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IlCuratoreSegretoDelVatican

Mentre tutto il mondo attende che il nuovo Papa si mostri al mondo intero, salutando la folla festante radunatasi in Piazza San Pietro, è forte il desiderio, per tutti, fedeli e non, che l'elezione del nuovo pontefice dia un segnale di novità per le comunità cristiane nel mondo. Nei giorni precedenti l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, circolano le immagini che lo ritraggono, in metropolitana, uomo comune tra la gente.

            Esiste un romanzo, tuttavia, in cui tutto questo era scritto, profetizzato, parola per parola, e pubblicato prima ancora che Benedetto XVI si dimettesse: "Il curatore segreto del Vaticano", un libro profetico scritto da Umberto Vitiello e pubblicato, nel dicembre 2012, da Lupo Editore.

            Nel libro si racconta di un papa sudamericano, che si dà il nome di Francesco, e che riconduce la Chiesa di Roma alle sue origini, portando verso l'unità tutti i cristiani. Ma non è questa l'unica profezia contenuta nel romanzo di Vitiello e destinata ad avverarsi. Nel libro sono infatti descritti, anche, il Concilio Vaticano III e altre sconvolgenti verità, frutto di studio e della bravura di un autore che, come il suo "curatore" ha trovato la chiave giusta per raccontare i segreti del Vaticano.

Quali sono le altre profezie, contenute nel romanzo, che attendono di essere svelate?

 

 Ecco le prime impressioni, colte dalla viva voce di Umberto Vitiello: «Più di una telefonata ho ricevuto ieri sera da lettori – parenti, amici, sconosciuti – che stupiti hanno voluto complimentarsi con me dopo la fumata bianca e l’ “habemus papam” con l’annuncio della nomina d’un papa sudamericano che s’era dato il nome di Francesco, esattamente come avevo “profetizzato” nel mio “Il curatore segreto del Vaticano” scritto un anno fa e pubblicato da Lupo Editore nel dicembre del 2012, alcuni mesi prima della rinuncia al papato di Benedetto XVI. Qualcuno ha detto, forse scherzando, che cominciavo a fare paura. E io stesso mi son detto meravigliato e incredulo che il futuro da me immaginato era più prossimo di quanto sperassi. Pur essendo certo che prima o poi, come era avvenuto per il Vaticano II, si sarebbe realizzata la mia profonda speranza, come ho scritto ed è stampato sull’ultima pagina del libro: “La verità è nell’auspicio di una Chiesa e di un Mondo migliori".

Non un’utopia, ma la ripresa di un discorso interrotto, quello del concilio voluto da Giovanni XXIII, e l’avvio d’un cammino che porta, seppur lentamente, finalmente verso l’unità di tutti i cristiani in un’unica Chiesa di Cristo, da lui voluta nell’unità e non nella frantumazione.  Scegliersi per nome Francesco, per la prima volta in quasi due millenni, non può che avere un significato profondamente giovanneo. Del resto “Ut unum sint” è un comandamento e non un semplice invito – come ci ha ricordato Enzo Bianchi firmando l’articolo “L’Ecumenismo non è un progetto come un altro” (Famiglia Cristiana del 20 gennaio 2013).

UMBERTO VITIELLO

Umberto Vitiello, detto “Vadìm”, nato alle falde del Vesuvio, di fronte all’isola di Capri, laureato con 110 e lode presso l’Università Orientale di Napoli, ha frequentato un corso post-laurea di specializzazione in etnologia sociale presso l’Università di Belgrado. Slavista e francesista, ha soggiornato per studio in vari Paesi d’Europa. Membro di un’Associazione Umanitaria Internazionale, per otto anni ha contattato ed aiutato alcuni dissidenti (artisti, intellettuali, religiosi) dell’Unione Sovietica e dei Paesi dell’Est Europeo. Ha lavorato come traduttore dal russo nel settore “Studi e Progetti” della Montecatini di Milano, città in cui s’è sposato con Maria Luisa Magnocavallo, docente di lettere nei licei. Dal matrimonio sono nati Ermelinda-Vadìm e Luigi-Vadìm. Dedicatosi alla scuola, ha ideato e diretto importanti sperimentazioni didattiche ed è divenuto preside in istituti medi superiori. È autore di Parigi (SugarCo Editore, Milano), Il sale di Napoli (Mursia, Milano), Un secolo da dimenticare (Ego, San Pietroburgo), Amanti oltre il sesso e la morte, la vera storia di Abelardo ed Eloisa (Booksprint Edizioni), Mon école (Booksprint Edizioni), e di articoli, saggi e traduzioni, tra cui Consigli e istruzioni del giardiniere di corte di Caterina la Grande, saggio del ‘700 tradotto dal russo (Sellerio, Palermo). È coautore di un saggio-guida sulla Francia in due volumi (Calderini, Bologna) e di Parigi 1789-1799: gli Anni della Rivoluzione (Atheneum, Firenze). Dal 1968 vive a Pesaro.

IL CURATORE SEGRETO DEL VATICANO - Le aspirazioni, le delusioni, il coraggio di responsabile e ferma critica, l’impegno paziente e persistente in difesa e diffusione dei valori evangelici più genuini di tanti teologi contemporanei, vecchi e giovani, da Hans Küng a Vito Mancuso, in un romanzo avvincente in cui la Chiesa Cattolica proiettata nel futuro è alla sua svolta storica più significativa e radicale. Profeticamente collocata in un domani non molto lontano, la Chiesa accoglie tutti i cristiani del mondo in una semplificazione teologica che la rende universalmente accetta, ed è osservata criticamente dal futuro nelle sue tante contraddizioni presenti e passate, un groviglio di intrighi e connivenze stroncato a fatica dall’ultimo papa e dai pochi che credono con lui di riuscire a riportarla ai genuini valori evangelici dei primi secoli. La narrazione segue i canoni del dissenso intellettuale: un metodo che consente, senza incorrere in accuse di eterodossia, una visione critica del reale stato in cui versa la comunità dei cristiani detti cattolici, scrutando le loro delusioni e scoprendone le aspirazioni, per delineare la configurazione progettuale della Chiesa da tutti agognata.

Tutto si svolge alla vigilia del Concilio Vaticano III, convocato dal nuovo papa – un convinto “giovanneo” sudamericano – per attuare la riconciliazione dei cristiani del mondo intero in un’unica Chiesa, degna per la sua rinnovata natura di accogliere Cristo quando, alla fine dei secoli, farà ritorno sulla terra. Grande è l’avversione della maggior parte dei curiali che, difensori della tradizione e dei propri privilegi, non disdegnano di ricorrere a raggiri e complotti pur di evitare che, con l’ecumenismo realizzato, la Chiesa Cattolica rinunci alla propria ricchezza e al plurisecolare patrimonio teologico che la rende del tutto diversa dalle altre comunità cristiane. La storia – (scritta con la collaborazione di un giovane teologo) - ha inizio con un omicidio commesso all’abbazia del Santo sul Colleprato che alla fine delle indagini vede coinvolti alcuni alti prelati e consente al papa di affrettare i tempi dell’innovazione e della riconciliazione.

Ospite dell’abbazia da alcuni anni è un noto economista, ex professore di Oxford fattosi monaco, personaggio centrale dell’intera vicenda. Chiamato segretamente in Vaticano, è lui che, definito “curatore”, informerà il papa della vera natura dei fondi dello IOR e il modo come liberarsi di questa istituzione e di tutte le operazioni finanziarie in netto contrasto con i principi evangelici, affinché la Chiesa del futuro, unica per tutti i cristiani, torni ad essere simile a quella delle sue origini. La conclusione della storia è nella convocazione del Vaticano III, ultimo concilio della Chiesa Cattolica e primo della Chiesa di Cristo di tutti i cristiani del mondo.

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