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Roma, vietato il presidio per i due anarchici morti mentre fabbricavano un ordigno: il questore stoppa la commemorazione

Il sit-in previsto domenica 29 marzo vicino al casale dell’esplosione è stato bloccato per ragioni investigative, sicurezza e mancato preavviso

Roma, vietato il presidio per i due anarchici morti mentre fabbricavano un ordigno: il questore stoppa la commemorazione

Tra i motivi del divieto il sequestro dell’area e il rischio di un passaggio verso il casale

È stato firmato questa mattina il provvedimento con cui il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha disposto il divieto allo svolgimento di un presidio indetto sul web dalla galassia anarchica per la mattina di domenica 29 marzo, in via Lemonia, a pochi passi dal casale di via delle Capannelle, dove sono morti Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano mentre fabbricavano un ordigno artigianale.

Il provvedimento è stato motivato dall’esigenza di tutelare l’integrità dei luoghi in cui si è verificata l’esplosione ai fini investigativi, anche nel rispetto del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria, e in ragione del fatto che il presidio, così come pubblicizzato, sarebbe stato seguito da uno spostamento proprio verso il casale.

L’iniziativa, sottolinea la questura di Roma, per la quale non è stato formalizzato preavviso a norma di legge, si rivela “peraltro in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, attesa la inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito e lo spirito celebrativo a cui la stessa è ispirata, teso alla esaltazione, in una irrituale chiave commemorativa, di condotte, quali l’assemblaggio di un ordigno, finalizzate al compimento di gravi azioni delittuose”.

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