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Culture

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

 

la grande bellezza ape

I principali protagonisti de “La grande bellezza”, il nuovo film di Paolo Sorrentino (l’unico italiano in gara quest’anno al Festival di Cannes, dov’è stato apprezzato soprattutto dalla critica internazionale) sono la città di Roma (nella sua poetica versione notturna) e Toni Servillo (come al solito straordinario) nei panni di Jep Gambardella, “re dei mondani”, un 65enne a suo modo solo e in perenne fuga, che dopo un unico romanzo di successo scritto quarant’anni prima, lascia da parte la letteratura (forse non per sempre…) per dedicarsi alle feste notturne, che da giornalista di costume racconta dall’interno, essendone uno dei principali animatori;  Jep Gambardella  è allo stesso tempo cantore ed emblema di una fauna ricca, sguaiata, pettegola, godereccia, spesso volgare e quasi mai davvero felice.

 

paolo sorrentino toni servillo ape

Nel nuovo film di Sorrentino non può quindi mancare l’elemento satirico, anche nei confronti del mondo degli intellettuali: oltre a Jep, autore come detto di un solo bestseller, c’è anche un “poeta” (compagno della direttrice della rivista per cui scrive il “pigro” e malinconico Gambardella), che per tutto il film non dice neanche una parola... A interpretarlo, un vero intellettuale, per una volta in versione attore: parliamo di Severino Cesari, tra i più apprezzati editor italiani (su cui torneremo dopo).

Ad animare le nottate in compagnia di Jep e del suo “branco”, nella non-trama de "La grande bellezza" troviamo pure un’altra scrittrice, nei panni della finta intellettuale “impegnata”, con un passato da amante del leader del principale partito di sinistra, già autrice per un talent show giovanilistico (“Perché ci si deve anche ‘sporcare le mani’ confrontandosi con la tv…”) e con alle spalle undici (dimenticabili) libri (ovviamente molto “impegnati”…). A chi si sarà ispirato Sorrentino per questa figura? A sua volta, anche il personaggio interpretato da Carlo Verdone, forse l’unico vero amico di Gambardella, ha pretese da scrittore e da autore-attore teatrale...

 

Paolo Repetti Severino Cesari  Einaudi Stile Libero

Sempre per restare al rapporto tra “La grande bellezza” e il mondo del libro nostrano, c’è un’ultima curiosità: tra la miriade di comparse di quest’opera grottesca  (che in alcuni punti finisce per smarrirsi), ci si imbatte (per pochi secondi) nello sguardo inconfondibile di uno dei protagonisti dell’editoria libraria italiana: Paolo Repetti (in versione rabbino), che con Severino Cesari guida la collana Stile Libero di Einaudi. Repetti ci racconta: “La produzione del film ha scattato delle foto durante la scorsa finale del premio Strega. Io e Severino (Cesari, ndr), conoscevamo già Paolo (Sorrentino, ndr), ma non ci ha scelti per questo. Avrà trovato i nostri volti ideali per queste due comparse, la mia davvero brevissima…”. Quanto al film, per Repetti “Sorrentino conferma il suo talento visionario. Del resto lui è un grande creatore di affreschi. Al di là della voluta assenza di una trama, il film racconta una Roma - anche quella "intellettuale" - ormai svuotata da ogni valore; e c’è poi quel sottofondo malinconico che ho apprezzato molto. Trovo ingiuste alcune critiche che ho letto e sentito, e non certo perché nel film ci sono anch’io per quei pochi istanti!”.

 

Tags:
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