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Culture
Parma, la mostra: dall’espressionismo tedesco alla nuova oggettività
Emil Nolde - Il cavallo giallo, 1914 - Kunst-und Museumsverein im Von der Heydt-Museum Wuppertal

di Simonetta M. Rodinò

 

L’arte, come necessità interiore, che trasmette l’essenzialità della vita, l’emotività, la spontaneità, l’ammirazione del potere delle forme semplici, il riconoscimento della forza delle cromie accese. La relazione diretta con la vita e la natura è al centro della visione del mondo espressionista.

La mostra “Dall’espressionismo alla nuova oggettività.  Avanguardie in Germania” propone una selezione di lavori, provenienti dal Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania), realizzati da artisti rappresentanti delle due correnti sviluppatesi su suolo tedesco nella prima metà del Novecento.

 

La piccola rassegna, allestita nel Palazzo del Governatore a Parma e curata da Lorand Hegyi, ospita una quarantina tra tele e grafica di autori appartenenti al Die Brücke (Il Ponte) di Dresda, come Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Otto Mueller, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluf, Max Pechstein, al Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro) di Monaco, tra cui Vassilj Kandinskij, Franz Marc, Alexei Jawlensky, August Macke e al Der Sturm, (la Tempesta) la rivista d’arte e galleria di Berlino, così Heinrich M. Davringhausen, Max Beckmann, Karl Grossberg.

 

Immediatezza e rifiuto delle forme tradizionali portano gli espressionisti  a rivalutare le culture africane ed esotiche e adottare elementi stilistici di quella che era conosciuta come arte “primitiva”.  La tecnica è vicina al fauvismo francese. La tela che apre la mostra “Natura morta con cavallo giallo” di Nolde  - del gruppo Die Brücke - ne è un classico esempio: i colori forti e innaturali del cavallo si stagliano su un fondale dal motivo esotico.

“Der Blaue Reiter”, non solo è uno dei capolavori del Kandinskij figurativo e il titolo omonimo della pubblicazione L’Almanacco, ma anche l’associazione da lui fondata con Macke a Monaco nel 1911, che formulava proposte e presentava gli artisti più impegnati in Germania a rinnovare le strutture ideologiche e il linguaggio delle arti plastiche.

Vassilj Kandinskij, nel cui sangue si erano confusi con quello russo, il sangue tedesco di una nonna materna e quello orientale di una bisnonna paterna - suo padre nacque nella regione siberiana ai confini con la Cina – scrisse, tra gli altri libri “Lo spirituale nell’arte”.   Nel testo, divenuto la Bibbia dell’espressionismo trascendente, l’artista propone un paragone fra le varie arti e rileva nella musica una spinta fondamentale nel tentativo di andare oltre la rappresentazione per approdare a una dimensione più intima e disincarnata.

Mentre l’estetica e la visione del mondo dei membri del gruppo di artisti "Der Blaue Reiter" sono dunque più spirituali, gli artisti del gruppo “Die Brücke” si trasformano dopo il loro trasferimento nel 1911 da Dresda a Berlino, nella realtà della metropoli moderna in rapida crescita; un ambiente intellettuale con connessioni internazionali. Emerge nelle opere il nuovo tema urbano: ponti, strade, e cittadini di ogni classe riempiono le tele di Heckel, Beckmann, Kirchner…la loro nuova realtà metropolitana contraddittoria e conflittuale rivela spesso disperazione. Cui si aggiungeranno disagi e angoscia, che si esprimono durante gli anni della guerra con la presenza di miseria e morte.  

La visione dei cambiamenti estetici negli anni del primo dopoguerra chiude la rassegna: gli artisti della cosiddetta “Nuova Oggetttività”, disillusi dalle distruzioni della guerra e sconvolti dal potere industriale delle armi, creano opere dalla realtà congelata. Ritratti freddi e impersonali, paesaggi senza movimento, senza partecipazione emozionale.

Nell’ultima stanza sono proiettati frammenti, ciascuno di un quarto d’ora, di quattro importanti film espressionisti degli anni Venti: “Il gabinetto del dottor Caligari” di Wiene, “Nosferatu il vampiro” di Murnau, “Il mostro di Düsseldorf” e “Metropolis” di Lang.

“Dall’espressionismo alla nuova oggettività.  Avanguardie in Germania”

Palazzo del Governatore -  Piazza Garibaldi  - Parma

10 novembre  - 24 febbraio 2019

Orari: martedì e mercoledì 15-19. Da giovedì a domenica e festivi 10-19.  Lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietti:  intero 10 euro, ridotto 6 euro, ridotto scuole 4 euro

Infoline: 0521 218889

Catalogo: Gruppo Spaggiari Parma

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