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Robot umanoidi nei magazzini: lavorano 24 ore su 24 al posto degli umani

I robot umanoidi smettono di essere prototipi da fiera e diventano forza-lavoro. È quello che sta accadendo in Cina, dove l’azienda RobotEra — startup di Pechino con sede vicino all’università di Tsinghua — ha avviato il dispiegamento su scala industriale del proprio robot umanoide bipede L7 nei magazzini delle principali compagnie cinesi di logistica e spedizioni. Una mossa che segna un passaggio decisivo nella corsa globale alla robotica umanoide commerciale.

Dove sono già al lavoro: oltre dieci centri China Post e SF Express

Il robot L7 è attualmente operativo in oltre dieci centri logistici gestiti da China Post e SF Express Group, tra le maggiori compagnie cinesi di consegne, in tre macro-aree del paese (nord, est e sud della Cina). In molti di questi hub i robot avrebbero raggiunto un livello di efficienza pari all’85% delle prestazioni umane, con un’operatività continua 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. La svolta è prevista nei prossimi mesi: l’azienda è pronta a passare a consegne in lotti da mille unità entro il secondo trimestre del 2026.

Cosa fa l’L7: smistamento, scansione, manipolazione

Il L7 è un umanoide bipede alto 171 centimetri e pesa 65 chili — proporzioni studiate per operare negli stessi spazi di un operaio umano, senza richiedere magazzini ripensati per le macchine. È dotato di 55 gradi di libertà nei movimenti, può portare fino a 20 chili con entrambe le braccia ed è equipaggiato con mani a 12 gradi di libertà che gli consentono manipolazioni fini. Nei centri logistici svolge soprattutto operazioni di smistamento, scansione di pacchi e gestione di prodotti farmaceutici e di largo consumo. Il “cervello” è un modello di intelligenza artificiale proprietario chiamato ERA-42, che combina visione, comprensione del linguaggio e azione, permettendo al robot di adattarsi a oggetti diversi senza bisogno di essere riprogrammato ogni volta.

La corsa cinese ai robot umanoidi: 280 milioni di dollari raccolti in due mesi

RobotEra è solo uno dei protagonisti della corsa cinese alla robotica umanoide, ma è uno dei più capitalizzati. Negli ultimi due mesi la società ha raccolto circa 350 milioni di dollari in due round di finanziamento successivi, l’ultimo da 280 milioni guidato proprio da SF Express, suo cliente operativo. Tra gli investitori figurano colossi cinesi come Alibaba, Geely, Lenovo, Haier, BAIC e gruppi internazionali tra cui Samsung e Renault. Una struttura proprietaria che, secondo gli analisti di settore, posiziona la società per “bloccare” parte del mercato dei propri futuri clienti industriali.

Perché conta: la sfida con gli Stati Uniti

Lo scenario è di chiara competizione geopolitica e tecnologica. Mentre negli Stati Uniti l’attenzione è concentrata su nomi come Tesla Optimus e Figure AI, la Cina sta puntando sul dispiegamento industriale rapido e su larga scala, con prezzi aggressivi e produzione di massa. Secondo report di settore, nel 2026 il mercato cinese degli umanoidi si avvia a una crescita esponenziale: solo Unitree, un altro produttore cinese, prevede di consegnare 20.000 unità nell’anno, contro le 5.500 del 2025. La scommessa di RobotEra e dei suoi concorrenti è che la guerra dei robot umanoidi si vincerà non con la macchina più agile di laboratorio, ma con quella più profondamente integrata nelle catene di fornitura industriali del mondo.