
Una nuova tecnologia sta lentamente diffondendosi negli studi odontoiatrici italiani: è l’impronta ottica digitale, che ha una precisione ottimale, migliora i risultati clinici e riduce la necessità di apportare ritocchi alla protesi. Toglie sia le imperfezioni sia le bolle delle impronte tradizionali, ed elimina la necessità di ripetere la presa delle impronte. La visualizzazione su schermo consente al dentista di operare ritocchi durante la scansione e di ottenere un’impronta perfetta da subito. Tra gli altri benefici vi sono tempi di produzione più celeri e il contenimento dei costi dei materiali e della spedizione.
I vantaggi per i pazienti
Il Prof. Danilo Alessio Di Stefano, titolare dell’insegnamento di chirurgia odontostomatologica presso l’Università di Milano–Ateneo Vita e Salute Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, è uno dei più accreditati esperti italiani in ambito chirurgico e implanto-protesico. È anche responsabile e coordinatore della ricerca scientifica di Idi Evolution, una delle prime aziende italiane a occuparsi di queste tematiche. Di questa tecnica ci parla in termini di grande apprezzamento: «Grazie al digitale, il paziente gode di una presa delle impronte rapida e comoda. Scompaiono poi i fastidi che sino a ieri si lamentavano per la presenza di materiali ingombranti nel cavo orale, per i lunghi tempi di permanenza in bocca fino all’indurimento dei materiali e per i disturbi connessi al riflesso del vomito. La precisione superiore delle impronte digitali garantisce inoltre un migliore adattamento della protesi riducendo al minimo i ritocchi e la levigazione nonché la durata del trattamento».
Tra gli altri vantaggi, il Prof. Di Stefano annovera la riduzione del numero di appuntamenti altrimenti necessari per dover ripetere la presa dell’impronta in caso di imprecisioni, la miglior precisione e adattamento del manufatto in particolare nelle travate estese (per “travata” si intende la parte della struttura protesica destinata a sostenere gli elementi dentali mancanti), e il maggior coinvolgimento del paziente, che, al contrario di quanto avveniva prima, può seguire di persona, sullo schermo, il procedere dell’impronta. «Per non parlare dei tempi necessari alla presa dell’impronta in se stessa», aggiunge, «che in alcuni casi arrivano a soli 25 secondi per mezza arcata. È c’è anche il fatto che la protesi, obiettivo finale di tutto il lavoro, è creata meccanicamente, su materiali monolitici di ultima generazione, attraverso processi di fresatura altamente performanti o procedure al laser, gli uni e le altre privi dei rischi tipici dei vecchi processi di fusione dei metalli».
I vantaggi per i dentisti
L’impronta ottica presenta numerosi vantaggi anche per gli odontoiatri: la presa delle impronte più veloce rispetto al metodo tradizionale consente una precisione media e risultati clinici di gran lunga migliori; si riduce inoltre la possibilità di errori dovuti ai passaggi di lavorazione da parte dell’odontotecnico. Nulli i margini di errore connessi alla presa dell’impronta e ai materiali da utilizzare. Infine si contengono al massimo i costi dei materiali e della spedizione – tutto viaggia on line, le impronte possono viaggiare da un capo all’altro del pianeta in tempo reale, così oltretutto favorendo scambi e joint venture tra studi odontoiatrici di eccellenza a prescindere dalla geolocalizzazione. Il Prof. Di Stefano è disponibile a interviste di approfondimento. Si tratta di un tema di importante rilevanza sociale. Per ogni necessità i Signori giornalisti sono pregati di contattare l’ufficio stampa ai recapiti sotto indicati.
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