Piazza Affari migliora dopo una mattinata debole e si porta in lieve rialzo. Il Ftse Mib sale dello 0,11%, sostenuto dai petroliferi e da Stm, mentre il mercato resta diviso tra entusiasmo per l’intelligenza artificiale, tensioni in Medio Oriente e petrolio in salita.
Saipem, Tenaris ed Eni corrono con il petrolio. Stm spinta dai tecnologici
La Borsa di Milano migliora dopo una mattinata debole e si porta in lieve rialzo a metà seduta, in linea con il resto delle principali piazze europee. Il Ftse Mib segna +0,11% a quota 50.092 punti.
A sostenere Piazza Affari sono soprattutto i petroliferi. Il mercato guarda al rialzo del greggio, spinto dalla mancanza di progressi nei colloqui di pace e dalla ripresa degli scontri tra Israele e Hezbollah in Libano, che hanno raffreddato l’ottimismo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Sul listino milanese corre Saipem, in rialzo del 2,65%. Bene anche Tenaris, che guadagna l’1,72%, ed Eni, in progresso dell’1,35%. In positivo anche Prysmian, che sale dell’1,52% dopo la promozione di BofA: il giudizio resta buy e il target price viene alzato a 175 euro dai precedenti 148.
Tra i tecnologici resta in evidenza Stm, che avanza del 2,22% sulla scia della domanda per il comparto tech e del clima positivo legato al boom dell’intelligenza artificiale.
La maglia nera va invece ad Avio, in calo del 4,34% dopo il downgrade di Equita da buy a hold. Il titolo tira il fiato dopo il rally delle ultime sedute.
Nel comparto finanziario il clima resta contrastato, mentre la stampa riporta nuove ipotesi di consolidamento nel settore. Banca Monte dei Paschi di Siena cede lo 0,44% ed è indicata come possibile obiettivo di acquisizione per Banco Bpm, in calo dello 0,67%, UniCredit, positiva dello 0,34%, e Intesa Sanpaolo, giù dello 0,59%. Generali perde lo 0,65%.
Debole anche l’automotive: Stellantis lascia sul terreno lo 0,68%, Ferrari lo 0,85%. Piazza Affari resta quindi senza una direzione netta, ma energia e chip bastano per tenere il listino sopra la parità.


