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Economia

Il Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, riunitosi stamane al gran completo, ha determinato in dieci il numero dei consiglieri di gestione procedendo poi alla nomina di Gian Maria Gros-Pietro, Giovanni Costa, Marcello Sala, Enrico Tommaso Cucchiani, Carlo Messina, Gaetano Miccichè, Bruno Picca, Giuseppe Morbidelli, Carla Ferrari e Piera Filippi.

Se la successiva nomina di Gian Maria Gros-Pietro quale presidente del Consiglio di gestione non ha destato alcuna sorpresa essendo da tempo prevista, così come quelle di Giovanni Costa e Marcello Sala quali vice presidenti esecutivi e di Enrico Tommaso Cucchiani quale Consigliere delegato e Ceo indicato al Consiglio di gestione (riunitosi nel pomeriggio e che ha puntualmente confermato tutte le nomine), cui spetta la nomina, qualche sorpresa la si è avuta scorrendo la lista degli altri consiglieri (di cui Carlo Messina, Gaetano Miccichè e Bruno Picca rivestiranno il ruolo di consiglieri esecutivi), visto che fino a stamane erano circolate voci circa la possibile nomina in Consiglio di Giuseppe Castagna, classe 1959, Direttore generale di Intesa Sanpaolo dal dicembre 2012 e responsabile Banca dei territori dello stesso gruppo.

Un nome sussurrato da alcune fonti solitamente ben informate ad Affaritaliani che avrebbe dovuto sancire un ritrovato equilibrio tra le varie "anime" manageriali (e territoriali) del gruppo, cui fanno capo i cinque diversi centri di potere (ciascuno con a capo uno dei Direttori generali che rispondono a Cucchiani, considerato da molti una figura più di rappresentanza che non un "uomo macchina") a volte in contrasto tra loro. Invece il nome di Castagna non è emerso, mentre il Cds ha finito con l'esprimere parere favorevole alla nomina di Carlo Messina (anche in questo caso si è trattato di un nome che appariva già scontato) quale direttore generale vicario.

Tutte le delibere sono state prese all'unanimità, con l'astensione di un consigliere con  riferimento alla nomina di Giovanni Costa e Giuseppe Morbidelli, precisa una nota dello stesso istituto, il cui titolo ha perso nel corso della seduta l'1,72%. Solo prese di profitto dopo il continuo rialzo registrato nel corso dell'ultimo mese, o segno di un certo nervosismo latente dopo l'esito delle odierne riunioni dei board dell'istituto?

Luca Spoldi

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