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Culture
"Riportiamo la musica a scuola", intervista al direttore d'orchestra Bernardi

Poliedrico, vulcanico, estremamente creativo, uomo idealista ma concreto. Raffinato direttore d'orchestra, apprezzato violoncellista, musicoterapeuta e insegnante al Liceo musicale "Carlo Tenca" di Milano, Aldo Bernardi, 48enne milanese doc, ha da poco ideato il Cerimus (Comitato nazionale per la riproposizione dell'educazione musicale di base in ogni ordine e grado di scuola). L'idea è nata all'interno della prestigiosa sede dell'Ami (Associazione Mozart Italia) di Milano, che Bernardi presiede, filiazione del Mozarteum di Salisburgo. Negli ambienti culturali, musicali e politici italiani si sta parlando molto in questi giorni del progetto "riforma Bernardi".

Come è nato il Cerimus?
"Da anni avevo in mente di crearlo coinvolgendo non solo musicisti, ma in particolare le personalità più sensibili al problema. Dal 21 marzo 2013, data ufficiale della fondazione del Cerimus, ad oggi oltre mille intellettuali ed artisti a Milano hanno aderito, quasi cinquemila in Italia. Lo scopo? Arrivare a costruire una coscienza civica nazionale in modo da far approvare in parlamento una legge, che reintroduca l'educazione musicale di base nella scuola di ogni ordine e grado".

Con l'attuale crisi economica, del lavoro e della politica, quale bisogno ed urgenza c'erano di dar vita a questo Comitato?
"Il secondo comma dell'articolo 4 della Costituzione italiana dice:"Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". Ecco, proprio il progresso spirituale della società trovo sia quasi totalmente dimenticato dai nostri politici. Oggi nella mentalità corrente la musica in Italia è assolutamente divisa dalla cultura umanistica, così come la cultura letteraria lo è da quella scientifica. Naturalmente questo è un errore storico e di metodo. La poesia, la matematica e la musica sono indispensabili al nutrimento spirituale del cittadino tanto quanto lo sono il pane e l'acqua che gli garantiscono la vita materiale".

Come mai ha dato vita al Cerimus all'interno dell'Associazione Mozart  Italia di Milano, in pratica la sede milanese della prestigiosa ed autorevole fondazione  del Mozarteum di Salisburgo? E che cosa c'entra Mozart con la mancanza di educazione musicale nel nostro Paese?
"Per due importanti ragioni: una ideale e l'altra più formale e gestionale. La prima è che per tutto quello che ha rappresentato nella sua epoca e per quello che rappresenta ora e in futuro il genio del "divin salisburghese", mi auguro che Mozart, il più prolifico tra i grandi compositori, sia di buon auspicio per il raggiungimento dello scopo del Comitato, vale a dire  che, nonostante le enormi difficoltà di ogni genere, si arrivi davvero a costruire una coscienza civica nazionale che riesca a portare in parlamento un disegno di legge prima e la sua conseguente approvazione poi: norme certe che  introducano  lo studio dell'Educazione musicale di base nella scuola di ogni ordine e grado. Oggi, per esempio, basterebbe rinunciare agli acquisti per l'ammodernamento degli armamenti militari. Così si coprirebbe per più di un decennio il costo del progetto educativo auspicato. Il secondo è di carattere pratico gestionale. Infatti il consiglio direttivo dell'Ami di Milano amministra anche il Cerimus in quanto lo statuto lo prevede".

In questa fase iniziale quali consensi è riuscito a registrare? Quali le principali resistenze?
"In questa fase d'esordio i consensi sono stati pressoché unanimi. Ai molti che me lo hanno domandato spesso ho risposto che il consenso al progetto è finora più che bipartisan. Da parte di alcuni la resistenza è stata un vizio tipicamente italiano, quello di credere che il Comitato, e la mia persona in particolare, sia strumentalizzato o strumentalizzabile da qualche forza politica e partitica. Nulla di tutto ciò!  E' mai possibile che in Italia il clima sia così viziato e corrotto da far sì che nella mente delle persone che si occupano di politica, di amministrazione e di informazione non passi neppure per l'anticamera del cervello che delle persone fanno tutto questo semplicemente per migliorare la società in cui viviamo e soprattutto per dare una chance di miglioramento alla società futura, quella dei figli dei nostri figli?"

Come è stata accolta finora l'iniziativa dai politici italiani?
"Il progresso di un Paese si misura dal benessere materiale e pure spirituale della gente. Le due cose sono inscindibili. Percià sono convinto che non possa esserci un vero progresso materiale senza quello spirituale e viceversa. Il progresso spirituale non è un'entità astratta, bensì un ingrediente concreto al pari della farina per fare il pane. Come si costruisce prima e nutre poi lo spirito? Semplice. Prima di tutto attraverso la conoscenza e quindi l'istruzione ovvero attraverso la scuola. Nel corso di questo anno di vita del Comitato, ho avuto modo di esprimere in molte occasioni pubbliche attraverso i media il mio disappunto sulle politiche verso la scuola. E' uno scandalo! Da almeno 35 anni la politica è ferma e non solo nei confronti dell'educazione musicale, ma paradossalmente anche dal punto di vista pedagogico-disciplinare. L'attuale presidente del consiglio Renzi, che è genericamente apprezzato per la giovane età e il presunto spirito moderno, non è dissimile dai predecessori. Nei suoi proclami la scuola non è contemplata neppure rispetto alla ricerca scientifica, che nel sentire comune ha prevalenza, figuriamoci per la cultura in senso lato e in particolare per l'educazione musicale. Non basta far passare come intervento salva scuola la necessità di opere di manutenzione degli edifici scolastici. Le ristrutturazioni edili e la messa in sicurezza di quelli contaminati da amianto, peraltro già segnalati, in ogni caso non hanno relazione alcuna con i contenuti educativi, morali e culturali. E' come abbellire la facciata di un palazzo vuoto o che si sta svuotando per sempre!"
                                                                       
Franco Manzoni

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