"E' inaccettabile il comportamento di certa stampa che in preda a una irresistibile ricerca di spettacolarizzazione della notizia rischia di strumentalizzare il ruolo di un minorenne in una vicenda drammatica come quella della sparatoria di ieri davanti Palazzo Chigi" Ad affermarlo e' Vincenzo Spadafora, Garante per l'Infanzia e l'adolescenza, in merito all'intervista al figlio di Preiti.

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Cronache

La procura di Roma non solleciterà alcuna perizia psichiatrica nei confronti di Luigi Preiti, il calabrese di 49 anni che domenica a palazzo Chigi ha fatto fuoco contro due carabinieri. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Antonella Nespola, alla luce dell'incontro avuto con l'attentatore all'ospedale san Giovanni, ritengono che l'uomo abbia agito nel pieno delle sue capacita' mentali e che il suo non sia il gesto di un folle. In giornata la procura chiedera' al gip di convalidare il fermo di Preiti, detenuto a Rebibbia con le accuse di duplice tentato omicidio, porto e detenzione illegale e uso di arma e munizioni.  

 
Anche se non si esclude che possano essere contestate alcune aggravanti. L'interrogatorio di garanzia potrebbe svolgersi domani. I magistrati della procura, invece, affideranno ai carabinieri del Ris un accertamento tecnico sulla pistola utilizzata dall'attentatore: si tratta di un esame urgente, 'irripetibile', ritenuto necessario per tentare di risalire alla matricola dell'arma e capire se la pistola sia stata per commettere altri reati. Ieri Preiti ha riferito in modo confuso di aver acquistato l'arma, una calibro 7,65, al mercato nero di Alessandria, quattro anni fa. Ma la sua versione non ha convinto piu' di tanto gli inquirenti.

E altre analisi verranno compiute sui bossoli recuperati dagli esperti della scientifica sulla scena della sparatoria. Intanto, resta in prognosi riservata, almeno per 72 ore, Giuseppe Giangrande, il piu' grave dei due militari rimasti feriti.

"E' molto vigile e lascia intendere di capire quello che gli viene chiesto", ha spiegato il direttore del reparto di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I, Antonio Santoro: "Valuteremo se le condizioni respiratorie siano ottimali per togliere l'intubazione o praticare una tracheotomia". Giangrande "resta sedato, intubato e ventilato meccanicamente. I suoi parametri vitali - secondo il bollettino medico - si sono mantenuti stabili per tutta la notte". Dal canto suo, il carabiniere Francesco Negri, ferito in modo piu' lieve a una gamba, ha raccontato quanto avvenuto ieri: "Non ci siamo accorti della presenza dell'attentatore fino a quando non siamo stati raggiunti dai colpi. Solo allora ci siamo resi conto. Abbiamo fatto in modo di non utilizzare le armi perche', anche se la piazza era chiusa, passanti e turisti erano veramente tanti e rispondere al fuoco sarebbe stato molto pericoloso".

"E' stato un gesto criminoso e criminale che non puo' essere giustificato. Ho sentito voci stonatissime". Cosi' Roberto Maroni, parlando della sparatoria davanti Palazzo Chigi in cui ieri sono rimasti feriti due carabinieri. "Se fosse passato un volto noto sarebbe rimasto ucciso: e' agghiacciante", ha affermato il segretario federale della Lega Nord, a margine di un incontro alla Camera di Commercio di Monza. "Bisogna intervenire, sono certo che il ministro Alfano lo fara', ma deve intervenire anche la politica", ha continuato Maroni, "compito della politica e' evitare di usare espressioni tipo 'bombardare il Parlamento'".

"Voglio parlare con mio figlio". E' quanto ha detto Luigi Preiti, recluso nel carcere romano di Rebibbia al suo difensore, l'avvocato Mauro Denielli, che lo ha incontrato questo pomeriggio. Il difensore all'uscita dal carcere ha annunciato che chiedera' al piu' presto al giudice un permesso per incontrare il figlio di 11 anni che risiede in Piemonte con la madre.  Incontrando il suo difensore Luigi Preiti ha chiesto un permesso per avere un paio di occhiali e poter leggere. "Al momento dell'arresto - ha detto Preiti all'avvocato Mauro Danielli - mi si sono rotti gli occhiali, non vedo da vicino e vorrei leggere". Il colloquio con il suo difensore e' durato circa un'ora mentre l'interrogatorio di garanzia dovrebbe svolgersi nella giornata di domani.

LE PAROLE DELLA FIGLIA DI FIGLIA DI GIANGRANDE
"Sono fiera e orgogliosa di mio padre che ha dedicato tutta la sua vita alle istituzioni". Lo ha detto Martina Giangrande, figlia del carabiniere Giuseppe rimasto ferito nella sparatoria. "Non credo, non so, non penso e oggi, comunque sia non mi interessa", ha detto la giovane a chi le chiedeva se potrà mai perdonare l'attentatore che ha sparato a suo padre: "Oggi penso solo a mio padre e a me perchè siamo due. Ci definivamo un piccolo esercito sgangherato ma oggi siamo in un deserto e siamo un mezzo esercito e molto sgangherato"

"Tutti i miei progetti per la vita che avevo fatto dalla morte di mia madre avvenuta tre mesi fa - ha concluso la ragazza - si sono nuovamente stravolti, quindi si ricomincia, si rifa' un altro progetto con altri obiettivi. Ho lavorato fino a ieri e mi sono dimessa per seguire papa', esattamente come avevo fatto quando mia mamma stava male. Lo rifaro' per mio padre, come e' giusto che sia".

"Nel paziente sono presenti segni di danno midollare ai quattro arti. Le sue condizioni rimangono stazionarie nella gravita'. La sedazione farmacologica e' stata sospesa per verificare lo stato di coscienza del paziente che si e' dimostrato risvegliabile, vigile, lucido ed in grado di respirare autonomamente per un breve periodo. Il paziente e' stato in seguito nuovamente posto sotto sedazione e supporto ventilatorio. La prognosi resta riservata". Cosi recita il quarto bollettino medico rilasciato dal policlinico Umberto I dove e' ricoverato il carabiniere gravemente ferito dai colpi di pistola esplosi ieri da Luigi Prieti davanti Palazzo Chigi.

LA POLEMICA CONTRO BRUNETTA
"Sparatoria P. Chigi fatto preoccupante, esprimo solidarieta'", twittava ieri Renato Brunetta dopo l'attentato di Preiti. Le repliche sui social network, si sa, sono immediate e senza rete, ma non tutti intervengono sul merito, come chi chiede al capogruppo Pdl "tutto qui?". C'e' chi preferisce anche in situazioni come questa non rinunciare a battute di dubbio gusto, ed ecco un "non ti preoccupare tu... Sparava ad altezza uomo".

"Quando la polizia ha detto tutti a terra Brunetta non sapeva piu' che fare", celia un altro, con il precedente follower che aggiunge un "ahahaha ha iniziato a scavare". Lo scambio innesca la risposta di chi difende l'esponente Pdl: "Meglio essere bassi di statura che la tua bassezza intellettuale!", dice un altro follower che gela gli altri con un "che battutone! Meritate anche voi un premio nobel!".

A PADOVA SCRITTA A FAVORE DI PREITI
A Padova e' spuntata una scritta di sostegno a Luigi Preiti, l'uomo che ha ferito ieri due carabinieri durante una sparatoria davanti a Palazzo Chigi. "Luigi Preiti sei uno di noi, pagherete caro", e' stato scritto con uno spray rosso in una via del centro padovano. A renderlo noto il neosindaco reggente della citta', Ivo Rossi. "Non c'e' nessun commento da fare - ha detto Rossi- se non condannare l'idiota che ha fatto una scritta del genere, tra l'altro con i due carabinieri feriti ancora in ospedale. Queste cose non possono e non devono essere emulate in nessun modo, non hanno senso, ed e' per questo che tutti noi dobbiamo affrontare i problemi del paese, altrimenti diamo spazio a figure che non hanno alcun credito", ha stigmatizzato.

LE PROTESTE DEL TELEFONO AZZURRO
Parla di incredulita' e impotenza Telefono azzurro riguardo all'intervista del figlio 11enne di Luigi Preiti, trasmessa da diverse emittenti televisive. "Telefono Azzurro ha assistito con incredulita' e un senso di impotenza all'intervista - afferma la nota - piu' di 20 anni fa e precisamente il 5 ottobre 1990 e' stata firmata dalla Federazione Nazionale della Stampa, dall'Ordine dei giornalisti e da Telefono Azzurro stesso, la Carta di Treviso, un'intesa poi aggiornata nel corso degli anni che contiene una serie di norme che regolano la tutela dei minori nell'attivita' giornalistica e che trae ispirazione dai valori della nostra Carta costituzionale e dalla Convenzione dell'Onu".

Telefono Azzurro chiede poi che vengano presi provvedimenti. "Nonostante il fatto di cronaca che ha visto protagonista Luigi Preiti sia riprovevole, estremamente drammatico e le sue conseguenze tragiche per tutte le persone coinvolte - affermail presidente Ernesto Caffo - Telefono Azzurro non puo' dimenticare l'impegno preso oltre 25 anni fa a tutela dei minori. Per questo motivo riteniamo che con questa intervista al figlio di Luigi Preiti siano state violate la gran parte delle norme contenute nella Carta di Treviso stesa insieme ai piu' autorevoli organi competenti in tema di informazione. Vorremmo evitare che questo si ripeta sia nei confronti del figlio di Luigi Preiti sia di tutti gli altri minori coinvolti in fatti di cronaca e chiediamo quindi che si prendano provvedimenti in tal senso".

 
 



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