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di Alessandra Peluso

Nonostante vite sacrificate, guerre, campagne di sensibilizzazione l'Italia resta ancora un Paese diviso tra le incertezze della politica, la volontà imperante di frammentazione ad opera di una politica che incombe dal Nord e dal Sud, l'interesse individuale prevaricante su ogni valore e ideale mette in luce come gli italiani abbiano un debole spirito pubblico. È questo il tema dominante intrecciato ad altre dinamiche trattate da Egidio Zacheo nel libro “L'identità divisa. L'Italia e il nostro debole spirito pubblico”. 


È un interessante excursus storico con una dettagliata analisi politica riguardante l'Italia dall'Unità del 1861, alla questione meridionale che nasce come divario tra Nord e Sud ancor prima dell'unità d'Italia, sino ai nostri giorni. Zacheo dedica alla questione del Mezzogiorno più saggi con punti di vista di intellettuali, studiosi, quali ad esempio Antonio Gramsci, Francesco De Sanctis e lo stesso attuale Presidente della Repubblica che sostengono la necessità di trattare le problematiche meridionali appartenenti all'Italia e non soltanto ad una parte di essa.


«Non c'è un'Italia diversa e migliore dell'altra: l'intero organismo nazionale appare sempre insediato da una malattia persistente e diffusa, che non riusciamo a debellare alla radice, da un'incapacità generale di strutturare una convivenza d'alto livello culturale e civile». (p. 21). Questa datità è purtroppo presente in ogni individuo in quanto spesso prevale il senso del vittimismo e dell'addossare all'altro colpe e responsabilità. È chiaro che ognuno ha dato il suo contributo come in passato così nel presente sia positivamente che negativamente, dalle istituzioni, alla Chiesa, lo Stato, a noi comuni cittadini ed è per questo motivo che l'autore si sofferma sulla  necessità del senso di unità nazionale e soprattutto di ideali da conseguire per il bene della Nazione.


La globalizzazione osannata negli anni novanta ora sta lasciando tracce evidenti di divisioni maggiori dando vita oltre ai tanti squilibri economici, anche al cosiddetto “glocalismo”, secondo il quale ognuno cerca di difendere il proprio territorio, le proprie tradizioni locali forse giustamente, aizzando però in un certo senso maggiore competizione senza regole e in virtù del proprio interesse. Per questo afferma l'autore la cultura civica che prevarrà sarà quella dell'allontanamento da ogni politica statale di inclusione e di distribuzione solidale delle risorse. Sempre più diritti universali avranno di fatto e di diritto un godimento differenziato. (p. 36).


È evidente che Egidio Zacheo possiede uno spiccato senso di appartenenza all'Italia, come ad        un'unica e sola nazione alla quale tutti devono identificarsi e di protezione ai valori che molti italiani nobili esempi del passato ci hanno tramandato con la necessità di sentirci uniti da una territorialità coesa e non certo frammentata. Per tal motivo non legge di buon grado il “pensiero meridiano” come una soluzione dei problemi storici del Sud, ma esso - insiste -  deve essere il pensiero italiano che parla all'Italia e al mondo, che appartiene all'Italia e al mondo.


Sono davvero tanti gli spunti offerti da “L'identità divisa. L'Italia e il nostro debole spirito pubblico” che apre un'ampia panoramica di aspetti sui quali riflettere per poter tentare di dare il proprio contributo. Zacheo ha espresso egregiamente e chiaramente la storia, la realtà storico-politica che appartiene ad ogni cittadino, come membro attivo e operante nella “polis” e nella “res-publica”.
Tuttavia amareggia sapere come la Costituzione degli italiani stia diventando sempre più “di parte” - ribadisce l'autore - in quanto strumento di una classe politica, “capro espiatorio per dirottare altrove le proprie insufficienze”. (G. Zagrebelsky).   

Che fare? Senza dubbio sarà stimolante per il lettore apprendere le possibili soluzioni fornite da Egidio Zacheo e trovare conforto in questo spirito forte, integro, laico, animato dall'amore verso il patrimonio culturale italiano, europeo e del Mediterraneo nel quale ogni cittadino deve riconoscersi ed essere come diceva Camus solidale con gli uomini.


La solidarietà è la via maestra che conduce a vincere i limiti stessi dell'uomo, garantendo l'unità solida e non “liquida” come la definisce Bauman, della quale tutti noi abbiamo un impellente bisogno. Forse in tal modo adottando la solidarietà come cura al disagio esistenziale del Paese e dell'Europa si potrebbero evitare ulteriori stragi di Lampedusa.            

Tags:
"l'identità divisa. l'italia e il nostro debole spirito pubblicomanniegidio zacheo
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