Mercati impazziti e impauriti per il conflitto in Medio Oriente: gli aggiornamenti
I mercati azionari asiatici hanno subito forti ribassi nel quinto giorno di guerra in Medio Oriente, mentre i prezzi del petrolio sono rimasti in rialzo nonostante le promesse di Washington di difendere il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Le Borse asiatiche restano nella tempesta mentre aumentano timori per gli effetti della guerra in Medio Oriente. Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno subito forti cali, con l’Msci Asia Pacific che lascia sul terreno il 4,5%. Crolla Seul (-12%). Tonfo per Tokyo (-3,6%). Sul fronte valutario lo yen si indebolisce sul dollaro, a 157,30, ed è stabile sull’euro a 182,70. Pesanti Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen (-0,65%) e Mumbai (-1,8%). Le Borse europee, intanto, si preparano ad un avvio incerto. In calo, invece, i future di Wall Street.
Cina e Stati Uniti terranno il loro sesto round di colloqui commerciali alla fine della prossima settimana a Parigi, nell’ambito dei preparativi per la prossima visita a Pechino del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha riportato il South China Morning Post. Secondo il quotidiano, che cita fonti anonime cinesi e statunitensi, le delegazioni, guidate dal vicepremier cinese He Lifeng e dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, discuteranno di possibili accordi da firmare durante l’incontro tra Trump e il suo omologo cinese, Xi Jinping, previsto per l’inizio di aprile.
Nello specifico, si stanno cercando accordi su dazi, investimenti, soia e terre rare, sebbene questo nuovo round si svolga in un contesto più incerto a causa degli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran e della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi di Trump, che ha spinto Washington a cercare alternative per reintrodurre dazi che Pechino interpreterebbe come contrari alla tregua di un anno firmata lo scorso ottobre.

