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Il 2014? Anno d'oro per la scienza. E nel 2015... Ecco le svolte

Anche se sono sempre più ridotte le risorse dedicate alla ricerca (dati aggiornati citano 0.7 % del PIL), il 2014 si chiude in bellezza per la scienza italiana. Quattro i traguardi importanti raggiunti tutti nell’ultimo trimestre dell’anno, di cui  due legati all’astrofisica e alle missioni spaziali. Ma andiamo con ordine. In ottobre, nei laboratori nazionali dell’Infn del Gran Sasso, si è raggiunto il guinness dei primati del freddo. La struttura di rame ( 400 chili per un volume di un metro cubo) dell’esperimento CUORE-  nato per studiare le proprietà delle particelle più sfuggenti della natura, i neutrini, - ha raggiunto l’incredibile temperatura di 6 millikelvin, quasi lo zero assoluto (-273,15 gradi centigradi). E’ stato battezzato il metro cubo più freddo dell’universo. E per restare nell’universo, in  novembre due eventi che fanno onore alla nostra ricerca: il contatto, dopo un viaggio durato dieci anni, tra la sonda Rosetta e la cometa  67/P Churymov Gerasimenko e le attività del modulo Philae, che pur avendo subito qualche danno nella fase di atterraggio, ha comunque assolto il compito di raccogliere campioni “cometari”. C’è molto di italiano nella  missione Rosetta. Non solo una significativa collaborazione con  L’ Agenzia spaziale italiana, ma è un italiano – Andrea Accomazzo ingegnere del Politecnico di Milano-   lo space operations manager dell’Esa, colui cha ha monitorato le fasi più delicate del contatto tra il modulo Philae e la cometa. Sono infine  di fabbricazione italiana, per opera delle nostre industrie, alcuni degli strumenti cruciali per la riuscita della missione.

A seguire, la missione di Samantha Cristoforetti nella stazione interplanetaria ISS dove la nostra astronauta soggiornerà per sei lunghi mesi dedicandosi a ricerche in assenza di gravità.  Ma non è finita. Fabiola Gianotti, nota ricercatrice del Cern, è stata nominata direttore del centro per i prossimi cinque anni, confermando così il prestigio degli scienziati italiani.

Nel corso dell’anno abbiamo festeggiato e ricordato due eventi importanti: sessant’anni dalla conquista del K-2 ( luglio 1954) e cinquant’anni dal lancio del primo satellite europeo, San Marco, avvenuto appunto nel 1964; missione ideata e concepita da Luigi Broglio che può essere ritenuto il fondatore dell’era spaziale italiana. Il Progetto San Marco era il programma di collaborazione bilaterale che vide impegnati Italia e Stati Uniti nella ricerca scientifica e nella sperimentazione nello spazio tra il 1962 ed il 1980. Il progetto segnò l'inizio dell'era spaziale italiana che, con il lancio del 15 dicembre 1964, portò l'Italia ad essere la terza nazione ad effettuare la messa in orbita di un satellite artificiale dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, utilizzando un vettore fornito dagli Stati Uniti ma operato da personale italiano.

All’Enea continua intanto l’attività di ricerca sulla fusione termonucleare controllata, portata avanti in stretta collaborazione con l’industria italiana, finalizzata al progetto internazionale Iter.

E veniamo alle sfide e ai progetti del 2015. Purtroppo non solo l’Unione Europea ha fortemente  limitato le risorse dedicate alla ricerca, ma  la legge di stabilità penalizza fortemente sia l’Università che  la ricerca italiana, anche se alcuni istituti e alcuni filoni di studio continuano tenacemente a tenere alto l’onore nazionale. In particolare il settore delle biotecnologie e delle cellule staminali che, per restare in Lombardia, hanno nel San Raffaele e nell’Ifom due centri di assoluta eccellenza. Un’altra buona notizia viene da Pavia dove, anche per la pressione esercitata da alcuni scienziati, sembra confermato il finanziamento di  30 milioni per i prossimi tre anni del Cnao ( Centro nazionale di adroterapia oncologica), un centro di eccellenza per il trattamento di particolari forme tumorali ideato e realizzato da Ugo Amaldi.

Di grande attualità le ricerche  dedicate dai più importanti  centri del mondo al virus Ebola e la sperimentazione per  sviluppare un vaccino sicuro e affidabile.

Anche  qui  l’Italia  si ritaglia un posto di tutto rispetto dato che è presso i laboratori di Napoli della compagnia Okairos ( gruppo GlaxoSmithKline) che è stato sviluppato un vaccino in fase di impiego nei test clinici.

Al Cern di Ginevra, nel prossimo mese di marzo, l’acceleratore di particelle  LHC, già responsabile nel luglio 2013 della scoperta del bosone di Higgs,  sarà di nuovo pronto per iniziare una nuova fase di prove e di indagini per carpire i segreti della materia oscura, quella parte invisibile che costituisce oltre l’80% della materia dell’universo e che costituisce ancora oggi un mistero irrisolto per i cosmologi.

Nel frattempo la sonda Keplero ha scoperto l’esistenza di 715 pianeti extrasolari, la maggior parte dei quali di dimensioni da due a quattro volte la Terra, tutti collocati nella zona favorevole alla vita, cioè a un giusta distanza perché sulla loro superficie possa scorrere l’acqua allo stato liquido, primo requisito per la vita come la conosciamo.

E di nuovo dallo spazio giunge la notizia, inquietante per certi aspetti,  che riapre le aspettative  sull’origine della vita. Una settimana fa il rover Curiosity, che dal 2012 sta esplorando il pianeta Marte, contrariamente a quanto affermato lo scorso anno, ha scoperto la presenza di metano sul pianeta rosso: segno  di una possibile presenza di vita?

 

Ludovica Manusardi Carlesi

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