Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » AI, Pechino blocca Meta nell’acquisizione della startup MANUS: in fumo un’operazione da oltre 2 miliardi di euro

AI, Pechino blocca Meta nell’acquisizione della startup MANUS: in fumo un’operazione da oltre 2 miliardi di euro

Pesano tensioni globali, sicurezza tecnologica e il rifiuto di cedere risorse strategiche agli USA.

AI, Pechino blocca Meta nell’acquisizione della startup MANUS: in fumo un’operazione da oltre 2 miliardi di euro

Usa-Cina, nuovo scontro sull’intelligenza artificiale: Pechino blocca Meta nell’acquisizione della startup MANUS, ecco perché

La Cina alza un nuovo muro sul fronte tecnologico, bloccando l’acquisizione della startup di intelligenza artificiale MANUS da parte di Meta e segnando un ulteriore capitolo nella competizione globale per il controllo delle tecnologie avanzate. A comunicarlo è stata la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma di Pechino, che in una nota ha annunciato il divieto agli investimenti stranieri nell’operazione e ha richiesto alle parti coinvolte di ritirare l’accordo. Ha aggiunto, inoltre, che il tutto è stato fatto “in conformità con le leggi e i regolamenti”. A dicembre Meta aveva affermato che l’accordo – i cui dettagli finanziari non sono stati resi noti – avrebbe “portato un agente leader a miliardi di persone e aperto nuove opportunità per le aziende in tutti i nostri prodotti”.

La decisione arriva dopo settimane di indiscrezioni e tensioni, culminate con il blocco alla mobilità internazionale di due co-fondatori della società. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’amministratore delegato Xiao Hong e il responsabile scientifico Ji Yichao – solitamente residenti a Singapore – sarebbero stati convocati a Pechino e sottoposti a restrizioni sui viaggi durante la revisione normativa dell’accordo.

L’operazione, annunciata lo scorso dicembre, prevedeva l’integrazione di MANUS – sviluppata dalla startup Butterfly Effect – nell’ecosistema di Meta, con l’obiettivo di rafforzare le capacità dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale. Secondo Bloomberg Intelligence, il valore dell’acquisizione avrebbe potuto superare i 2 miliardi di dollari. MANUS, infatti, è un agente di intelligenza artificiale in grado di svolgere attività complesse come l’analisi e la sintesi di curriculum o la creazione automatizzata di siti web per l’analisi finanziaria: un tipo di tecnologia che rientra sempre più tra gli asset strategici su cui gli Stati cercano di mantenere un controllo diretto.

Già gli analisti, infatti, avevano avvertito che l’accordo avrebbe potuto incontrare ostacoli da parte delle autorità di regolamentazione, per via del contesto di crescente rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina, in cui l’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali terreni di scontro. Pechino, negli ultimi anni, ha intensificato le misure per limitare l’accesso straniero a tecnologie considerate sensibili, puntando a rafforzare l’autosufficienza nazionale e a evitare trasferimenti di know-how verso l’estero. Per Meta, l’operazione avrebbe rappresentato un tassello importante nella competizione globale sull’AI, soprattutto nel segmento degli agenti intelligenti. Il veto cinese, tuttavia, dimostra come le logiche di mercato siano ormai sempre più subordinate a quelle geopolitiche.

LEGGI LE NEWS DI ECONOMIA