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Culture

di Simonetta M. Rodinò

Il ritratto e l'autoritratto sono alla radice della nascita della pittura. Riprodurre il volto di una persona non significa solo trasferirlo sulla tela, ma implica anche saper trasmettere la personalità, la sua "anima".  Se poi un pittore ritrae se stesso aggiunge un elemento in più: dà immagine alla sua idea dell'arte. La rappresentazione della figura umana nel corso del Novecento è indagata dalla mostra "Il volto del '900. Da Matisse a Bacon", da domani a Palazzo Reale di Milano, attraverso 80 opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi. Una sorta di racconto sulla relazione con il volto che si snoda lungo le sale al primo piano senza un percorso cronologico, ma seguendo assonanze pittoriche e tematiche differenti: I misteri dell'anima, L'Autoritratto, Il volto alla prova del formalismo, I Volti in sogno. Il Surrealismo, L'impossibile permanenza dell'essere, Dopo la fotografia, La disintegrazione del soggetto.

La rassegna, curata da Jean-Michel Bouhours, conservatore del Centre Pompidou, e promossa e prodotta dal Comune di Milano e Skira editore, si basa su tre elementi che hanno influenzato profondamente il concetto di ritratto: l'emergenza della psicoanalisi, per cui all'apparenza si contrappone l'interiorità, il ruolo della fotografia, che per il suo stesso mezzo non può mentire e offre il vantaggio dell'oggettività e la distruzione dell'identità causata dai regimi totalitari. Nella prima sezione s'incontrano alcuni veri capolavori di inizio secolo: due nudi femminili di Henry Matisse, posti frontalmente, sembrano osservati dallo sguardo pensieroso di una figura vestita di rosso di Pierre Bonnard, mentre, dalla parete accanto, gli occhi pieni di malinconia di Dédie, realizzata da Amedeo Modigliani, ci trasmettono le angosce di chi li ha ritratti.
 

volto 4 BACON Autoritratto4 - Francis Bacon - Autoritratto, 1971 - Olio su tela; 35,5 x 30,5 cm (AM 1984-485) © Centre Pompidou, MNAM-CCI/ Philippe Migeat/ Dist. RMN-GPGuarda la gallery


Gli autoritratti sono esposti all'interno di un cubo: da quello inquietante di Francis Bacon a quello "consumato" di Zoran Music, da quello ironico di Maurice de Vlaminck a quello scomposto e futurista di Gino Severini…Si supera poi la forma con alcune sculture simbolo: al centro della stanza, il bronzo "La Musa addormentata" di Constantin Brancusi catalizza l'attenzione. Si giunge alla svolta del surrealismo in cui sogni e magie sono terreno più che mai fertile: i volti sono erotizzati e feticizzati. Dalì e Magritte riproducono il fenomeno del transfer nel lavoro del sogno analizzato da Freud, sostituendo un sesso a una bocca, il primo, o il viso intero a un corpo nudo, il secondo. Segue il caos, dove le figure sono destrutturate: Picasso docet. Si ritrova Bacon e, tra gli altri, la straordinaria miniaturizzazione della testa di Isaku Yanaihara, ritratta dia Alberto Giacometti. La rassegna si chiude con il superamento della pittura sulla fotografia, con il rifiuto del principio di obiettività a favore dell'affermazione di una cornice sociale. Ecco le prospettive abbassate o sommerse di Beckmann e Derain, o la grande abilità tecnica del "Ritratto di Erik Satie" di Suzanne Valadon. E ancora…


"Il volto del '900. Da Matisse a Bacon"
Palazzo Reale - piazza Duomo, 12 - Milano
25 settembre - 9 febbraio 2014
Orari: Lunedì 14.30-19.30 Martedì-domenica 9.30-19.30; Giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingressi: intero 11 euro - ridotto 9.50
Infoline: 02.92800375
Catalogo: Skira
www.ilvoltodel'900.it

Tags:
mostrebaconmatisse
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