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Cronache
Whistleblowing: ferma in Senato la legge a tutela di chi denuncia corruzione

Con Whistleblowing si intende quando un dipendente, testimone di corruzione o atti illeciti all’interno dell’azienda per la quale lavora, decide di denunciare quanto accaduto. Questa pratica è molto diffusa nel mondo anglosassone, dove è diventata un ottimo strumento per la lotta alla corruzione. L’avv. Cristiano Cominotto, managing partner di www.assistenzalegalepremium.it, spiega ad Affaritaliani.it di cosa si tratta e qual’è la situazione in Italia.

 
Da quanto tempo le norme sul whistleblowing sono presenti nel mondo anglosassone?
Sono ormai diversi anni che le norme a tutela di chi denuncia atti di corruzione sono attive nei Paesi anglosassoni. Specialmente negli Stati Uniti queste norme sono da tempo rodate e definite e hanno portato degli ottimi risultati nella lotta alla corruzione.
 
Che cosa prevedono queste tutele per chi denuncia i colleghi corrotti?
Innanzitutto garantiscono al lavoratore che denuncia di non perdere il proprio posto di lavoro. Ma non si fermano a questo. Infatti sono previsti dei veri e propri premi per chi denuncia atti di corruzione, i quali vengano poi verificati come tali. Le cifre sono anche piuttosto considerevoli visto che si parte dal 10% per arrivare fino al 30% delle sanzioni che vengono date alle aziende denunciate. Inoltre i lavoratori che denunciano non dovranno sostenere alcun tipo di spesa legale. A far fronte a questo tipo di spese e premi è un fondo istituito appositamente e finanziato dalle sanzioni che vengono date alle aziende.
 
In Italia esiste qualcosa di simile?
In Italia esistono alcune norme, ma non vi è una disciplina unitaria al riguardo. Abbiamo una Decreto di Legge al vaglio del Senato, ma purtroppo fermo da molto tempo. Il Decreto è stato portato al senato a gennaio 2016, ma a tuttora non si hanno notizie a riguardo. Queste norme sarebbero specifiche a tutela dei lavoratori che denunciano atti di corruzione all’interno delle aziende per le quali lavorano, siano esse private o pubbliche. Si tratta dell’atto del Senato n. 2208, dal titolo breve: segnalazioni di reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato.
 
E’ una legge che porterebbe benefici nella lotta alla corruzione anche in Italia?
Anche se quello che ora è al vaglio del Senato è un ottimo passo avanti rispetto al vuoto legislativo che altrimenti farebbe da padrone, sarebbe utile avere qualche accorgimento ulteriore. L’ispirazione dovrebbe arrivare proprio dal modello statunitense. Per far sì che un lavoratore sia incentivato a denunciare, il dipendente deve essere sicuro delle tutele di cui avrà diritto e del fatto che questo suo gesto sarà anche premiato. Senza questo tipo di sicurezze difficilmente un lavoratore rischierà il proprio posto. Al momento alcune di queste sicurezze non sono chiare o sono del tutto assenti dal testo al vaglio del Senato. In questo modo si rischia di non incentivare abbastanza i lavoratori a denunciare e di avere quindi una legge non efficace.

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