Brand o brand…elli / Unicredit lancia un’offerta su Commerzbank per superare il 30% del capitale: la storia della banca tedesca che ha attraversato un secolo e mezzo di trasformazioni
La Commerzbank Aktiengesellschaft torna al centro della scena finanziaria europea dopo la mossa di UniCredit, che ha superato la soglia del 30% del capitale ed è ora tenuta, secondo la normativa tedesca, a lanciare un’offerta pubblica sull’intero istituto. Un passaggio tecnico che si sta rapidamente trasformando in un caso politico ed economico di primo piano. Da un lato, l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, insiste su un approccio dialogante, escludendo, almeno formalmente, un’acquisizione ostile e sottolineando i potenziali benefici di una possibile integrazione per il sistema bancario europeo. Dall’altro, il governo tedesco, per voce del cancelliere Friedrich Merz, ribadisce la volontà di preservare l’indipendenza della banca, pur lasciando la questione nelle mani degli attori di mercato.
La Commerzbank Aktiengesellschaft rappresenta oggi una delle principali istituzioni finanziarie tedesche, quarta per dimensioni dopo Deutsche Bank, DZ Bank e KfW. Fondata nel 1870 ad Amburgo da un gruppo di banchieri privati con l’obiettivo di sostenere il commercio e le attività mercantili, con sede attuale a Francoforte sul Meno, la banca ha attraversato oltre un secolo e mezzo di trasformazioni economiche, politiche e finanziarie. Già nei primi anni di attività la banca mostrò una forte vocazione internazionale: nel 1873 venne creata a Londra la London and Hanseatic Bank, attiva fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Sul territorio tedesco, invece, l’espansione proseguì con l’apertura di filiali a Berlino e a Francoforte nel 1897.
Un passaggio chiave avvenne nel 1905, quando la fusione con la Berliner Bank portò allo spostamento del centro operativo proprio a Berlino, segnando un rafforzamento della presenza nazionale.
Tra crisi e trasformazioni
Nel periodo tra le due guerre, la banca crebbe rapidamente incorporando oltre cinquanta istituti locali e assumendo il nome di Commerz- und Privat-Bank AG. Tuttavia, la crisi economica globale del 1929 ebbe effetti devastanti sul sistema bancario tedesco. Nel 1932, sotto il governo della Repubblica di Weimar guidato dal cancelliere Heinrich Brüning, la banca fu salvata attraverso una fusione con la Barmer Bankverein e un intervento pubblico che trasferì temporaneamente il controllo allo Stato e alla Reichsbank. Nel 1940 venne adottata ufficialmente la denominazione attuale, Commerzbank Aktiengesellschaft, insieme al simbolo della “C alata”, ispirata al dio Mercurio.
Durante il periodo del Terzo Reich, tra il 1940 e il 1944, la banca estese la propria presenza nei territori occupati, aprendo filiali in diversi paesi europei. Tuttavia, il conflitto e le sue conseguenze ridimensionarono il peso dell’istituto nel panorama bancario tedesco.
Ricostruzione e crescita internazionale
Dopo la Seconda guerra mondiale, la Commerzbank fu smembrata dagli Alleati insieme alle altre grandi banche tedesche. Nella zona sovietica le attività furono espropriate, mentre nelle zone occidentali l’istituto venne suddiviso in diverse banche regionali. La ricomposizione avvenne gradualmente: nel 1958 le principali entità furono riunite nella nuova Commerzbank AG, inizialmente con sede a Düsseldorf. A partire dagli anni Sessanta iniziò una nuova fase di espansione internazionale, con l’apertura nel 1969 della filiale in Lussemburgo e, nel 1971, del primo ufficio a New York.
Nel 1970 la banca partecipò alla creazione del gruppo Europartners insieme a Crédit Lyonnais e Banco di Roma, segnando un importante passo verso l’integrazione bancaria europea. Nel 1990 la sede venne trasferita a Francoforte, consolidando il ruolo della banca nel principale centro finanziario tedesco. Un momento determinante si verificò nel 2009, quando Commerzbank acquisì la Dresdner Bank dal gruppo Allianz, diventando così la seconda banca più grande della Germania. Nello stesso anno, a seguito della crisi finanziaria globale, lo Stato tedesco intervenne attraverso il fondo Soffin, acquisendo una partecipazione significativa nel capitale. Negli anni successivi, la banca avviò un processo di restituzione degli aiuti pubblici e di riduzione della partecipazione statale.
Il mancato consolidamento con Deutsche Bank
Nel 2019 si aprì un importante capitolo nella storia recente della banca: le trattative per una fusione con la Deutsche Bank, sostenuta anche dal governo tedesco. L’operazione avrebbe dato vita a uno dei maggiori gruppi bancari europei. Tuttavia, il progetto sollevò forti critiche per i rischi finanziari e sociali, tra cui un massiccio aumento di capitale e circa 30.000 esuberi. Il 25 aprile 2019, dopo settimane di negoziati, le due banche annunciarono ufficialmente l’interruzione delle trattative.
La storia della Commerzbank riflette in modo emblematico le trasformazioni del sistema bancario europeo: dalla finanza commerciale dell’Ottocento alle crisi del Novecento, fino alle sfide della globalizzazione e della stabilità finanziaria contemporanea. Tra espansioni, crisi e tentativi di consolidamento, la banca resta oggi un attore centrale nel panorama economico tedesco ed europeo.

