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Culture
Bill Viola, la video arte che dialoga con il Rinascimento a palazzo Strozzi

Di Andrea Cianferoni

Bill Viola torna a Firenze, città nella quale ha vissuto negli anni Settanta, ed espone la sua video arte  in dialogo perfetto tra antico e contemporaneo attraverso il confronto delle sue opere con capolavori di cinque maestri del Rinascimento: Pontormo, Masolino da Panicale, Paolo Uccello e Lukas Cranach.  La rassegna, a cura del direttore generale di palazzo Strozzi Arturo Galansino e di Kira Perov, moglie di Bill Viola, ripercorre la carriera dell'artista, segnata dall'unione tra ricerca tecnologica e riflessione estetica, dalle prime sperimentazioni con il video negli anni Settanta fino alle grandi installazioni più recenti che catturano il pubblico con forti esperienze sensoriali. 

Bill Viola indaga l'umanità: persone, corpi,volti sono i protagonisti delle sue opere, caratterizzate da uno stile poetico e fortemente simbolico in cui l'uomo è chiamato a interagire con forze ed energie della natura come l'acqua e il fuoco, la luce e il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita. Una relazione antica quella dell'artista e la città di Firenze. Nel capoluogo toscano ha lavorato tra il 1974 e il 1976 nello studio art/tapes/22,fondato e diretto da Maria Gloria Conti Bicocchi. In occasione della rassegna Palazzo Strozzi ha inoltre creato un'esclusiva collaborazione con l'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze. Grazie a uno speciale biglietto congiunto sarà possibile visitare la mostra di Palazzo Strozzi insieme al Battistero di San Giovanni e al Museo dell'Opera del Duomo. In questa sede sono esposti i video Observance (2002) e Acceptance (2008): due celebri opere di Bill Viola dedicate ai temi del dolore e della sofferenza esaltando la riflessione sull'umanità e sul senso religioso nel mondo contemporaneo, che saranno messe in dialogo con due simboli del museo fiorentino come la Maddalena penitente di Donatello e la Pietà Bandini di Michelangelo. Temi di riferimento di Bill Viola sono esperienze umane universali come la nascita, la morte, il disvelamento della coscienza,  elaborate attraverso il confronto con fonti artistiche occidentali e orientali e il riferimento a tradizioni religiose come il buddhismo zen, il sufismo islamico e il misticismo cristiano. 

La retrospettiva Bill Viola. Rinascimento elettronico vuole evocare al contempo l'arte del passato, in particolare quella fiorentina che è stata ispirazione e punto di riferimento dell'artista, e la componente tecnologica, elemento centrale nella pratica dell'arte delle immagini in movimento. Nella mostra è possibile osservare decenni di sviluppi tecnici, dagli archeologici monitor anni Settanta agli schermi al plasma, in un crescendo di produzioni sempre più ambiziose, dalle riprese in diretta dalla quotidianità agli effetti speciali e alle scenografie "hollywoodiane".  Sbarcato nel 1974 a Firenze per diventare il "tecnico americano" - come, affettuosamente, tutti lo chiamavano - di art/tapes/22, la galleria e centro di produzione di Maria Gloria Bicocchi, Bill passò un anno e mezzo in città, partecipando a quella che era ancora una scena contemporanea di respiro internazionale. La prima produzione di Bill, risalente agli anni Settanta, è ampiamente rappresentata in mostra con una sezione dedicata nella Strozzina, la cui opera più significativa è Il Vapore, installazione che venne presentata a Firenze, allo spazio Zona, nel 1975. Fu a Firenze che Bill scoprì, oltre al Rinascimento, la vera "funzione" delle opere d'arte all'interno della vita, umana e sociale. "Dopo una visita agli Uffizi sentivo fortemente che i musei erano stati creati per l'arte e non l'arte creata per i musei, come accadeva nella scena contemporanea che avevo lasciato a New York. Inoltre, molte delle opere medievali e rinascimentali che avevo visto in quei primi mesi a Firenze non erano neanche nei musei. Erano nella comunità, in luoghi pubblici - cattedrali, chiese, cappelle, corti, monumenti, uffici municipali, piazze e facciate di palazzi - e, di più, molte opere erano ancora nei luoghi per i quali erano stati commissionati cinquecento anni prima. L'atmosfera era satura di idee d'arte e di cultura. Avevo capito presto che qui la storia era veramente parte del presente. E che le idee più nuove circolavano in un insieme più grande. Mi ricordo che spesso vedevo una vecchietta per strada che veniva la mattina a mettere l'acqua fresca o dei fiori nuovi sotto un quadro della Madonna in una piccola edicola all'angolo del suo palazzo. Questo ha dato un contesto nuovo alla mia idea di apprezzamento artistico" (Viola 2003).

Colpisce nel percorso espositivo il confronto, o "dialogo", delle opere di Bill con i capolavori rinascimentali che le hanno ispirate: un'operazione già tentata in passato, ma mai in precedenza realizzata in modo così ambizioso e circoscritto filologicamente a opere, temi, artisti e luoghi che hanno davvero contato per l'artista.  In mostra, per la prima volta, si potrà vedere dal vivo l'accostamento di Emergence con il Cristo in pietà di Masolino da Panicale che il video cita letteralmente. Emergence, con altri tre video presenti in mostra, appartiene alla serie "The Passions" (2000-2002), alla quale Bill cominciò a lavorare durante un periodo di ricerca al Getty Research Institute di Los Angeles diretto da Salvatore Settis, nel 1998. 

La scena più spettacolare di tutta la serie è probabilmente The Deluge, dove assistiamo all'esplosione di acqua che travolge una pura architettura classica ripresa frontalmente, spazzando via la quotidianità di una scena urbana popolata da varie persone diversamente affaccendate. A parte il dichiarato raffronto con l'ingarbugliato Giudizio universale di Signorelli a Orvieto, il repertorio visivo che sta dietro ad una tale invenzione affonda le sue radici nelle grandi scene "catastrofiche" della tradizione pittorica italiana, conosciute da Bill nelle sue peregrinazioni nel patrimonio delle chiese e dei musei fiorentini. Tra queste spicca, come capolavoro assoluto, l'affresco dipinto da Paolo Uccello per il Chiostro Verde di Santa Maria Novella che, con la sua monocromia, la geometrica architettura "metafisica" e i personaggi travolti dalle acque che non smettono di azzuffarsi, appare indiscutibilmente come l'antenato quattrocentesco del video di The Deluge. 

La mostra Bill Viola. Rinascimento elettronico, organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Bill Viola Studio con il sostegno di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana, è aperta dal 10 marzo al 23 luglio 2017, tutti i giorni inclusi i festivi, con i seguenti orari: dalle 10 alle 20, e giovedì dalle 10 alle 23.

http://www.palazzostrozzi.org/

Tags:
bill viola mostrabill viola firenzebill viola palazzo strozzi
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