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Brand o brand…elli/ La storia di Satispay, l’unicorno fintech che ora punta a un aumento di capitale di 120 milioni

Nata nel 2013 dall’intuizione di tre imprenditori cuneesi, Satispay è passata da sistema di pagamenti alternativi al contante a piattaforma finanziaria completa. Oggi, con un aumento di capitale fino a 120 milioni, accelera la sua trasformazione tra investimenti, welfare e nuovi servizi digitali

Brand o brand…elli/ La storia di Satispay, l’unicorno fintech che ora punta a un aumento di capitale di 120 milioni

Brand o brand…elli / Satispay, dalla sfida al contante a piattaforma finanziaria globale: la storia dell’unicorno fintech italiano

Satispay si prepara a un nuovo passaggio chiave del suo percorso di crescita. L’unicorno fintech italiano ha convocato per il 29 giugno l’assemblea dei soci per deliberare un aumento di capitale fino a 120 milioni di euro, da offrire in opzione agli azionisti. L’obiettivo è rafforzare il piano di sviluppo e accelerare il lancio dei nuovi servizi finanziari, in un momento in cui la società registra una forte espansione: i ricavi annualizzati hanno superato i 116 milioni di euro, gli utenti hanno oltrepassato quota 6,5 milioni e la crescita resta sostenuta da nuovi prodotti e dall’ampliamento della base clienti. L’operazione si inserisce inoltre in un contesto di solidità finanziaria e fiducia degli investitori, con il supporto degli attuali soci e la conferma della valutazione superiore al miliardo di euro. Ma per capire la portata di questa nuova fase bisogna tornare alle origini di Satispay, una delle storie più emblematiche del fintech italiano.

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La storia

La società nasce infatti nel 2013 dall’idea di tre giovani imprenditori cuneesi, Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, che intercettano un problema molto concreto: in Italia i pagamenti elettronici per piccoli importi erano ancora poco diffusi e spesso ostacolati da commissioni elevate o da una scarsa propensione degli esercenti ad accettare carte per cifre ridotte. In questo spazio si inserisce l’intuizione di un sistema di pagamento indipendente dai circuiti tradizionali delle carte, capace di semplificare gli scambi quotidiani. Dopo circa due anni di sviluppo, nel 2015 viene lanciata la prima versione dell’app Satispay, che introduce un modello innovativo: nessun collegamento diretto ai circuiti di carte di credito, ma un sistema basato su un budget settimanale impostato dall’utente e collegato direttamente al conto corrente. L’obiettivo è ridurre la complessità dei pagamenti digitali e rendere più immediato l’utilizzo del denaro nella vita quotidiana.

La crescita è graduale ma costante. Nel 2017 Satispay entra nella classifica “Emerging 50” della Fintech100 di KPMG e H2 Ventures, mentre l’anno successivo supera i 500 mila utenti e vede i volumi di transazione più che triplicare rispetto all’anno precedente. Nel 2020 la piattaforma raggiunge 1 milione di utenti attivi e chiude un round da 93 milioni di euro con investitori internazionali come Tencent, Square, TIM Ventures e LGT Lightstone, segnando un’accelerazione decisiva nel percorso di espansione. La svolta arriva nel 2022, quando un round Serie D da 320 milioni di euro guidato da Addition porta la valutazione della società oltre la soglia del miliardo, sancendo ufficialmente l’ingresso di Satispay nello status di unicorno. Da quel momento, la crescita non si limita più ai pagamenti, ma si estende progressivamente a nuovi ambiti della finanza personale e aziendale.

Negli anni successivi, infatti, la piattaforma amplia in modo significativo la propria offerta. Dal welfare aziendale ai buoni pasto digitali, fino al programma di loyalty “Punti Satispay”, la società costruisce un ecosistema sempre più articolato. Nel 2025 arrivano il Salvadanaio Remunerato e l’apertura al mondo degli investimenti, mentre nel 2026 si rafforza ulteriormente la strategia con nuovi strumenti come i fondi comuni, le operazioni di cartolarizzazione del servizio “Paga in 3” e il lancio di un modello in abbonamento con Satispay Plus.

Parallelamente, l’infrastruttura si consolida: il gruppo opera attraverso diverse società tra Italia e Lussemburgo e continua ad ampliare la propria base utenti e il network di esercenti, che oggi supera le 450 mila attività convenzionate. I numeri raccontano una piattaforma in trasformazione: un ecosistema finanziario che punta a integrare in un’unica app risparmio, investimenti e strumenti di pianificazione economica.

Gli aumenti di capitale

Nel corso della sua crescita, Satispay ha fatto ricorso più volte a operazioni di aumento di capitale, accompagnando ogni fase di espansione con nuove risorse finanziarie. Già nel 2017 la società aveva deliberato un aumento fino a 30 milioni di euro per sostenere lo sbarco e il rafforzamento sui mercati europei, segnando il primo passo verso una dimensione internazionale. L’anno successivo, nel 2018, un ulteriore round da un massimo di 15 milioni di euro – in parte già sottoscritto da investitori come Copper Street Capital, Endeavor Catalyst e Greyhound Capital – aveva confermato l’interesse crescente del mercato per il modello della fintech italiana.

La vera svolta arriva però nel 2022, quando Satispay annuncia un round di Serie D da 320 milioni di euro guidato da Addition, che porta la società oltre la soglia del miliardo di euro di valutazione e sancisce ufficialmente il suo ingresso nello статусo di unicorno. All’operazione partecipano anche Greyhound Capital, Coatue, Lightrock, Block Inc., Tencent e Mediolanum Gestione Fondi SGR, consolidando la fiducia di un ampio network di investitori internazionali.

Più recentemente, nel 2024, la società ha raccolto ulteriori 60 milioni di euro in un nuovo aumento di capitale sostenuto dai principali azionisti – Addition, Greyhound e Lightrock – portando la raccolta complessiva a oltre mezzo miliardo di euro. Le risorse, ha spiegato la società, sono destinate a sostenere la crescita e a valutare eventuali operazioni straordinarie, inclusi possibili percorsi di acquisizione. Un segnale che conferma la continuità del sostegno degli investitori e la solidità del percorso di espansione della fintech italiana.

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