Puglia, blitz nel Nord Salento: 30 arresti
Dalle prime luci dell’alba e’ in corso una vasta operazione antimafia nel Nord Salento. I carabinieri del comando provinciale di Lecce coordinati dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia Giovanna Cannarile, stanno eseguendo trenta ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati tra Squinzano e comuni limitrofi.
Al centro dell’inchiesta, un’organizzazione criminale accusata di aver esercitato un capillare controllo del territorio attraverso intimidazioni, violenza e assoggettamento, uso di armi da guerra e spregiudicatezza anche alla presenza di donne e bambini, elementi che hanno portato gli investigatori a contestare, per alcuni dei destinatari, il reato di associazione mafiosa ai sensi dell’articolo 416 bis del codice penale.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari del nucleo investigativo e della compagnia di Campi, gli indagati hanno gestito un articolato sistema criminale fondato sul traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche su minacce, pestaggi, attentati, tentati omicidi e azioni punitive nei confronti di chi si opponeva, tentava di sottrarsi alle regole imposte dal sodalizio o alzava la testa manifestando mire espansionistiche.
Gli inquirenti descrivono una realta’ capace di reclutare nuove leve soprattutto tra i piu’ giovani, con un progressivo radicamento sul territorio e il recupero di pratiche tradizionali tipiche delle organizzazioni mafiose. Tra gli aspetti piu’ inquietanti emersi dall’inchiesta vi e’ infatti il ritorno dei riti di affiliazione, una “liturgia” criminale che nelle mafie piu’ moderne tende a scomparire ma che, nel cuore del Salento, continua a essere utilizzata per rafforzare il vincolo associativo e il senso di appartenenza al clan. Una pratica che va di pari passo con la ferocia delle azioni criminali.
L’operazione mobilita decine di militari, unita’ specializzate e mezzi impiegati sia via terra che dall’alto. Perquisizioni e controlli sono in corso in diverse localita’ dell’area. L’indagine, avviata circa quattro anni fa, ha consentito di ricostruire gli equilibri interni sul territorio, dove e’ stato documentato anche nelle ultime settimane il potere di fascinazione del crimine, con azioni plateali e sostegno diretto anche a mezzo social nei confronti di esponenti della malavita, del gruppo criminale, e dove figure storiche si mescolano a nuove generazioni di affiliati. Un’organizzazione che, secondo l’accusa, ha imposto la propria autorita’ con metodi violenti e una sistematica capacita’ intimidatoria, reprimendo ogni tentativo di autonomia o espansione di gruppi rivali. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti nel corso della giornata.
Le persone arrestate nell’ambito del maxi blitz contro la criminalita’ organizzata eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Campi Salentina, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, risiedono nei comuni di Squinzano, Trepuzzi, Campi Salentina e Guagnano, in provincia di Lecce, oltre che a Torchiarolo e San Donaci, nel Brindisino.
Si tratta di uomini di eta’ compresa tra i 23 e i 67 anni. Gran parte dei provvedimenti e’ stata eseguita in un’area geografica ristretta tra il nord della provincia di Lecce e il confine con il Brindisino, con numerosi indagati residenti o domiciliati tra Squinzano, Casalabate e i comuni limitrofi, zone considerate dagli investigatori centrali per l’attivita’ della consorteria criminale.

