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Culture
Paolo Valentino

 

di Alessandra Peluso

È un avventuroso viaggio “La lunghissima notte di Portospada”. È un storia fantastica la cui trama ammalia il lettore trasportandolo nel mondo di Portospada con Giglio, Vanessa e gli amici gatti.

Paolo Valentino conserva una maestria nel racconto davvero originale, utilizza un linguaggio fluente e coinvolgente e non puoi non sentirti parte di questo viaggio e partecipare alla ricerca di Mela, una dolce e tenera gattina bianca e nera. Tanti gli imprevisti da affrontare, i personaggi strani che popolano la vita di Portospada e le navi che ogni giorno solcano i mari.

Una notte misteriosa che porta all'improvviso un buio freddo e un tramonto in anticipo conducendo gli abitanti allo spavento, lasciava presagire qualcosa di  poco  chiaro. Il governatore della città non concede dichiarazioni, si preannuncia un lunghissimo inverno.

Si susseguono personaggi carismatici e luoghi fantastici descritti dall'abile penna di Paolo Valentino che immerge il lettore in mondi straordinari come quelli raccontati dalla Walt Disney, si pensi all'avvincente storia di Peter Pan.

La voce narrante è quella dell'illustre giornalista Biagio del Mare che dalla redazione del “Bollettino di Portospada” scriveva articoli e storie interessanti dell'Arcipelago dei Quattrogiorni come questa della “Lunghissima notte di Portospada”.

È un evento inquietante che rischia di far precipitare la popolazione nel buio assoluto, si scopre trattarsi di un'antica maledizione. Sarà intrigante per il lettore comprendere di cosa si tratti, per nulla semplice. I luoghi da raggiungere sono tanti e per aiutare nel viaggio gli abitanti della città di Portospada, l'autore fornisce il lettore anche una mappa: bellissima. È meraviglioso, sembra di leggere “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Vernes.    

È un racconto d'avventura che piace ai ragazzi e coinvolge anche gli adulti. Valentino è come Verne abilissimo nel districarsi in mondi fantastici, irreali, diverte e aggiunge anche l'ingrediente della poesia nel parlare dei paesaggi.

«Gli alberi erano ombre nere nel nero già fitto della notte e ogni rumore, anche il più insignificante, poteva essere una minaccia che si celava da qualche parte nel buio impenetrabile» (p. 283) e in questa atmosfera camminavano Giglio e Vanessa alla ricerca della gattina Mela tra pirati e stregonerie.

Emerge il bisogno del ricordo, di tutelare la storia, il passato e come il giornalista Biagio ribadisce non si deve dimenticare, “occorre tener viva la memoria”. Il passato può essere un ottimo insegnante per non ripetere gli stessi errori, per non avere rimpianti. Attraverso il passato si può vivere il presente con più consapevolezza e con un'audace volontà di impegnarsi a fare meglio.

La lunghissima notte di Portospada” di Paolo Valentino raggiunge finalmente la luce con l'impegno degli abitanti e dei gatti che popolano l'arcipelago: «La luce era finalmente tornata. Certo, aveva fatto capolino a mezzanotte, quando normalmente avrebbe dovuto essere buio, e quindi il corretto succedersi ci impiegò un po' a stabilizzarsi. E, dopo un inverno che quell'anno fu particolarmente lungo, la primavera tornò a manifestarsi in tutta la sua ricchezza di colori e profumi, uccellini che cantavano volteggiando nel cielo, piante che germogliavano...». (p. 375).

“Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte” (Kahil Gibran): è un presagio il romanzo narrato da Paolo Valentino dell'esistenza che per viverla occorre percorrere lunghe notti, bui tetri e poter così essere in grado di raggiungere l'alba, la luce e apprezzarne tutto il suo splendore.

 

 

 

Tags:
la lunghissima notte di portospadapaolo valentino
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