Piazza Affari riduce le perdite di giornata ma resta in territorio negativo, in linea con il resto d’Europa. L’indice Ftse Mib chiude a -0,29% a quota 44.024 punti. Le borse avviano la settimana in calo mentre il petrolio sale tra i timori degli investitori per uno shock dell’offerta. Il WTI ha registrato uno spike fino a 115 dollari per poi ridiscendere intorno ai 99, in un contesto di volatilità molto elevata. Un greggio in forte rialzo aumenta i costi energetici e le pressioni inflazionistiche, fattori che tendono a pesare sui mercati azionari.
A guidare i rialzi sono i titoli della difesa, con Leonardo che corre a +6,38%, e quelli legati all’energia, con Saipem che sale a +4,78% e Eni +2,29%. In luce Nexi +4,06%. In calo il lusso con Brunello Cucinelli -3,81%, Moncler -1,31%. Giù anche l’industria con Stellantis -3,32%. Pesa il comparto del credito con Unicredit -1,56%, Mps -1,66%, Mediobanca -2,13%, Bpm -0,87%, Intesa sulla parità. Generali -0,69%. Nelle telecomunicazioni giù Tim -0,72%. Vendite su Prysmian -2,1% nonostante gli analisti di Intesa Sanpaolo abbiano alzato il target price.
Sul fronte valutario, l’euro chiude in calo sotto quota 1,16 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,1586 dollari (-0,27%) e 183,17 (-0,08%) yen. Dollaro/yen a 158,07 (+0,17%). Il biglietto verde sale poiché l’impennata dei prezzi del petrolio ha spinto gli investitori a cercare liquidità, preoccupati che una guerra prolungata in Medio Oriente possa interrompere gravemente le forniture energetiche e danneggiare la crescita globale.
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi chiude a 76 punti, in calo rispetto agli 85 dell’avvio. Il rendimento è al 3,62%.

