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Culture
Mostra: Francis Bacon, genio “maledetto”, a Montecarlo

di Simonetta M. Rodinò

Volti scarnificati, corpi deformati, tormentati e raccolti in un movimento di avvitamento, intrappolati in spazi angusti, viscere contorte…rappresentano l’angosciante universo di Francis Bacon, sempre in bilico come un funambolo fra la riuscita o il fallimento a ogni pennellata di ciascun lavoro.

Omossessuale, dalla complessa personalità, grande giocatore, giunge alla pittura tardi, 35enne,

avendo alle spalle un passato come designer. Dei dipinti risalenti a prima della metà degli anni Quaranta sono pervenuti rarissimi esempi: sia per la sporadicità della produzione artistica, sia perché distrusse le opere.

La grande retrospettiva “Bacon, Monaco e la cultura francese” al Grimaldi Forum di Montecarlo (Principato di Monaco) è un ampio omaggio al maestro anglo-irlandese, nato a Dublino nel 1909, per il quale la pittura fu un’ossessione della vita, un tormento dello spirito, una necessità di trasferire sulla tela i fantasmi di un’adolescenza disperata e di un’esistenza fragile.

Oltre sessanta le opere selezionate che provengono, tra gli altri, da Tate Britain, Arts Council Collection di Londra, Art Gallery di Sydney, Centre Pompidou di Parigi.

La rassegna si snoda lungo le tematiche affrontate nel corso degli anni: i ritratti di amici e amanti realizzati sulla propria memoria o sulle foto, le figure spesso isolate in una sorta di “gabbia”, a significare l’inferno privato, le teste prive del rilievo rassicurante del volto con la bocca spalancata, i papi con deformazioni inquietanti, le Crocefissioni, le cui immagini erano associate alle foto di mattatoi, i trittici, fino alla corrida: ultimo lavoro eseguito a Madrid prima di morire di polmonite nel 1992.

 

Insolito il taglio dell’ambiziosa rassegna, curata da Martin Harrison autore del catalogo ragionato di Bacon: viene messo in risalto il legame che il grande artista ebbe con la cultura francese, in occasione dei frequenti soggiorni, negli anni, a Montecarlo (causa un’asma che lo accompagnò fin da bambino). Sono presentate inoltre alcune opere di autori, francesi o comunque vissuti in Francia, che lo influenzarono e ispirarono. Primo fra tutti Picasso, considerato un mito, poi Degas, Manet, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Soutine, Giacometti…

 

L’unico riferimento alla storia dell’arte barocca è il “Ritratto di Innocenzo X” di Velázquez, da cui scaturisce una delle serie più importanti realizzate dalla fine degli anni 1940:  l’esasperazione figurale dei papi di Bacon è un grido disperato di paura, ribellione. La celebre sequenza della gradinata di Odessa con l’immagine della bambinaia, gli occhiali rotti e il volto irrigidito in un muto grido di terrore, nel film La Corazzata Potëmkin di Ejzenštejn - del quale è proiettato uno spezzone – fu l’ispirazione.

 

Oltre  al grande ritrattista spagnolo, Bacon rese omaggio anche a Van Gogh con diverse versioni, prime tra tutte quelle ispirate al quadro “Il pittore sulla strada di Tarascona”.

 

“Bacon, Monaco e la cultura francese”

Espace Ravel, Grimaldi Forum

10, avenue Princesse Grace – Montecarlo – Principato di Monaco

Durata: 2 luglio - 4 settembre 2016

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 - apertura serale tutti i giovedì fino alle 22.00

Ingressi: intero 10 € - ridotto 8 € - gratuito per i minori di 18 anni

Biglietteria: Tel. +377 99 99 3000 – ticket@grimaldiforum.mc e punti vendita FNAC.

www.grimaldiforum.com

 

 

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Tags:
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