra indignazione per le gravi irresponsabilita' che hanno portato a questa ennesima strage". Lo ha dichiarato il deputato Pd Khalid Chaouki, coordinatore intergruppo parlamentare sull'Immigrazione, che ha aggiunto: "L'importante realta' cinese, che trova spazio e lavoro nel cuore della Toscana, a Prato, deve essere recuperata alla legalita'. Oltre alla solidarieta' per i parenti delle vittime, dobbiamo pero', soprattutto da sinistra, condannare con forza e determinazione queste inaccettabili situazioni di riduzione in semi schiavitu' dei lavoratori. "Il Governo - prosegue - si attivi immediatamente per fare chiarezza su cause e responsabilita'".

Prato: Cisl, non tollerare illegalita', piu' prevenzione
"Basta con le tragedie sul lavoro: servono piu' prevenzione e sicurezza, piu' tutele e legalita'". Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, commentando l'incendio accaduto ieri a Prato. Secondo Sbarra la condizione delle aziende a Prato gestite da cinesi "non solo non puo' piu' essere tollerata, ma deve trovare una soluzione che riporti al piu' presto alla totale legalita' queste attivita'".

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