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Culture
Tutti pazzi per la tv per i ragazzi

Di Igor Righetti*

La tv per i ragazzi è nata sulla Rai con intenti pedagogici con il motto “educare divertendo” e ha lanciato conduttori televisivi oggi noti al grande pubblico come Fabrizio Frizzi (Il barattolo e Tandem), Carlo Conti (Big!) e su Mediaset Paolo Bonolis (Bim bum bam). Questi programmi venivano inseriti all’interno di un segmento di programmazione del pomeriggio dedicato all’infanzia e all’adolescenza. Oggi, invece, in Italia sono ben 22 le emittenti dedicate ai più piccoli: il 4% delle reti digitali gratuite e l’11% di quelle a pagamento. Tra queste spiccano Rai YoYo e Rai Gulp,  i canali De Agostini DeAJunior (Sky 623) e DeAKids (Sky 601 e 602) e Super! (canale 47  del digitale terrestre e 625 su Sky, a un anno dal lancio è il primo sito tra i broadcaster con 8 milioni di pagine viste al mese escludendo Disney online che rappresenta tutto il mondo Disney e oltre 650 mila download della App di canale), Cartoonito, Disney Junior, Boing, K2, Frisbee, Cartoon Network, Boomerang e Disney Channel. La tv per i ragazzi muove quasi 100 milioni di pubblicità all’anno (senza contare gli introiti provenienti dal merchandising) ed è seguita sempre di più anche dai genitori, dai nonni e dai fratelli maggiori dei giovanissimi telespettatori. In compenso la tv per i ragazzi è quasi sparita dalle reti generaliste. Con una così vasta offerta non è quindi semplice catturare l’attenzione degli esigenti telespettatori in erba che a quanto pare resistono al fascino di smartphone e computer più dei loro genitori e dei fratelli più grandi. I canali differenziano i loro palinsesti in base all’età del pubblico al quale si rivolgono. E non trasmettono soltanto cartoni animati ma anche sitcom “cantate” come Violetta, game show, programmi del genere “factual” che parlano della vita quotidiana in cui si osserva la realtà senza artifici  e trasmissioni con storie di ragazzi come quello molto amato di Monica Setta in onda Rai Gulp. Purtroppo, però, soltanto una esigua percentuale dei programmi viene realizzata in Italia (si parla di appena il 5%). Tutti gli altri contenuti vengono in prevalenza acquistati all’estero e poi doppiati. Tra le emittenti che realizzano buona parte delle produzioni “in casa” ci sono Rai Ragazzi diretta da Massimo Liofredi e i canali tv di De Agostini editore diretti da Massimo Bruno che grazie alle trasmissioni originali realizzate in Italia hanno fidelizzato il pubblico e creato una fanbase molto ampia. Trasmissioni con approccio multipiattaforma che coinvolgono cioè più mezzi di comunicazione come il web. Ma le produzioni acquistate all’estero rispecchiano il modo di vedere e di pensare dei nostri giovanissimi?

“Le trasmissioni made in Italy - spiega l’alacre e vulcanico Massimo Bruno -  permettono di inserire le peculiarità del Paese e premiano soprattutto a livello di identificazione. Ma i programmi realizzati internamente costano anche 10/15 volte in più di quelli acquistati all’estero”.

E aggiunge: “Per quanto riguarda Super!, nonostante la natura di canale più giovane del comparto kids del digitale terrestre in Italia, ha da subito intercettato ascolti importanti segnando la miglior crescita nell'ultima chiusura d'anno rispetto a tutti i canali concorrenti , +30% anno su anno. La rete raggiunge stabilmente posizioni di leadership piazzandosi come secondo canale, prescolari esclusi, nel ranking delle emittenti sul target commerciale 4-14 anni con il 6% di share e primo canale sul target 8-14 anni con share del 7,5%. Inoltre, abbiamo raccolto grandi successi dalle produzioni originali Camilla Store e Steven Street of Magic che raggiungono il 9% di share sul core target 8-11 anni e per le live action che registrano picchi di 600 mila telespettatori. Ascolti eccellenti anche per l’animation con show che intercettano ascolti di gran lunga superiori alla media canale”.

Rai Ragazzi e i canali tv di De Agostini editore non chiuderanno per ferie. “Quando termina la scuola - rivela Massimo Bruno - sulle reti per ragazzi si impennano gli ascolti. I bambini e i giovanissimi sono molto esigenti, più del pubblico adulto, in quanto navigano spesso anche su Internet e hanno una vastissima offerta di canali a loro dedicati. Andare in onda in estate non è conveniente dal punto di vista pubblicitario ma lo è in termini di ascolti e di fidelizzazione dei telespettatori. Si evita cioè che i ragazzi possano affezionarsi a un altro canale”. Tra i programmi del palinsesto estivo dei canali De Agostini spiccano due nuove produzioni che partiranno a luglio su DeAJunior:  A tutto Tino e Adri & Lalla Cosa cos'è con tata Adriana Cantisani. Su DeAKids continua XMakers con Giovanni Muciaccia, il primo show che avvicina i ragazzi al mondo della digital fabrication e delle stampanti 3d mentre su Super! sta per cominciare una nuova serie che arriva dagli Stati Uniti: You Gotta see this.

Massimo Liofredi è il Re Mida della Rai: ha portato Rai YoYo, che ha appena vinto uno degli Eutelsat Tv awards per la sua produzione originale, a essere il primo tra i 300 canali tematici italiani, il quarto canale dell’azienda, l’ottava rete nazionale, il primo canale sul target 25-54 anni e il primo sul target 4-7 anni; su RaiUno come capostruttura ha gestito ben 50 trasmissioni ed è stato l’ideatore dello “spacchettamento” di Domenica In che ha portato grandi ascolti. Riuscì anche a portare Lo zecchino d’oro dal 16% al 32% grazie a un progetto di grande interesse. Insomma, parliamo di un manager che, in una Rai in cui i canali generalisti sono in forte crisi di ascolti, meriterebbe la direzione unificata di tutte le reti. Una Rai in forte sofferenza ben rappresentata dal “Cavallo morente” in bronzo dello scultore Francesco Messina e diventato il simbolo della sede principale della Rai in viale Mazzini a Roma. Un cavallo ferito in lotta con altri cavalli (in questo caso con altre reti televisive). Il Re Mida degli ascolti che raggiunge sempre con il suo grande lavoro, la sua esperienza e l’attenzione che pone verso la qualità dei contenuti e dei nuovi linguaggi. Per Rai YoYo e Rai Gulp, per esempio, non dimentica di trasmettere valori e aiutare a crescere i piccoli spettatori.

Liofredi, sotto la sua direzione Rai Ragazzi, la divisione che ingloba Rai YoYo e Rai Gulp, ha fatto evolvere la storia della Tivù dei ragazzi. Che bilancio fa di questi primi quattro anni?
Molto positivo. Abbiamo lavorato tanto sui brand, sugli acquisti di alto livello e sulle produzioni realizzate internamente. In alcune fasce orarie le due reti raggiungono anche il 6%. Nell’ultimo triennio Rai Gulp è salita del 120% e Rai YoYo del 70%. È stato molto importante trasferire la mia esperienza maturata sulla tv generalista sposandola con la continua innovazione e il concetto di crossmedialità fondamentali per la tv per i ragazzi.

I programmi da lei curati hanno sempre riscosso ampi consensi di pubblico. Qual è la sua ricetta?
Bisogna avere una grande sensibilità nel capire il periodo storico e le esigenze del pubblico contemporaneo. Il segreto è forse quello di saper trasformare un progetto scritto in uno televisivo.

Molti conduttori delle reti generaliste celebri affermano che i recenti flop dei loro programmi sono causati dai budget ridotti. Ma lei ha sempre dimostrato che le idee valgono più di ogni investimento. Non a caso tanti programmi di successo di Rai Gulp sono ideati da lei nella sua veste di autore e autoprodotti. Quale tv per i ragazzi e i bambini di oggi?
La contemporaneità è fondamentale. I giovani hanno bisogno di sapere ciò che ruota attorno a loro. Offriamo programmi senza distaccarci da quei valori e contenuti necessari per la crescita dei bambini e degli adolescenti.

A Rai Ragazzi lei ha dimostrato di avere intuito pure sui cartoni animati lanciando Peppa Pig, fino al suo arrivo trascurato,  Il piccolo regno di Ben e Holly, Masha e Orso e Le nuove avventure di Peter Pan. Da bambino amava i cartoni animati? E prima di diventare direttore di Rai Ragazzi le capitava di guardarli ogni tanto?
Sono cresciuto con Walt Disney nel cuore e con il rammarico di far parte di quella generazione che si doveva accontentare il giovedì di programmi come Braccobaldo show e in modo sporadico qualcosa di Disney. Aver avuto due figli ha alimentato la mia cultura dei cartoni animati di oggi.

Il meccanismo dell’Auditel quanto influenza la scelta dei programmi per i ragazzi?
Una tv tematica generalista dedicata ai bambini e agli adolescenti potrebbe vivere tranquillamente senza Auditel ma in un mondo televisivo globalizzato non se ne può fare a meno. È una necessità di mercato.

Il pubblico dei ragazzi è il più difficile da intercettare in quanto al tradizionale schermo televisivo abbina,  e ormai sempre più spesso sostituisce, quello del computer e del telefonino. Vi ha aiutato lavorare sui loro linguaggi e sulla crossmedialità, l’utilizzo cioè, di più mezzi di comunicazione?
In particolare il successo di Rai Gulp scaturisce proprio dal concetto di crossmedialità. Non è un caso che i nostri social siano i più seguiti tra i canali Rai. Basti pensare che la pagina social di Gulp su Facebook ha 300 mila fans e YoYo quasi 100 mila essendo dedicate entrambe anche alle famiglie dei nostri giovani telespettatori.

Ha ottenuto grandi successi anche a Rai Ragazzi, ma tornerebbe alla tv generalista?
La Rai è un’azienda straordinaria che ti permette di fare varie e importanti esperienze durante il percorso professionale. Se mi verranno proposte sono sempre a disposizione per affrontare nuove sfide.

Qual è la missione di una tv tematica?
Riuscire a interessare il proprio target e a fidelizzare maggiormente il pubblico che ti segue. In questo caso il servizio pubblico deve saper parlare a tutti, sperimentare nuovi contenuti e nuovi linguaggi.

In estate i grandi network televisivi generalisti propongono quasi tutte repliche di programmi e fiction andati in onda durante l’inverno mentre  la tv per i giovanissimi presenta sempre nuove trasmissioni. Che cosa proporrà Rai Ragazzi?
Siamo aperti per ferie,  la nostra programmazione non chiude mai. Le produzioni, anche se registrate, continueranno nel periodo estivo.

Quale formula editoriale, quale modello imprenditoriale per una tv proiettata verso il futuro?
Oggi ci confrontiamo innanzitutto con il budget. In piena crisi economica bisogna saper produrre a basso costo valorizzando le idee e la creatività anche se qualsiasi progetto culturale ha bisogno di investimenti importanti. La cultura nel senso più ampio del termine va spettacolarizzata.

*Giornalista professionista, docente Linguaggi radiotv e Format crossmediali, autore e conduttore del ComuniCattivo
 

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