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BiovelocITA, acceleratore biotech italiano per la ricerca su diabete e cancro

Di Ludovica Carlesi Manusardi  

BiovelocITA, l’acceleratore biotech italiano  nato per velocizzare  il trasferimento di scoperte scientifiche  dal mondo della ricerca a quello dell’industria,  ha annunciato ieri importanti iniziative a Milano, due progetti di collaborazione con scienziati italiani impegnati rispettivamente nella ricerca sul diabete all’Ospedale San Raffaele  e in campo oncologico all’Ifom di Milano.

La prima è la nascita di una nuova start up per la lotta al diabete, Enthera S.r.L. società biotech la cui missione è quella di trasformare  in terapia medica i risultati delle ricerche  condotte dal gruppo di Paolo Fiorina dell’Ospedale San Raffaele  di Milano sugli effetti poco conosciuti ma molto seri  provocati da un ormone -responsabile  di danneggiamento della mucosa intestinale - che viene prodotto in quantità eccessiva  proprio dai malati di diabete. Viene ricordato tra l’altro che il diabete è di gran lunga la malattia più importante presente al mondo che colpisce il 10 % della popolazione dei Paesi  occidentali e oltre il 20 % della popolazione di alcuni Paesi in via di sviluppo.

La seconda iniziativa di BiovelocITA si collega a una scoperta effettuata in Ifom ( Istituto Firc di Oncologia Molecolare) nel laboratorio di  Fabrizio d’Adda di Fagnana che ha individuato  la molecola preposta alla segnalazione e al riparo dei danni al DNA. Detto in parole semplici: le cellule tumorali sono cellule che hanno il DNA danneggiato; se si riesce a impedire il riparo del danno, la cellula cattiva muore. Questo è esattamente  il risultato della scoperta. Il progetto prevede  di applicare questa scoperta allo studio di nuovi farmaci antitumorali che potrebbero essere efficaci  in prospettiva anche nei confronti delle malattie proprie dell’invecchiamento.

BiovelocITA,  nasce nel 2015 con una vocazione speciale: creare una rete virtuosa tra ricercatori, imprenditori e investitori  per verificare la fattibilità di un’idea, di un progetto di ricerca nato da una scoperta, approfondirlo, accompagnarlo con un piano industriale fino a trasformarlo in società operativa destinata a offrire soluzione d’avanguardia alla comunità medica e ai pazienti. In sostanza trasformare una ricerca geniale in una terapia medica accessibile. E’ stata fondata da Silvano Spinelli, Gabriella Camboni e Sofinnova Partyners, società di venture capital operativa sullo scenario internazionale   nel settore delle scienze della vita che ha finanziato e sostenuto in 40 ani quasi 500 aziende.

“E’oggi indispensabile in Italia sostenere le scoperte importanti e verificate fino a renderle concrete e operative, garantendo a un progetto di ricerca valido  una realtà biotech di successo.– afferma Gabriella Camboni Ceo di Biovelocita. Questo è fondamentale in un paese come il nostro molto vivace ma ancora lento e legato a procedure che penalizzano le potenzialità importanti del mondo della ricerca. L’Italia offre da questo punto di vista opportunità molto interessanti e poco note ai più. Siamo il Paese con il più alto numero di pubblicazioni scientifiche di alto livello mentre viceversa abbiamo pochi brevetti; per questo BiovelocITA punta sul trinomio impresa più scienza più finanza-dedicata. Importante e fare partire un’economia diversa, basata su start-up che nascono, crescono, producono e possono essere poi quotate oppure vendute con beneficio e ritorno per gli investitori e quindi ricominciare con altri progetti e iniziative.”

 Al termine del primo anno di attività BiovelocITA  può contare su una raccolta di 7 miliardi di euro forniti dai propri soci tra cui, oltre a Sofinnova Partners, un gruppo di privati presentati da Banor  Sim S.p.A e Atlante Seed- fondo gestito da IMI fondi Chiusi SGR del gruppo Intesa San Paolo. BiovelocITA sta promuovendo l’apertura del capitale  a nuovi soci per incrementare le risorse finanziare e ampliare il proprio portafoglio progetti.

      

Tags:
biovelocita acceleratore biotech italianobiovelocita ricerca diabete cancro
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