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Cronache
sequestri di carne avariata

Di Anna Gaudenzi

Lasagne Findus, ravioli Buitoni, torte Ikea, ragù Star. Mangiare sembra essere sempre più pericoloso. Si allunga, infatti, la lista di cibi che non sono quello che le etichette dichiarano essere. I carabinieri dei Nas sequestrano campioni degli alimenti che compaiono sulle tavole degli italiani tutti i giorni.  Uno scandalo che si sparge a macchia d’olio e che preoccupa i consumatori.

Il rischio, in un momento di crisi, è vedere crollare ancora di più i consumi, soprattutto quelli relativi alla carne. Le aziende reagiscono cercando di tranquillizzare i clienti. La Star, a seguito dell'allerta europea, ha ritirato dal mercato i prodotti e ha spiegato che erano state utilizzate partite di carne macinata congelata proveniente dalla Romania ed acquistate dal fornitore francese "Gel Alpes" di Saint Maurice-Manosque, già posto sotto attenzione da parte delle Autorità transalpine.

Carne di cavallo spacciata per manzo. Il mercato entra in crisi: meno 30% di vendite

Crollano di oltre il 30 per cento gli acquisti in Italia di primi piatti pronti, surgelati e ragù coinvolti nello scandalo della carne di cavallo spacciata per manzo. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti sugli effetti di una emergenza che ha portato al ritiro di circa 200 diversi tipi di confezioni di prodotti alimentari in 24 diversi Paesi sulla base del monitoraggio effettuato dal portale eFoodAlert.net.

I consumatori, bombardati da notizie che attestano l'allargarsi dello scandalo della carne di cavallo, si dichiarano disorientati, e sempre più numerosi (oltre 1/3 del campione) reagiscono contraendo i consumi in tale settore e dirottando le proprie scelte su altri generi alimentari.

"E' inevitabile che scandali di questo tipo finiscano per intaccare pesantemente la fiducia dei consumatori - afferma il Presidente Carlo Rienzi - Anche in assenza di rischi per la salute, le notizie che arrivano giorno dopo giorno e che attestano l'allargarsi dello scandalo della carne di cavallo, finiscono per modificare le abitudini alimentari delle famiglie e cambiare anche in modo drastico le scelte dei cittadini".

"Per ridare fiducia ai consumatori e fornire reali garanzie, serve un sistema di etichettatura totale, che informi l'acquirente dell'intera vita del prodotto e delle materie prime, dal campo o dall'allevamento fino alla tavola" - conclude Rienzi.

Ultimo caso è quello della Cina, le cui autorità sanitarie hanno bloccato tonnellate di cioccolato Nestlè, oltre che partite di formaggi della Kraft, bevande, dolci e passate di pomodoro risultati avere eccessive concentrazioni batteriche o essere sotto i livelli qualitativi standard. Sempre dalla Cina è anche partito l'allarme per le torte al cioccolato vendute nelle caffetterie Ikea, nelle quali si è rilevata la presenza di batteri coliformi. La vendita è stata così bloccata in 23 Paesi, anche se in Italia il lotto “incriminato”, ha chiarito Ikea, non è mai arrivato.

L’allarme riguarda la sicurezza dei prodotti che vengono importati dall’estero. In Italia le merci in entrata alle frontiere, sono costantemente monitorati dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) che, nel solo 2012, hanno respinto al confine notevoli quantità di prodotti alimentari non animali provenienti soprattutto da Cina, India e Turchia.

Una cosa è certa: tra gli italiani cresce la “psicosi” e 6 cittadini su 10, afferma Coldiretti, temono di poter inconsapevolmente consumare cibi contaminati. Un aiuto arriva da uno studio del motore di ricerca dei prezzi Klikkapromo.it che fornisce dati comparati sulla provenienza della carne e sui loro prezzi. L’amministratore delegato Luciano Mazzone spiega ad Affaritialiani: “La carne che troviamo negli scaffali dei nostri supermercati è sicura”. Per essere certi di comprare carne italiana “basta controllare la presenza delle 4 "i" sull’etichetta”. Con un po’ di attenzione si può anche riuscire a risparmiare il 40% sui prezzi e senza rinunciare alla qualità.

Cosa vi ha spinto a iniziare questo studio?

"I consumatori sono sempre più interessati a sapere da dove viene il cibo che mangiano. Inoltre in un periodo di crisi come questo è fondamentale sapere dove comprare la carne che costa meno. Per esempio la carne 100% italiana costa di più di quella francese o polacca. Ma offre garanzie maggiori".

Qual era lo scopo della ricerca?

"Rivelare al pubblico la zona di provenienza di alcuni tagli di carne fra i più venduti e mettere a confronto i prezzi.  Abbiamo preso in considerazione nove tra i più noti supermercati di Milano e verificato da dove veniva la carne messa in vendita. Per legge sull’etichetta deve essere riportato dove l’animale è stato allevato e dove è stato macellato".

Uno dei supermercati rivende carne proveniente da allevamenti tedeschi e polacchi. Quali i rischi?

"In realtà non è detto che la carne estera sia di qualità inferiore rispetto a quella italiana ma sicuramente quest'ultima è più sicura. La massima garanzia per il consumatore è data dall’etichetta con quattro “i” che significa che la carne è italiana al 100%".

C’è pericolo di trovare sui nostri banchi carne di cavallo al posto di carne bovina?

"Lo scandalo carne di cavallo riguarda prodotti come surgelati e ravioli. La carne bovina che troviamo sui banchi del supermercato è sicura. Inoltre bisogna ricordare che la carne di cavallo in sé non è meno sana di quella suina, ovina o bovina. I pericoli derivano dal fatto che potrebbe provenire da cavalli non destinati alla macellazione alimentare".

Tags:
carnecavallonestlèfindus
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