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Borsa, Milano rivede la luce. Avvio tonico per Piazza Affari, sprint dei titoli bancari. Sorpresa spread, ecco i numeri

Rimbalzo dei mercati dopo giorni di performance negative. Piazza Affari parte forte

Borsa, Milano rivede la luce. Avvio tonico per Piazza Affari, sprint dei titoli bancari. Sorpresa spread, ecco i numeri

Borsa, Piazza Affari corre all’avvio

Piazza Affari corre in avvio, in linea con le principali piazze europee, che rimbalzano grazie all’inversione di marcia dei prezzi del petrolio e dopo le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui la guerra in Medio Oriente potrebbe finire “presto“. L’indice Ftse Mib nei primi scambi avanza del 2,38% a 45.072,41 punti.

In grande spolvero i bancari, con Unicredit (+4,67%), Bper Banca (+4,13%), Banca Mps (+4,13%) e Mediobanca (+4,09%). Sale anche Prysmian (+3,95%). Giù gli energetici con il calo dei prezzi del petrolio: Eni (-1,71%) e Tenaris (-0,09%). Deboli anche i titoli della difesa con Leonardo (-0,32%). Giù Lottomatica (-0,24%).

Nel mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi apre in calo a 68 punti contro i 76 punti della chiusura di ieri. Il rendimento cala al 3,50%.

Nel valutario, l’euro parte stabile sopra quota 1,16 dollari, con l’indice del biglietto verde che è rimasto sotto quota 99 dopo il brusco calo intraday di ieri, poiché le speranze di una rapida fine della guerra in Iran hanno ridotto la domanda della valuta come bene rifugio. La moneta unica è stabile a 1,1635 dollari e 183,29 yen (-0,09%). In lieve calo il cambio dollaro/yen a 157,55 (-0,23%). 

Trump ha affermato che l’operazione militare statunitense in Iran si sta avvicinando alla conclusione e sta procedendo ben oltre la stima iniziale di quattro-cinque settimane. Ha inoltre indicato l’intenzione di revocare le sanzioni legate al petrolio e di far sì che la Marina statunitense scorti le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz per contribuire a tenere sotto controllo i prezzi del greggio.

Il dollaro si era precedentemente rafforzato grazie agli acquisti di beni rifugio, poiché il conflitto in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi del petrolio hanno sollevato timori di una prolungata crisi economica e di una ripresa dell’inflazione. C’è attesa per il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo di febbraio di domani e l’indice dei prezzi Pce di gennaio di venerdì per avere ulteriori indizi sull’andamento dell’inflazione, sebbene non si preveda che nessuno dei due dati rifletta appieno l’impatto della guerra in corso.