Referendum, deputato di Avs posta la foto di Meloni dallo psichiatra. Scoppia la polemica
Un fotomontaggio di Giorgia Meloni rinchiusa in un ospedale psichiatrico, con la camicia di forza e lo sguardo assente. Di fronte a lei un medico le chiede: ”E dimmi Giorgia questi magistrati che liberano spacciatori e pedofili sono qui in questa stanza con noi?”. L’immagine è stata postata da deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli sui social per rispondere alle parole della premier che aveva messo in guardia da una vittoria del sì al referendum sulla giustizia perchè in que caso gli stupratori rimarrebbero più facilmente in libertà.
A stretto giro di posta arriva la replica di Fratelli d’Italia per bocca del deputato Antonio Baldelli che si è accorto del post pubblciato stamattina dal parlamentare Avs: “La politica dovrebbe essere il luogo del confronto sulle idee e sulle soluzioni per il Paese. Per questo vedere il deputato Borrelli rappresentare sui propri social il presidente del Consiglio come un ‘caso psichiatrico’, in una stanza con uno psichiatra in visita, non è satira né critica politica. È semplicemente linguaggio da hater”.
“E sorprende ancora di più – avverte Baldelli – quando a usarlo è un parlamentare della Repubblica. Gli italiani si aspettano dalla politica serietà e responsabilità, non attacchi sessisti e da leoni da tastiera che denotano una forte immaturità politica. La cronaca di questi giorni, peraltro, smentisce il messaggio che Borrelli vorrebbe lanciare a sostegno del ”No” al referendum sulla giustizia: immigrati irregolari trasferiti nei CPR in Albania per essere rimpatriati sono stati rimessi in libertà per decisione di magistrati, nonostante tra loro vi fossero persone con precedenti per pedofilia, stupro, furto, rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. È su questioni come queste che la politica dovrebbe confrontarsi con serietà. Sostituire il confronto con la caricatura personale non aiuta il dibattito pubblico e non è neppure una buona propaganda per i sostenitori del ‘No’. A sinistra sembra sfuggire un principio democratico: il Parlamento è la casa del rispetto e del confronto democratico, non dell’astio e degli attacchi personali”.

