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Culture
Abbiamo vinto perché abbiamo perso

di Manuela Alessandra Filippi

La grande bellezza: un paradossale e spietato ritratto di Roma e del nostro paese; una denuncia senza appello e lucidissima, dell'orrore che abbiamo generato, con relativo campionario di bruttezza - accumulata negli ultimi 50 anni - che incornicia queste tragiche maschere, che come dice Servillo nella scena finale, sono treni che non portano da nessuna parte.

Mi sembrava che nessuno avesse capito nulla di questo film, fin da quando è uscito l'anno scorso.
Ora che scorro il fiume di parole melense e retoriche, mi rendo conto che la situazione nel nostro paese è oltre il grado zero: siamo a meno 100 nella scala dell'ignoranza e a meno 1000 nella scala della conoscenza.

Intanto Pompei si sbriciola: l'indotto prodotto potenzialmente da Pompei potrebbe rendere oltre 20milioni di euro l'anno. Una bella metafora di tutto il nostro paese.
Tanto, come disse Tremonti nel 2010, con la cultura non si mangia.

Per non andar lontano, qui a Milano, un gruppo di sedicenti esperti di comunicazione culturale, che non sanno cosa voglia dire concepire un progetto di valorizzazione, ma sono amici degli amici, stanno pensando di ricostruire la città romana in 3D, magari in una sala cinematografica in disuso, tra artifici, effetti speciali e chissà cos'altro.
Ora, non tutti sanno che Milano ha un teatro di età imperiale, che langue nel sottosuolo e che non è virtuale ma reale. Chiuso al pubblico perchè non ci sono più fondi e volontà per tenerlo aperto.

Sarebbe un favoloso punto di partenza intorno al quale concepire un progetto di rilancio del sito archeologico, magari ricorrendo a tutte le ultime mirabolanti tecnologie. Con ricaduta virtuosa su territorio e indotto.

Ma cosa costerebbe a questo dannato paese non scegliere più gli interlocutori perchè sono gli amici del quartierino, ma dare spazio a chi invece è in grado di pensare e di fare, con efficacia ed efficenza?

Semplice.
Perchè chi si vota alla logica profitto, predilige scelte senza logiche.
La politica del piccolo cabotaggio, miope e senza respiro, è l'unico modo per conservar poltrone illegittimamente occupate.

Lasciar immerso nell'orrore dell'ignoranza un popolo.
Il modo migliore per fargli credere qualunque cosa.
Il modo più veloce per plagiarlo.
Il modo più sadico per renderlo schiavo.

Perchè questi cialtroni, mediocri, ignoranti e analfabeti, una cosa forse l'hanno intuita: la conoscenza rende liberi.
Ed essere liberi vuol dire pensare senza condizionamenti: una delle attività più temute e sovversive del XXI secolo.

E cosa dire della riforma elettorale di Renzi, che radddoppia i sistemi di votazione e divide il Senato dallaCamera?
E cosa dire di un Renzi che stringe la mano a Denis Verdini?

La grande bellezza, pallidissima replica dell'orrore nel quale siamo immersi. Ogni giorno.

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