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Borse, il “no” dell’Iran al piano di pace di Trump fa crollare i listini asiatici. Europa e Piazza Affari in calo. Petrolio a 104 dollari

Il rischio di una nuova escalation agita i mercati

Borse, il “no” dell’Iran al piano di pace di Trump fa crollare i listini asiatici. Europa e Piazza Affari in calo. Petrolio a 104 dollari

Nella notte è successo qualcosa che ha agitato i mercati, provocando un crollo delle Borse asiatiche e un pericoloso nuovo innalzamento del prezzo del petrolio. La tanto attesa risposta dell’Iran alla richiesta di negoziati da parte di Trump è arrivata, ma è stata negativa. Teheran “non intende negoziare” ma “continua a resistere”, ha dichiarato alla televisione di stato il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Da parte degli Stati Uniti, “parlare di negoziati ora è come ammettere la sconfitta”, ha detto. Queste le immediate conseguenze sui mercati internazionali.

Torna a salire il prezzo del petrolio sui mercati asiatici a causa dell’incertezza in Medio Oriente, dopo le dichiarazioni contrastanti di Stati Uniti e Iran sugli sforzi per porre fine alla guerra. Mentre gli Usa hanno affermato che sono in corso colloqui di pace, Teheran ha dichiarato che respingerà una proposta di cessate il fuoco e ha insistito sul controllo dello Stretto di Hormuz. Il Brent sale dell’1,7% a 103,9 dollari al barile, il Wti dell’1,9% a 92,05 dollari.

Le Borse europee aprono in calo, appesantite dall’incertezza sulle trattative per la fine del conflitto in Medio Oriente, che non sembra imminente. In questo contesto, il Brent risale sopra i 100 dollari al barile. Sul fronte macro, i dati hanno mostrato che la fiducia dei consumatori in Germania è crollata ai minimi di due anni, mentre le famiglie si preparano a un’impennata dei costi energetici legata al conflitto che potrebbe alimentare l’inflazione. Nei primi scambi a Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,62% a 10.044,30 punti, a Francoforte il Dax lo 0,8% a 22.760 punti e a Parigi il Cac40 cede lo 0,65% a 7.795,78 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna nelle prime battute -0,51% a 43.790,87 punti.

Le Borse asiatiche chiudono in negativo e interrompono due giorni di rally a causa dei segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran in merito a potenziali colloqui di pace. Washington ha ribadito che i negoziati sono in corso, mentre Teheran ha segnalato di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui diretti con gli Usa. Teheran ha affermato che respingerà l’offerta di cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, proponendo invece un piano in cinque punti che le garantirebbe il controllo dello Stretto di Hormuz. La Borsa di Tokyo chiude in calo, con il Nikkei che cede lo 0,27% a 53.604 punti e il Topix lo 0,22% a 3.643 punti, interrompendo un rimbalzo di due giorni in un clima di crescente incertezza sugli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto in Medio Oriente.

Future in calo a Wall Street a causa dei segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran su potenziali colloqui per mettere fine al conflitto. Gli Usa hanno ribadito che i negoziati sono in corso, mentre l’Iran ha ribadito di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui diretti con Washington. Teheran ha affermato che respingerà l’offerta di cessate il fuoco proponendo invece un piano in cinque punti che le garantirebbe il controllo dello Stretto di Hormuz. I future sul Dow Jones cedono lo 0,28%, quelli sullo S&P 500 lo 0,30% e i future sul Nasdaq perdono lo 0,33%.