Il centenario di Marilyn Monroe tra cinema, esposizioni internazionali, programmi TV e nuove iniziative culturali tra Stati Uniti ed Europa
Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Marilyn Monroe, una delle figure più influenti e riconoscibili dello spettacolo mondiale. Il suo nome, a distanza di decenni, continua a evocare non solo il glamour di Hollywood, ma anche la complessità di una vita segnata da fragilità, ambizione e ricerca di identità.
Nata a Los Angeles nel 1926 con il nome di Norma Jeane Mortenson, Marilyn visse un’infanzia difficile. La madre, Gladys Pearl Monroe, soffriva di disturbi psichici e non fu in grado di occuparsi stabilmente della figlia, che trascorse così gran parte della sua giovinezza tra famiglie affidatarie e istituti. Questa instabilità precoce contribuì a costruire una personalità fragile ma estremamente determinata, capace però di inseguire con forza il proprio sogno di affermazione. Il primo contatto con il mondo dello spettacolo avvenne attraverso la moda, dove venne notata per il suo volto fotogenico. Il vero punto di svolta arrivò quando l’attore Ben Lyon intuì il suo potenziale e la introdusse nell’industria cinematografica. Da quel momento iniziò una rapida ascesa che la portò, nel giro di pochi anni, a diventare una delle attrici più celebri e fotografate di Hollywood.
Il successo, tuttavia, fu accompagnato da una costante tensione tra immagine pubblica e identità personale. Marilyn Monroe cercò per tutta la carriera di andare oltre il ruolo di sex symbol che l’industria le aveva attribuito, aspirando a riconoscimenti artistici più complessi e a una maggiore profondità interpretativa. Un percorso non semplice, spesso segnato da pressioni mediatiche e difficoltà personali. La sua vita si interruppe tragicamente nel 1962, a soli 36 anni, nella sua casa di Los Angeles. La causa ufficiale fu un’overdose di barbiturici, classificata come “probabile suicidio”, ma nel tempo si sono moltiplicate ipotesi alternative e teorie del complotto che hanno contribuito ad alimentare ulteriormente il mito e il mistero attorno alla sua figura.
Le celebrazioni del centenario
A cento anni dalla nascita, il mito di Marilyn Monroe continua a essere ricordato su scala globale. Negli Stati Uniti, il cuore delle iniziative è Hollywood. La grande retrospettiva ospitata all’Academy Museum of Motion Pictures rappresenta uno dei tributi più importanti mai realizzati. L’esposizione raccoglie centinaia di oggetti personali, fotografie, costumi, lettere e documenti originali che permettono di ricostruire la doppia dimensione della diva: quella pubblica e quella privata. Tra i materiali esposti compaiono copioni annotati a mano, libri della sua biblioteca personale e oggetti quotidiani che restituiscono l’immagine di una donna colta, ambiziosa e profondamente consapevole del proprio ruolo nell’industria cinematografica. Un ritratto che prova a superare la semplificazione dell’icona glamour per restituirne la complessità umana.
Documentari e media
Programmazioni anche nel mondo televisivo e dell’audiovisivo. Tra i progetti più rilevanti figura il documentario in tre episodi “Marylin – C’era una volta Hollywood”, trasmesso su Sky Documentaries e disponibile anche in streaming su NOW. Il lavoro ripercorre la parabola umana e professionale dell’attrice attraverso anni di ricerca, materiali d’archivio e testimonianze inedite, con l’obiettivo di andare oltre il mito e raccontare la persona dietro la leggenda.
La programmazione speciale della Rai include film e approfondimenti, tra cui il classico “A qualcuno piace caldo”, oltre a contenuti editoriali su RaiNews e RaiPlay. Anche la radio partecipa con speciali e omaggi musicali dedicati alla diva. Parallelamente, Retequattro ha trasmesso il documentario “Marilyn Monroe – Ascesa di un mito”, mentre La7 Cinema ha proposto il film “My Week with Marilyn”, confermando la centralità dell’anniversario nel palinsesto televisivo.
I luoghi del mito
Le celebrazioni si sono estese anche ai luoghi simbolici della vita dell’attrice. In California, diversi itinerari culturali ripercorrono le tappe fondamentali della sua storia: dall’isola di Catalina, dove visse da giovane sposa prima del successo, fino a Los Angeles, città che la consacrò come star mondiale. Palm Springs, da sempre legata all’immaginario delle celebrità hollywoodiane, è diventata uno dei punti centrali delle commemorazioni, trasformandosi in una sorta di museo a cielo aperto dedicato alla sua memoria.
Proprio a Palm Springs si è svolto uno degli eventi più spettacolari del centenario: un raduno da Guinness World Record con oltre mille sosia della diva. Sono stati 1.037 i partecipanti, uomini e donne provenienti da tutto il paese, vestiti con il celebre abito bianco reso iconico dal film “Quando la moglie è in vacanza”. L’evento ha superato il precedente record e ha trasformato la città in una celebrazione collettiva del mito di Marilyn, tra parrucche biondo platino, rossetti rossi e performance pubbliche.

